Grasso a 8 ½, la Gruber finisce "punzecchiata"

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dall'appuntita penna di Aldo Grasso. Il critico tv del Corriere

della Sera ci spiega la tv di Lilli in dieci domande, quelle che "dobbiamo porci mentre guardiamo 8 emezzo", la trasmissione su La7. E le risposte al ventaglio di quesiti sono tutt'altro che benevole.

 Prima domanda: Lilli ha un'ideologia? "Certamente, come tutti. Diciamo che il suo è un sinistrismo ben temprato dall'Auditel".

Domanda due: come sceglie gli argomenti? Risposta tranchant: "Il più delle volte, a caso".

 Domanda 3: come gestisce gli ospiti? Per Grasso, "a seconda delle sue preferenze, politiche e personali". Domanda 4: perché alcune domande sono lunge? Secondo il critico, "quando la domanda è lunga significa che (i conduttori, ndr) vogliono imporre il proprio preciso punto di vista, quando è concisa significa che assecondano l'interlocutore".

Civettuola e paraguru - La quinta domanda (perché Lilli interrompe spesso i suoi ospiti?) ha una doppia risposta. Quella "tecnica": "Per mantenere alto il ritmo della trasmissione". Quella "politica": "Si interrompono le persone che la pensano diversamente".

 Sesto quesito: perché a metà programma c'è Il punto di Paolo Pagliaro? Risposta velenosa: "Perché è un suo amico".

Domanda sette: perché ci sono degli interlocutori fissi? "In pubblico, tutti abbiamo bisogno di una spalla". Domanda otto: perché la Gruber invita anche blogger sconosciuti? "Per far dire loro le cose più sgradevoli". Nono quesito: perché fa le boccucce? "E' una civetteria".

Decima e ultima domanda: perché presenta anche libri? Ne seguono la decima risposta e la decima bacchettata "E' una dolce paraguru, come tanti altri conduttori".

Il Giornale, 10.4.2014