<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
		<title>Tra Giuliano e SangiulianoIl neo ministro Giuli, e l’egemonia culturale del Foglio di Ferrara</title>
		<description>Discussione Tra Giuliano e SangiulianoIl neo ministro Giuli, e l’egemonia culturale del Foglio di Ferrara</description>
		<link>http://www.simofin.com/simofin/index.php/cultura/28526-egemonia-culturale-ferrara-lavia</link>
		<lastBuildDate>Wed, 01 Jul 2026 11:14:30 +0000</lastBuildDate>
		<generator>JComments</generator>
		<atom:link href="http://www.simofin.com/simofin/index.php/component/jcomments/feed/com_content/28526" rel="self" type="application/rss+xml" />
		<item>
			<title>walter scrivi:</title>
			<link>http://www.simofin.com/simofin/index.php/cultura/28526-egemonia-culturale-ferrara-lavia#comment-2152</link>
			<description><![CDATA[Storie e vite e le carriere di tanti giornalisti in aiuto ai Governi. Storie e vite “Mario Lavia da notista politico, il foglio, a vice direttore di ‘Europa’ La politica italiana è una delle sue più grandi passioni. È stata la sua culla, è diventata il suo lavoro. Mario Lavia (accento sulla i, mi raccomando), nato a Roma il 2 maggio 1961, ha mosso i primi passi nel mai troppo rimpianto Partito comunista italiano. Responsabile della cultura nella segreteria nazionale della Federazione giovanile di Botteghe Oscure (segretario era Pietro Folena e tra gli altri compagnucci figuravano Nichi Vendola e Franco Giordano), Lavia si scoccia presto della militanza politica e a metà dei suoi vent’anni decide di optare per quella giornalistica entrando nella redazione del giornale radio di Area e cominciando a occuparsi di politica interna. Nel 1992 diventa professionista e dà l’addio ad Area per passare a Italia Radio, emittente di una delle mutazioni dei postcomunisti, il Pds. Resiste due anni e poi, nel 1996, trasmigra a Dire, l’agenzia di stampa (sempre di tendenza postcomunista) che all’epoca si occupava solo di cronaca parlamentare. Ed è lì che Lavia diventa appunto giornalista parlamentare, frequentando giorno e notte i palazzi del potere romano. A Dire ci resta ben nove anni, fino a quando cioè Stefano Menichini lo chiama a Europa dove continua a occuparsi di politica interna e soprattutto di centrosinistra, di cui è riconosciuto essere uno dei massimi esperti. Gusti: il jazz degli anni Cinquanta e Marcel Proust (ha anche scritto un libro, ‘Marcel Proust e la politica’). Disgusti: i cinepanettoni. L’articolo è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 405 – aprile 2010 Roberto Borghi]]></description>
			<dc:creator>walter</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 18:19:55 +0000</pubDate>
			<guid>http://www.simofin.com/simofin/index.php/cultura/28526-egemonia-culturale-ferrara-lavia#comment-2152</guid>
		</item>
	</channel>
</rss>
