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		<title>-Troppe concause ignorate quando si parla di cambiamenti climatici</title>
		<description>Discussione -Troppe concause ignorate quando si parla di cambiamenti climatici</description>
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			<title>walter scrivi:</title>
			<link>http://www.simofin.com/simofin/index.php/ambiente/25959-concause-ignorate-clima-riscaldamento#comment-1848</link>
			<description><![CDATA[“L’ALLARME SUL CLIMA C’È MA GLI ALLARMISMI DOBBIAMO EVITARLI” - PAOLO SOTTOCORONA, VOLTO DI LA7 CON MEZZO SECOLO DI METEOROLOGIA MILITANTE SULLE SPALLE, È STATO ASCRITTO AL FRONTE DEI NEGAZIONISTI DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO. “E MI FA RIDERE PERCHÉ SONO ANNI CHE PARLO DEL SURRISCALDAMENTO DEL PIANETA SENZA CHE FREGASSE NULLA A NESSUNO. NON C’È BISOGNO DI INVENTARSI 47 GRADI CHE NON CI SONO” Estratto dell’articolo di Tommaso Labate per roma.corriere.it … Per aver detto «l’allarme c’è ma gli allarmismi dobbiamo evitarli», Paolo Sottocorona, volto di La7 con mezzo secolo di meteorologia militante sulle spalle, è stato ascritto al fronte nei negazionisti del cambiamento climatico. «E mi fa ridere», dice, «perché sono anni e anni che, insieme ad altri, parlo del surriscaldamento del pianeta senza che fregasse nulla a nessuno. E se l’anno prossimo farà meno caldo di quest’anno che facciamo, consideriamo il problema risolto quando non lo è affatto? Io dico, prendiamo di petto l’allarme senza fare allarmismi. Non c’è bisogno di inventarsi 47 gradi che non ci sono per stabilire che siamo nel pieno di un’emergenza che non finisce certo domani». Del marketing del clima, che a suo dire fa bene assai alla comprensione del fenomeno del riscaldamento globale, l’esperto massimo italiano è Antonio Sanò, fondatore de iLMeteo.it, matematico, inventore dei nomi «Cerbero» e «Caronte». «All’estero questa cosa dei nomi piace perché è efficace, qua da noi si infastidiscono perché evidentemente siamo italiani e dobbiamo litigare per forza...». ….. Guido Caroselli è stato per trent’anni il volto più celebre del meteo di Mamma Rai. «Qua non siamo di fronte a una versione aggiornata del modello di dibattito che era in corso tra i virologi all’epoca della pandemia. La stragrande maggioranza di noi pensa le stesse cose e le pensa da anni», scandisce. Poi, per capire da che parte sta, incide sulla pietra una frase: «Se anche la smettessimo subito con tutte le emissioni di Co2 e di sostanza inquinanti, il riscaldamento globale rimarrebbe con noi per decine, forse centinaia di anni. Si capisce, no, in che mare di guai siamo?».]]></description>
			<dc:creator>walter</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 18:38:32 +0000</pubDate>
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			<title>walter scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[Tra roghi e alluvioni, la parola chiave è adattamento climatico. Parla Zanchini “Per riparare i danni causati dagli eventi climatici estremi spendiamo quattro volte di più che per prevenire gli effetti disastrosi sui territori”, ci dice l'ex vice presidente di Legambiente. Il ruolo dell'Ue, le risorse e gli strumenti che servono alle città. Intervista Il paradosso sta tutto nei numeri: “Per riparare i danni causati dagli eventi climatici estremi spendiamo quattro volte di più che per prevenire gli effetti disastrosi sui territori”. La stima è di Legambiente, di cui Edoardo Zanchini è stato a lungo vicepresidente. Al Foglio dice: “Si può avere idee diverse su quale sia la ragione di questi fenomeni e su come si deve intervenire per la mitigazione. Ma il fatto che ci sia un’accelerazione non può essere più un tema di dibattito. E sulla sicurezza non ci può essere più discussione. Di calamità in calamità il meglio che si fa è riparare danni e distribuire soldi, ma così non si affronta mai il tema della prevenzione”. Per farlo, ragiona Zanchini, serve fissare delle priorità, cambiare approccio a livello europeo e coinvolgere le città…… MARIA CARLA SICILIA 27 LUG 2023 ilfoglio]]></description>
			<dc:creator>walter</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 09:30:20 +0000</pubDate>
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