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		<title>Il risveglio europeo O l'Europa si fa gigante o rischia di morire. Il vertice a Londra</title>
		<description>Discussione Il risveglio europeo O l'Europa si fa gigante o rischia di morire. Il vertice a Londra</description>
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			<title>walter scrivi:</title>
			<link>http://www.simofin.com/simofin/index.php/italia/29845-risveglio-europeo#comment-2624</link>
			<description><![CDATA[Oggi ci sarebbe bisogno di una visione politica unica, per l’Europa. «L’Europa ha una visione politica ma è ancora troppo frammentata. Quello che è accaduto a Londra va nella giusta direzione, e riprende la prima riunione di Parigi. Da analista: quello che serve oggi è la convergenza tra alcuni Stati membri dell’Unione e di alcuni Stati del Patto atlantico. Una coalition of the willing che condivida una visione. Dunque sì all’Europa a più velocità e sì alla piena cooperazione militare, su questo, con il Canada e con la Turchia». Nasce una Euronato? «Io lo auspico molto. Immagino una situazione in un futuro non troppo lontano in cui ci sia una componente europea dell’Alleanza Atlantica che abbia dimensioni e capacità sufficienti per poter essere un partner di pari peso di Washington. In questo modo le decisioni verrebbero concordate alla pari e non assunte alla Casa Bianca e ingoiate a prescindere dall’Europa». Da chi verrebbe composta l’Euronato? «Dai paesi fondatori dell’Ue, con la Gran Bretagna al centro dell’iniziativa. Il Canada è una propaggine naturale, mentre con la Turchia va stabilita una partnership strategica. Perché Erdogan ha una visione peculiare, una sua agenda che sembra quasi puntare a ripristinare il ruolo del vecchio Impero Ottomano nella regione». Macron ha messo l’arsenale nucleare francese a disposizione. «E questo diventa un elemento molto importante perché conferirebbe a questa entità un suo deterrente. Se c’è la volontà politica, si può fare tutto. Il numero delle bombe nucleari attive è irrilevante: ne basterebbero venti». L’esercito europeo invece è al di là da venire… «Non è importante che ci sia un esercito con le stesse uniformi e le stesse armi. La Nato non ha mai avuto un suo esercito. Seguiamo quel modello, creiamo una struttura di comando e controllo che utilizzi le forze dei singoli paesi, secondo le priorità e le esigenze. C’è la procedura che si chiama “transfer of authority” per cui ogni paese decide di trasferire il comando sulle proprie unità combattenti al Comando. Questo modello può essere ripreso subito, con una soluzione interinale che conferisca di volta in volta il comando a quello di una nazione. Se si fa questo, mettere insieme l’operazione richiede settimane. Non anni»...estratto il riformista intervista Generale]]></description>
			<dc:creator>walter</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 14:27:17 +0000</pubDate>
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