LA GUERRA DI TRUMP FA FELICE SOLO PUTIN –

Categoria: Estero

NELLA PRIMA METÀ DEL 2026 L’EUROPA HA IMPORTATO DAL GASDOTTO RUSSO YAMAL 9,89 milioni tonnellate

13.7.2026 dagospia.com lettura 3’

1-UNA QUANTITA MAI REGISTRATA PRIMA: 9,89 MILIONI DI TONNELLATE, IL 18% IN PIÙ RISPETTO ALLO SCORSO ANNO – L’AUMENTO DI IMPORT SI DEVE ALLO STOP ALLE FORNITURE DEL QATAR, BLOCCATE A CAUSA DELLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ, RITORSIONE IRANIANA AI BOMBARDAMENTI ISRAELO-AMERICANI - L’EUROPA POTREBBE AVER PAGATO FINO A 6 MILIARDI DI EURO, FINANZIANDO INDIRETTAMENTE LA GUERRA IN UCRAINA CHE DICE DI COMBATTERE A FIANCO DI KIEV DA CINQUE ANNI -

Ft, 'nella prima metà del 2026 record di import di Gnl russo per l'Ue'

(ANSA) - Nella prima metà del 2026 l'Europa ha importato dalla principale struttura russa di Gnl una quantità di gas naturale liquefatto mai registrata prima, assorbendo quasi tutta la produzione dell'impianto siberiano mesi prima dell'entrata in vigore del divieto dell'Ue sulle importazioni di gas russo."

E' quanto scrive il Financial Times, spiegando che "gli acquisti dell'Ue da Yamal Lng, controllata dalla società privata russa Novatek, hanno raggiunto il livello record di 9,89 milioni di tonnellate nei primi sei mesi dell'anno — il 18 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, secondo i dati della società di analisi Kpler.    

"I dati evidenziano il ruolo cruciale che l'Europa continua a svolgere nel mantenere in funzione l'impianto energetico di punta della Russia, mentre la guerra di Mosca contro l'Ucraina si protrae ormai da cinque anni.   Secondo le stime di Urgewald, un'organizzazione non governativa, l'Europa potrebbe aver pagato fino a 6 miliardi di euro per queste spedizioni.   I principali acquirenti europei sono stati Francia, Belgio e Spagna, che nella prima metà del 2026 hanno importato rispettivamente 3,6 milioni, 2,9 milioni e 2,7 milioni di tonnellate da Yamal, come mostrano i dati di Kpler", scrive il quotidiano britannico.

2- giappone aeroflot13 lug 2026 08:54

IL GIAPPONE È DIVENTATO UN HUB STRATEGICO PER I SERVIZI SEGRETI RUSSI NELL'APPROVVIGIONAMENTO DI COMPONENTI HIGH-TECH DESTINATI ALLA GUERRA IN UCRAINA - LO SOSTIENE UN'INCHIESTA DEL “NEW YORK TIMES”, CHE RICOSTRUISCE IL NETWORK DI SPIONAGGIO ORCHESTRATO DA MOSCA IN ESTREMO ORIENTE DOPO LO SCOPPIO DEL CONFLITTO - L'ARTICOLO PUNTA IL DITO CONTRO L'UFFICIO GIAPPONESE DELLA COMPAGNIA DI STATO RUSSA “AEROFLOT”, DESCRITTO COME BASE OPERATIVA DI UN UFFICIALE VETERANO DEL GRU, L'INTELLIGENCE MILITARE RUSSA, CHE OPEREREBBE SOTTO COPERTURA COME DIPENDENTE DELLA COMPAGNIA AEREA - IL DATO PIÙ ECLATANTE RIGUARDA LA FILIERA TECNOLOGICA: IL 90% DEI MISSILI E DEI DRONI RUSSI CONTIENE COMPONENTI DI FABBRICAZIONE GIAPPONESE…

(ANSA) - TOKYO, 13 LUG - Il Giappone è diventato un hub strategico per i servizi segreti russi nell'approvvigionamento di componenti high-tech destinati alla guerra in Ucraina. Lo sostiene un'inchiesta del New York Times,, che ricostruisce il network di spionaggio orchestrato da Mosca in Estremo Oriente dopo lo scoppio del conflitto.

Secondo il quotidiano statunitense, che ha intervistato decine di funzionari dei servizi di intelligence e governativi in tre continenti, l'espulsione di centinaia di agenti russi dalle capitali occidentali nel 2022 non ha fermato le operazioni di approvvigionamento bellico. Molti di quegli elementi, scrive il giornale, sarebbero stati ricollocati in una piazza inaspettata: Tokyo.

L'articolo punta il dito contro l'ufficio giapponese della compagnia di Stato russa Aeroflot, descritto come base operativa di un ufficiale veterano del Gru, l'intelligence militare russa, che opererebbe sotto copertura come dipendente della compagnia aerea. Il suo ruolo, si legge, sarebbe "cruciale nell'alimentare la macchina da guerra russa".

Il dato più eclatante riguarda la filiera tecnologica: secondo stime delle autorità ucraine, citate dal Nyt, il 90% dei missili e dei droni russi contiene componenti di fabbricazione giapponese. Kiev avrebbe più volte chiesto a Tokyo di inasprire i controlli all'export su microchip, semiconduttori e altri prodotti a duplice uso, ma le leggi nipponiche contro lo spionaggio sono giudicate "deboli" dagli analisti.

Il caso riapre il dibattito sulle falle del sistema di controllo giapponese, in un Paese che - osserva il giornale - "ha un'industria high-tech fiorente e una normativa antispionaggio poco stringente", fattori che lo rendono "un tassello fondamentale dello sforzo bellico russo". Il governo di Tokyo non ha ancora commentato ufficialmente l'inchiesta.