Vali Nasr, ex consulente dell'amministrazione Obama La smentita del Cremlino e l'Europa nel mezzo tra Teheran e Mosca
12 Ottobre 2026 - 05:03 Alba Romano open.online lett3’
Vali Nasr, ex consulente dell'amministrazione Obama: cosa c'è dietro l'accordo energetico tra Usa e Russia e quali sono le conseguenze per Zelensky. La smentita del Cremlino e l'Europa nel mezzo tra Teheran e Mosca
Lasciare l’Ucraina a Vladimir Putin per vincere contro l’Iran e gli Houthi in Medio Oriente.
Questo è il piano degli Usa di Donald Trump secondo Vali Nasr, ex consulente dell’amministrazione Obama, che parla oggi con Repubblica. «Trump ha chiarito che per gli Stati Uniti la questione Iran è molto più importante della guerra in Ucraina. C’è un’enorme pressione sui prezzi del diesel; probabilmente nemmeno l’immissione sul mercato delle riserve europee basterà a risolvere il problema. E Trump ha deciso che l’unico modo per gestire i prezzi è stipulare questo accordo. È persino disposto a “comprare” Putin con questa intesa sul diesel pur di mantenere la propria posizione nei confronti dell’Iran», spiega l’esperto a proposito della tregua energetica annunciata dalla Casa Bianca e smentita dal Cremlino.
Trump, Putin e l’Iran
Secondo questa strategia Trump «non si cura dell’Ucraina né dei problemi dell’Europa con la Russia. Ma il modo in cui agisce comporta implicazioni geopolitiche: sta mettendo gli interessi dell’America davanti a quelli dell’Europa, che si ritrova completamente sola nella sua politica verso la Russia. L’Europa ora deve decidere quale delle due rappresenti la minaccia maggiore: l’Iran o la Russia». A Trump «dell’alleanza transatlantica non importa nulla. Quella con l’Iran è una guerra che vede l’America direttamente coinvolta. L’Ucraina è una guerra che adesso vede l’Europa direttamente coinvolta. La sua eredità politica, la sua politica interna, tutto quanto dipende dall’esito del conflitto in Medioriente. Gli europei devono scegliere se avallare la continuazione della guerra con l’Iran, essendo disposti ad allentare la pressione su Putin affinché gli americani possano farlo, o assumere posizioni per limitare l’impatto dell’accordo tra Putin e Trump».
Tradimento tra alleati
Secondo Nasr il risultato finale potrebbe essere un tradimento tra alleati: «Non c’è nemmeno più la parvenza di una posizione comune sulla Russia, anche se credo che Trump non abbia affrontato la questione come un grande disegno strategico ma più con un: “Non mi interessano le conseguenze di un accordo sui carburanti con la Russia; ne ho bisogno per sostenere la mia posizione nei confronti dell’Iran”. La conseguenza però è una frattura con Bruxelles». Così Trump cerca di comprare un accordo con la Russia proprio sull’Ucraina:« È ovvio che immettere gasolio sul mercato gioverà all’economia russa, tuttavia i russi stanno giocando una partita a lungo termine. Putin non nutre piena fiducia negli Stati Uniti o nel prossimo presidente che salirà al potere. E i russi non hanno intenzione di scaricare completamente gli iraniani. Cercheranno di avere la botte piena e la moglie ubriaca».
La nuova guerra con l’Iran è imminente
Trump sta perdendo la guerra con l’Iran: «L’America è molto più debole di quanto i media non credano. Nonostante si dica che lo Stretto di Hormuz è aperto e l’Iran è alle corde, la realtà è diversa: se fosse davvero così, Trump non avrebbe bisogno di scendere a un simile compromesso con Putin. La pressione esercitata dai mercati energetici è tale da indurlo a compiere questo passo». Anche se Mosca non è in grado di influenzare il processo decisionale a Teheran: «No, perché gli iraniani stanno lottando per la propria sopravvivenza. L’accordo sul gasolio è un vantaggio soprattutto per la Russia, perché le procura denaro. E, sul piano simbolico, significa che gli Stati Uniti non sono più vincolati a una posizione comune con l’Europa contro la Russia. Se l’Europa resta sola, Putin potrebbe inasprire notevolmente lo scontro con l’Europa».
E quindi: «Credo che la guerra sia imminente ed è anche per questo che Trump ha agito in questo modo. Le posizioni sono troppo distanti e non c’è vera diplomazia in questa fase. La situazione attuale non è sostenibile. L’America non può raggiungere un accordo con l’Iran senza dare l’impressione di aver perso, perciò continua a cercare una vittoria. Se dovesse scatenare una guerra, sarebbe un conflitto ben più devastante dei precedenti».
Cambiare il Medio Oriente
Infine, secondo il politologo irano-americano che insegna alla Johns Hopkins di Washington e collabora con il Center for Strategic and International Studies la guerra «potrebbe cambiare il Medio Oriente. Gli iraniani hanno già dichiarato che reagirebbero in modo massiccio. Stiamo già assistendo a un’escalation tra Arabia Saudita e Yemen. Il livello di devastazione nell’intera regione potrebbe peggiorare»