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		<title>Ex Ilva, resta il blocco ad altiforni e produzione. I giudici confermano: </title>
		<description>Discussione Ex Ilva, resta il blocco ad altiforni e produzione. I giudici confermano: </description>
		<link>http://www.simofin.com/simofin/index.php/italia/32378-ilva-resta-blocco</link>
		<lastBuildDate>Mon, 12 Oct 2026 23:26:16 +0000</lastBuildDate>
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			<title>walter scrivi:</title>
			<link>http://www.simofin.com/simofin/index.php/italia/32378-ilva-resta-blocco#comment-3355</link>
			<description><![CDATA[Il collegio di giudici Ondei, Del Vecchio e Cortelloni ha rigettato i ricorsi […] . In motivazione è stato precisato che la ripresa dell'attività "potrà avvenire solo quando essi avranno rimosso integralmente l'amianto ancora presente negli impianti" e "adottato le misure necessarie per ricondurre l'emissione delle polveri sottili entro limiti di sicurezza, con riferimento allo scenario produttivo autorizzato di 6 milioni di tonnellate all'anno e comunque nell'ambito della cornice procedimentale amministrativa prevista". Nel provvedimento si legge che il "pericolo" che consegue "all’eventuale 'spegnimento' degli altiforni" deve cedere "rispetto al preminente diritto alla salute nell’ottica del necessario bilanciamento dei contrapposti interessi". La tutela "del diritto alla salute", infatti, è "comunque prevalente, nel doveroso rispetto dell’interpretazione data in sede comunitaria, oltre che delle stesse previsioni costituzionali". Sulla stessa linea il commento dell’avvocato Ascanio Amenduni, legale dei cittadini di Taranto che hanno intentato la causa civile davanti ai giudici milanesi: "La salute vince ancora su un pregiudizio economico giudicato sempre più cedevole e pretestuoso", ha commentato. Il 30 settembre, davanti ai giudici, si era tenuta la discussione delle parti. Anche il sostituto pg Angelo Renna aveva chiesto di respingere la nuova istanza di sospensiva, dopo quella rigettata già l'11 settembre. I legali della ex Ilva e di AdI, invece, avevano ribadito le loro ragioni, ossia il danno irreparabile dovuto allo spegnimento e avevano chiesto tempo fino a dopo il giudizio della Cassazione, fissata per il 20 ottobre. L'avvocato Amenduni, invece, aveva spiegato che, essendo ora "l'impianto al minino", non c'era nemmeno alcun "pregiudizio irreparabile". Secondo la Corte, come si legge nell'ordinanza di 12 pagine, "la fissazione dell'udienza" della Suprema Corte non cambia nulla, rispetto ai precedenti provvedimenti che hanno indicato la prevalenza del diritto alla salute, date le emissioni nocive degli impianti e la presenza di amianto. Non cambia nulla, si legge, "rispetto al passato in ordine alla tutela sostanziale degli interessi coinvolti" e la fissazione di quell'udienza è solo "meramente consequenziale alla presentazione dei ricorsi straordinari avanti alla Suprema Corte di Cassazione"…estratto da ilfoglio.it 5.10-2026]]></description>
			<dc:creator>walter</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 12:43:13 +0000</pubDate>
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