3-Operazione Equilibrio: «Così la Russia ha influenzato le elezioni in Romania»

Categoria: Estero

Tutto sulla Romania pro e contro, Damato, Salvini Lega, quoidiano il sussidiario

7.12.2024 Alessandro Damato e altri lettura4’

I soldi dati per la campagna elettorale. «L'attore statale» che ha agito secondo i servizi segreti. I due canali Telegram, le geolocalizzazioni diversificate, gli account inattivi dal 2016

Non era mai successo in un paese della Nato che un voto venisse cancellato per le «azioni ibride e aggressive di un paese straniero». Ma l’inspiegabile exploit di Calin Georgescu alle elezioni politiche in Romania ha infranto questo record. Ammiratore di Vladimir Putin e Donald Trump, ha raccolto il 22,9% grazie alla spinta di TikTok. Che secondo i giudici rumeni è stata finanziata da Mosca. Ora protestano tre partiti di estrema destra. E la conservatrice candidata anti-sistema pro-Ue. Elena Lasconi, che grazie al 19,1% del primo turno, avrebbe conteso domani 8 dicembre la presidenza a Georgescu. E che ha accusato i giudici di «colpo di Stato» e le istituzioni romene di aver «calpestato la democrazia». Lo stesso Georgescu ha lanciato l’accusa di «golpe». Ma entrambi rischiano di uscire di scena.

Operazione Equilibrio

L’operazione denominata Equilibrio, racconta oggi Repubblica, prevedeva l’arrivo di denaro dall’estero con modalità di pagamento specifiche per evitare i controlli. E poi il coinvolgimento di influencer e non di bot. Con messaggi mirati per intervenire su specifiche fasce di elettori. Secondo l’intelligence romena ad agire è stato «un attore statale». E tutti pensano alla Russia di Putin. Una prova generale per le altre elezioni europee. L’indagine ruota intorno a una serie di account su TikTok che hanno promosso la candidatura di Georgescu. Per una cifra superiore ai 400 mila euro. «Certamente la crescita degli account oggetto della nostra investigazione non è stata organica», hanno spiegato i servizi rumeni. «Non poteva farlo una brava agenzia di marketing», è il ragionamento. Usando non bot ma account certificati. E questa è un’altra grande novità.

Non bot ma account certificati

Gli account certificati ed esterni hanno operato in modo discreto. Tra questi, sempre secondo i servizi romeni, Bogdan Peschir. Ovvero un programmatore romeno proprietario del canale “Bogpr”. Sui suoi conti in tre mesi è transitato un milione di euro. Che lui ha ammesso di aver usato per donazioni al sindacato. Con lui un’altra dozzina di personaggi noti sul web. Contattati da una società di sudafricana che si occupa di marketing on line. I pagamenti di circa mille euro arrivavano attraverso la monetizzazione di Instagram e TikTok. Agli atti dell’indagine anche due canali, uno su Telegram e uno su Discord. Tutti i video venivano pubblicati con geolocalizzazioni diversificate, per evitare di dare nell’occhio. E ci sono anche 85 mila tentativi di hackeraggio del voto online. Alcuni degli account utilizzati erano inattivi dal 2016. Dal 24 ottobre un account ha effettuato pagamenti per 381 mila dollari.

Il reporter

Il Corriere della Sera parla con Victor Ilie, l’autore di una serie di inchieste giornalistiche che hanno identificato la pioggia di finanziamenti russi a siti, giornali e influencer romeni. «Ho avuto la prima soffiata nel 2022: ho avuto accesso a documenti sui copiosi versamenti russi che arrivavano regolarmente a una tv romena che però non pagava i dipendenti. I soldi venivano versati da AdNow, una società di pubblicità digitale legata al Cremlino», dice. Dopo la pubblicazione della prima puntata della sua inchiesta sulla rivista Snoop è stato minacciato di morte. «Non capisci che sappiamo tutto di te?» gli ha intimato un boss dell’organizzazione «Tracia Unita» che sostiene Georgescu. Un totale di due milioni di euro sono stati indirizzati tra 2016 e 2024 da AdNow ai siti web di reti televisive come Rtv e Realitatea Plus. L’azienda ha il suo quartier generale a Londra in un palazzo che ospita altre società legate al Cremlino. Tra cui Bunelu Ltd, collegata a Tracia Unita di Georgescu.

