Natalità La fecondità crolla anche dove il sostegno alla natalità è più forte

Categoria: Ambiente

In Italia nel 2024 il tasso di fecondità è sceso sotto gli 1,2 figli in media per donna.

Roberto Volpi 23 ott 2025 ilfoglio.it. lettura2’

In Italia nel 2024 il tasso di fecondità è sceso sotto gli 1,2 figli in media per donna. Un fenomeno che non si spiega solo con i numeri, il problema è anche antropologico: sta venendo meno l’importanza dei figli nella vita delle persone

La crisi demografica non si combatte solo a colpi di assegni unici. I nuovi dati sulla natalità

Ahi, i dati. Possiamo detestarli, troppo invadenti, troppo manovrabili. Non possiamo ignorarli. Meno che meno quelli che attestano i parametri, le tendenze, i movimenti demografici. Meno ancora in un tempo come il nostro che quei parametri, tendenze e movimenti minaccia da vicino. Alla fine del 2023 l’Ue aveva 449,3 milioni di abitanti distribuiti tra 27 stati: 5,4 milioni di abitanti più di quanti ne aveva nel 2016, sette anni prima, pur se nel frattempo le nascite annue erano scese da 4,38 milioni a 3,67 milioni, con una perdita secca di 710 mila nascite, alla considerevole media di oltre centomila nati in meno all’anno. Inutile aggiungere che, nel frattempo, a colmare il crescente divario tra nati e morti ci pensava il movimento migratorio. Che però, ed ecco il punto, non riusciva a incidere sulla fecondità, tant’è che mentre nel 2016 – anno di un modestissimo picco – si avevano nell’Ue 1,57 figli in media per donna, nel 2023 se ne avevano 1,38: il tasso di fecondità aveva perso 0,19 figli in media per donna (non ci si lasci ingannare dallo zero virgola: sono 190 mila figli in meno ogni milione di donne), era cioè passato da negativo (per aversi una popolazione stazionaria in assenza di movimenti migratori quel tasso dovrebbe aggirarsi tra 2 e 2,1 figli per donna) a molto negativo.

 

Gli immigrati che aumentano frenano se proprio non annullano la diminuzione della popolazione quando addirittura non contribuiscono ad aumentarla, ma sembrano accompagnare senza colpo ferire l’inossidabile discesa della fecondità, del numero medio di figli per donna. Chi pensasse che allora possiamo dormire sonni tranquilli senza dannarci troppo, visto che tanto gli abitanti subiscono minime oscillazioni, e semmai in più, sbaglierebbe: una popolazione che rimane pressappoco stazionaria mentre diminuiscono natalità e fecondità è una popolazione in cui non fanno che aumentare gli anziani e diminuire bambini, ragazzi e giovani, insomma una popolazione destinata a un inesorabile declino dopo un periodo più o meno lungo di un fittizio (e innaturale) equilibrio.

Trattasi di problema al quale non sfugge nessun paese dell’Unione europea, dell’Europa, dell’America del nord, dell’occidente: il tasso di fecondità non fa che diminuire nonostante l’aumento a sua volta ininterrotto dei migranti dagli altri paesi, che dovrebbero spingerlo in su.