Bastonate bavaresi sugli immigrati

Il contenzioso con l’Europa sui clandestini peggiora.

Idea portoghese

di Redazione | 23 Agosto 2014 ore 06:30

Farsi rimbalzare i profughi dalle guardie di frontiera austriache è già un cattivo affare, ma farsi bastonare con dure parole da Joachim Herrmann, ministro dell’Interno della Baviera, che ieri ha accusato l’Italia di scantonare sulle leggi sui rifugiati per non farsene carico, è peggio: “L’Italia in molti casi intenzionalmente non prende dati personali e impronte digitali dei rifugiati per permettere loro di chiedere asilo in un altro paese”. E fin qui. Ma poi se l’è presa direttamente con il capo del Viminale: “E’ piuttosto sfacciato che il ministro dell’Interno Angelino Alfano da una parte lamenti l’alto peso derivante dall’arrivo dei rifugiati attraverso il Mediterraneo, e dall’altra non si curi di rispettare le disposizioni europee in materia d’asilo”. Dalla sua, Herrmann ha i numeri: lo scorso anno in Germania ci sono state 126 mila domande di asilo, contro le 27.930 presentate in Italia.

Del resto, che l’Italia sia per migliaia di disperati solo la spiaggia di transito verso un mondo migliore, è cosa nota. Dalla sua, Alfano ha la giusta lamentela sulle disposizioni di Dublino che, se rispettate alla lettera, farebbero di qualsiasi migrante che approdi sulle nostre coste un cittadino, o un asilante, italiano. Ma al momento, sembra che il coltello dalla parte del manico ce l’abbia Herrmann. Toccherebbe farsi venire qualche nuova idea. Un esempio. In un anno il Portogallo ha ricavato un totale di 817 milioni  dai cosiddetti “visti d’oro”, i permessi di soggiorno che concede ai cittadini extracomunitari che decidono di investire nel paese, un progetto varato nel 2013. Chi paga per il visto, ovviamente ne ha un beneficio per gli investimenti. Ma con 800 milioni, sai quante agenzie Frontex si manterrebbero?

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