L’ultimo orrore degli islamisti:

Categoria: Estero

il nemico usato come bomba umana

2, 2018 1 MATTEO CARNIELETTO www.occhidellaguerra.it

Si chiamava Shadi Aziz Issa ed era un tenente dell’esercito siriano. Combatteva contro il sedicente Stato islamico a Yarmouk, a otto chilometri dalla capitale Damasco. I jihadisti lo hanno fatto prigioniero e poi lo hanno usato come una bomba umana, diffondendo le immagini sui social network.

Shadi viene legato mani e piedi e non può più muoversi. Sul suo elmetto viene messo un detonatore assieme a dell’esplosivo e poi viene messo a testa in giù in una via. Sono gli ultimi secondi prima di morire. Il tenente viene viene fatto cadere e, non appena tocca terra, viene fatto esplodere. Una palla di fuoco bianca, gialla e rossa lo circonda. Shadi diventa una bomba umana.

Sono gli ultimi giorni di terrore dell’Isis a Yarmouk. Nell’ultima settimana, i governativi sono riusciti a riconquistare i territori in mano alle bandiere nere, riducendoli di un terzo. Impossibile però raggiungere ogni tipo di accordo. I jihadisti sono intenzionati a combattere fino all’ultimo proiettile.

Le immagini diffuse in rete sarebbero una sorta di rappresaglia per i continui bombardamenti dei caccia russi e siriani contro le postazioni dei terroristi. Più che altro, mostrano ancora una volta la brutalità dei jihadisti del sedicente Stato islamico.

I ribelli lasciano Yarmouk

Se da una parte i terroristi d Daesh sono intenzionati a combattere, dall’altra i ribelli di Yarmouk avrebbero raggiunto un accordo per esser trasferiti al nord.

Nella notte, scrive l’agenzia governativa Sana, sono arrivati i primi bus per il trasferimento dei “terroristi dal campo profughi palestinesi di Yarmouk” alla provincia nordoccidentale di Idlib sulla base dell’accordo annunciato ieri per l’evacuazione delle aree a sud della capitale, in particolare Yalda e Beit Saham, oltre al campo di Yarmouk.

In cambio, i ribelli dovranno lasciare libere le persone assediate “nei villaggi di Kefraya e al-Fouaa”, sotto il controllo delle forze di Damasco, e la “liberazione degli ostaggi di Eshtabraq”, villaggio della provincia di Idlib.