La ritirata dei russi ce la spiega Tolstoj

Categoria: Estero

"Non è un'umiliazione" ha detto il portavoce del Cremlino. E potrebbe evocare la strategia del generale Kutuzov, celebrato eroe di "Guerra e pace"

12.11. 2022 Antonella Boralevi huffpost.it lettura2’

I russi scappano da Kherson. I video sui social mostrano file di soldati che arrancano sul bordo della carreggiata. Altri che si tolgono la divisa e si travestono da civili, per nascondersi. Le notizie degli inviati al fronte parlano di molti morti annegati, tra i fanti che hanno provato a guadare il fiume Dnipro.

Intanto, vengono issate tra gli applausi le bandiere gialle e blu sui monumenti della città, e la popolazione in festa accoglie i soldati ucraini con abbracci e palloncini e inni.

Kherson, i primi soldati ucraini accolti dai cittadini in festa

Allo sguardo di un occidentale, questa ritirata da Kherson è una umiliazione assoluta per l'armata di Putin. L'inizio di quella che potrebbe essere una capitolazione sul campo. Il primo segno di una pace possibile.

Però, invece, il portavoce del Cremlino ha risposto seccato ai giornalisti e ha dichiarato che "la ritirata non è una umiliazione". Immagino che i servizi segreti occidentali stiano lavorando alacremente sulla interpretazione di questa frase. Potrebbe essere innocua. Oppure inquietante. Perché dire "la ritirata non è una umiliazione" non ha lo stesso significato per un occidentale o per un russo.

Noi associamo la "ritirata" alla sconfitta. Le immagini dei soldati ucraini che a piedi entrano a Kherson liberata, ci fanno venire in mente le truppe alleate che entravano tra battimani e abbracci nelle nostre città nel '44, mentre i nazisti fuggivano. A un russo, la parola "ritirata" evoca invece la strategia del generale Kutuzov, che seppe vincere contro l'immenso esercito di Napoleone, ritirandosi. Si ritirò, Kutuzov, proprio alla vigilia del potente Inverno Russo, e si ritirò bruciando e distruggendo tutto quello che si lasciava dietro. Affamò i francesi, e li lasciò, sì, entrare a Mosca, ma in balìa del gelo e della fame. Non per caso, i russi fuggono da Khersov, ma intanto la bombardano con efficacia, e sempre su obbiettivi civili.

La ritirata da Kherson: il ponte sul Dnper è pericolante, civili filorussi fuggono con una chiatta

La cultura di un popolo determina i suoi sentimenti diffusi. È un dato fondante delle scienze sociali. Per questo, a me pare utile andare a rileggerci Tolstoj. Uno degli eroi assoluti di "Guerra e pace" è il generale Kutuzov. Colui che scegliendo di ritirarsi davanti all'esercito di Napoleone, immensamente superiore per uomini e armi, agguantò la vittoria. I soldati di Kutuzov arretravano, senza combattere, lasciando villaggi e città al nemico. Ma prima li bruciavamo, li distruggevano. Di fatto, quando Napoleone entrò senza trovare resistenza alcuna a Mosca, si rese conto di aver conquistato solo macerie. Kutuzov è un eroe nazionale perché è considerato il salvatore di Santa Madre Russia.

Anche i russi di Putin si ritirano, ma intanto bombardano ferocemente gli obbiettivi civili dei territori da cui fuggono. E ritirarsi da Kherson, una volta che gli ucraini li avevano isolati bloccando ogni via di rifornimento, era l'unica scelta militarmente plausibile. Forse a Kutuzov pensava il portavoce del Cremlino Peskov, rispondendo ai giornalisti?