Elezioni Romania contro l’annullamento deciso dalla Corte. Posizioni pro Putin contro Eu e Nato

1- l’affondo della Lega: «Annullate perché il risultato non piace a Bruxelles, precedente pericoloso. 2-articolo: non si vuole che i romeni cambino idea su Ucraina, Ue e Nato

7.12.2025 da Open.online e ilsussidirio.net lettura2’

1-07 Dicembre 2024 - 12:33 Ugo Milano, open.online .La nota del Carroccio dopo la decisione della Corte costituzionale

«La Lega segue con grande rispetto e viva preoccupazione quanto sta accadendo in Romania: annullare il voto democratico perché il risultato non è gradito a Bruxelles, al politicamente corretto e a certi potenti come Soros, è un precedente allarmante e molto pericoloso». Così la Lega commenta la tesa situazione politica in Romania, dopo la decisione della Corte costituzionale di annullare i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali del 24 novembre e di ordinare la ripetizione dell’intero processo elettorale. La decisione, arrivata a due giorni dal previsto ballottaggio tra la filo-europea Elena Lasconi e il candidato di estrema destra, Calin Georgescu, ha suscitato forti reazioni politiche.

«Un golpe»

Georgescu, noto per le sue posizioni pro-Putin e per il suo sostegno a figure come Donald Trump e Viktor Orbán, ha definito la decisione della Corte un «golpe», accusando la Romania di aver «calpestato la democrazia». Il candidato ha anche ribadito la sua intenzione di fermare gli aiuti all’Ucraina in caso di elezione e ha espresso preoccupazioni sul coinvolgimento di potenze straniere nel processo elettorale, con la Russia accusata di aver manipolato i risultati attraverso l’uso di profili fake sui social media. Il contesto è particolarmente delicato anche per via delle ingerenze russe: i sospetti su manipolazioni straniere, in particolare dalla Russia, erano già emersi in precedenza, e l’Unione Europea aveva avviato un monitoraggio sulla campagna elettorale di Georgescu, soprattutto in relazione all’uso di TikTok come strumento di propaganda.

2-Giornali estratto da ilsussidiario.net- ELEZIONI ANNULLATE IN ROMANIA/ Qualcuno non vuole che i romeni cambino idea su Ucraina, Ue e Nato

La Corte costituzionale della Romania ha annullato le elezioni presidenziali. Il Paese ospiterà la più grande base Nato in Europa

Intervista Marco Bertolini   (Parma, 1953), militare, generale, già comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze e della Brigata Folgore…

La Corte costituzionale di Bucarest ha invalidato le elezioni del primo turno sulla base di informazioni dei servizi rumeni. Quali considerazioni si possono fare al momento?

Non siamo in grado di dire se le interferenze russe ci sono state o no, quindi occorre prudenza. Ma qualunque cosa sia successa, la Romania è di fatto l’ulteriore tassello di una situazione complessiva che si deteriorando con grande rapidità… A cosa pensa?

In Moldavia il 3 novembre scorso la presidente uscente Sandu ha sconfitto il suo avversario (Stoianoglo, ndr) con il 55% dei voti, ma ci sono state contestazioni. In Georgia ci sono disordini importanti, anche in vista delle presidenziali del 14 dicembre, e la presidente uscente Zurabishvili ha già detto che rimarrà al suo posto perché il parlamento che eleggerà il suo successore è illegittimo. La Georgia è un Paese sul quale la Nato, per mezzo dell’Ue, ha investito molto. In questo contesto arriva la decisione dell’Alta Corte rumena…estratto ilsussidiario.net