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		<title>IL PD È NELLA PALUDE – SCHLEIN SCATENA UNA BATTAGLIA </title>
		<description>Discussione IL PD È NELLA PALUDE – SCHLEIN SCATENA UNA BATTAGLIA </description>
		<link>http://www.simofin.com/simofin/index.php/italia/32340-schlein-formazione-liste-elezioni</link>
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			<title>walter scrivi:</title>
			<link>http://www.simofin.com/simofin/index.php/italia/32340-schlein-formazione-liste-elezioni#comment-3343</link>
			<description><![CDATA[Contro la legge elettorale il Pd già punta sui giudici La sala la offre Maurizio Landini. L’appuntamento è oggi pomeriggio alla Camera del lavoro di Milano, nella sede della Cgil di Fausto Carioti 28.9. 2026libero.it lett1’ La sala la offre Maurizio Landini. L’appuntamento è oggi pomeriggio alla Camera del lavoro di Milano, nella sede della Cgil. Ci saranno rappresentanti di Pd, Cinque Stelle, Avs, +Europa e Italia Viva: l’intero campo largo. Con l’aggiunta di Rifondazione comunista, sempre più vicina al cartello elettorale di Elly Schlein e Giuseppe Conte. Accanto a loro, ex magistrati come Gherardo Colombo, Edmondo Bruti Liberati e Armando Spataro. Giornalisti come Gad Lerner e Massimo Giannini. Tre associazioni di sinistra: Demo, la fondazione culturale del Pd; Costituzione e democrazia, di Roberto Zaccaria; Articolo 21, creata da Giuseppe Giulietti. Oltre all’Anpi e all’Arci, con i rispettivi presidenti milanesi. E soprattutto ci saranno i giuristi, guidati dal professor Enrico Grosso, ordinario di diritto costituzionale, che ha presieduto il comitato “Giusto dire No” nella campagna per il referendum sulla giustizia. Con lui Maria Agostina Cabiddu e altri. Forte sensazione di déjà vu, insomma, confermata dal titolo militante dell’evento: «Dalla parte della Costituzione. Contro una legge elettorale che cambia gli equilibri costituzionali». Il testo dello “Stabilicum” è ancora all’esame della Camera, ma chi vuole affossarlo è già al lavoro e punta tutto sulla Corte costituzionale. Il tema della tavola rotonda che chiuderà l’incontro di oggi, «Che fare?», è infatti pleonastico. Cosa fare lo sanno benissimo. Alcuni profili di incostituzionalità che contesteranno li ha elencati a luglio lo stesso Grosso, in audizione davanti al Senato. Uno riguarda il premio di maggioranza. «Se la coalizione classificatasi seconda ha ottenuto un numero di voti inferiore, ma molto vicino al numero di voti ottenuti dalla coalizione vincente», e questa supera il 42% dei voti e dunque ottiene il premio, «la distorsione della rappresentanza diventa abnorme». Inoltre l’obbligo di indicare il nome del candidato premier - la norma che dà più fastidio al campo largo - crea un «premierato di fatto» che non è previsto dalla Costituzione.]]></description>
			<dc:creator>walter</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 18:29:48 +0000</pubDate>
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