PER FRENARE GLI SBARCHI MELONI SI MUOVE NEL SOLCO DEI SUOI PREDECESSORI: TUTTI I GOVERNI DA GENTILONI A CONTE Regolati memorandum 2017..
07 Febbraio 2025 - 13:35 Bruno Gaetani open.online lettura4’
1-Più cauta la posizione del governo italiano, ai ferri corti con i giudici dell'Aja per il caso Almasri. Tajani: «Criticare la Corte non vuol dire essere contro le istituzioni»
È stata accolta con un coro (quasi) unanime di condanna la decisione di Donald Trump di sanzionare la Corte penale internazionale. Ieri, giovedì 6 febbraio, il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo che prevede multe e limiti ai visti per chi lavora per il tribunale dell’Aja, accusato di aver preso di mira Stati Uniti e Israele. Di fronte a questa eventualità, la posizione dell’Europa è netta. «Sanzionare la Cpi minaccia l’indipendenza della Corte e mina il sistema di giustizia penale internazionale nel suo complesso», scrive sui social António Costa, presidente del Consiglio europeo. «L’ordine esecutivo – aggiunge un portavoce della Commissione Ue – rappresenta una seria sfida al lavoro della Cpi con il rischio di influenzare le indagini e i procedimenti in corso, anche per quanto riguarda l’Ucraina, incidendo su anni di sforzi per garantire la responsabilità in tutto il mondo».
2-Perché tanta sciatteria?
Almasri, pasticcio della Corte Penale Internazionale sul mandato di arresto: caos date dei reati, l’atto era “nullo”
Che confusione sull’elenco dei delitti: è stata necessaria una seconda decisione. Una giudice aveva espresso il voto contrario al provvedimento. E aveva ragione…... Nelle carte arrivate al ministero emerge anche che – nel corso della decisione – una dei tre giudici lo abbia fatto notare, esprimendo il proprio voto contrario al provvedimento. Quella giudice aveva ragione, ha spiegato il Guardasigilli, tanto che la Corte ritenne di convocarsi di nuovo e di attuare la correzione con una seconda decisione. Tutto ciò può anche essere apparso noioso a chi lo ascoltava, al Parlamento o collegato con le dirette audiovisive, ma Nordio lo ha sottolineato con chiarezza: quell’atto della CPI era “nullo”. Tanto che la Corte ha dovuto emettere un secondo mandato di arresto ..il riformista...estratto iziana Maiolo
feb 2025 15:35 Dagospia
3-TRIPOLI, BEL SUOL DI RICATTI! LA SCARCERAZIONE DEL TORTURATORE ALMASRI È LA PROVA, COME DAGO DIXIT, CHE LA LIBIA USA I MIGRANTI A MO' DI PISTOLA PUNTATA SULL'ITALIA – PER FRENARE GLI SBARCHI MELONI SI MUOVE NEL SOLCO DEI SUOI PREDECESSORI: TUTTI I GOVERNI DA GENTILONI A CONTE HANNO SOTTOSCRITTO GLI STESSI REGOLATI DAL MEMORANDUM DEL 2017 PATTI CON I POTENTI DI TRIPOLI: I RAPPORTI SONO CHE REGOLA L’INVIO DI MOTOVEDETTE E “LA FORMAZIONE DEL PERSONALE LIBICO ALL'INTERNO DEI CENTRI DI ACCOGLIENZA". QUESTO È FORSE IL PUNTO PIÙ SENSIBILE PERCHÉ...
Francesco Grignetti per la Stampa - Estratti
Diceva due giorni fa il ministro Matteo Piantedosi, in Parlamento, riferendosi alla Libia: «Scenari di rilevante valore strategico ma, al contempo, di enormi complessità e delicatezza».
Un eufemismo per dire che la Libia preme assai a questo governo essendo un gigantesco deposito di petrolio, ma è anche il suo tallone d'Achille. Perché si può disquisire a lungo del Piano Mattei (che peraltro è ancora sulla carta e gli investimenti per la Libia sono assai scarsi), ma la sostanza è che gli sbarchi proseguono e per frenarli Giorgia Meloni si muove nel solco dei suoi predecessori.
Né una virgola in più, né una in meno rispetto a quel che è scritto nel famoso Memorandum del 2017, che lei ha ereditato e coltiva con dedizione.
Forse la novità di oggi è che i libici chiedono al nostro governo più tecnologia di un tempo.
Adesso vogliono anche vigilanza satellitare, droni, e torri di vigilanza elettronica da sistemare nel Sahara, ma è roba troppo più grande di noi.
Vedi le richieste del ministro dell'Interno, Imed Trabelsi, a Piantedosi per meglio fermare i migranti clandestini. Va anche ricordato che il ministro Trabelsi è uno dei grandi sponsor del famigerato Almasri; evidentemente a Roma hanno pensato che a contrariarlo c'era il rischio di una reazione inconsulta.
Da quelle parti ci sono particolari suscettibilità. Un solo esempio recente: per un'indagine della Guardia civil spagnola nei confronti del rampollo del generale Haftar, per rappresaglia lo stesso Haftar ha cacciato la società petrolifera iberica Repsol dal suo campo di estrazione nel Sahara, il maggiore che gestiva nel mondo.
I rapporti tra Roma e Tripoli sono dunque regolati dal famoso Memorandum del 2017. (…)
La Libia intanto era divenuta sinonimo di caos. Nel 2016 arrivarono 180mila migranti. Si calcolava che sarebbero stati 250mila l'anno dopo. Di qui la corsa del governo Gentiloni e del ministro Minniti a chiudere la falla. Costasse quel che costasse. E venne il famoso Memorandum del febbraio 2017, tanto contestato a sinistra, maldigerito fin da subito da mezzo Pd, ora del tutto abiurato. Gentiloni strinse l'accordo con l'allora premier ad interim Serraj (benedetto dalle Nazioni Unite) nella prospettiva di consolidarlo. Gli europei applaudirono e ci misero altri soldi.
Molti dettagli del Memorandum restano oscuri, ma si sa di motovedette per la Guardia costiera libica, addestramento agli equipaggi, divise, stipendi, pure una nave-officina nel porto di Tripoli per riparare ai danni dei natanti usati per la caccia al migrante. Militari italiani hanno gestito una sala operativa nel porto. Abbiamo inviato anche jeep, visori notturni, droni e sistemi di rilevamento per controllare la frontiera verso Sud.
Nel Memorandum, all'articolo 2, è scritto che le Parti "si impegnano all'adeguamento e al finanziamento dei centri di accoglienza già attivi". Merito di Minniti è aver preteso che la Libia ammettesse sul suo territorio le diverse agenzie delle Nazioni Unite, tipo Unhcr o Oim, fin lì escluse. Gli italiani avrebbero fornito medicinali e attrezzature mediche. "Inoltre, l'Italia si impegna a sostenere la formazione del personale libico all'interno dei centri di accoglienza".
Questo è forse il punto più sensibile sotto un profilo politico ed etico, perché s'è visto nel tempo che razza di predoni e torturatori sia il personale libico che gestisce i centri. E la politica italiana lo sa. Siccome il Memorandum si rinnova tacitamente ogni tre anni, chiedere a chi lo ha confermato nel 2020 (governo Conte II, maggioranza Pd-M5S) e di nuovo nel 2023 (governo Meloni, maggioranza FdI-Lega-FI). Quel tipo di "aiuti" continua infatti indefesso da 8 anni. Come è evidente, non c'è partito italiano che possa dirsi estraneo a quei patti scellerati