Ai comuni 5 mila beni statali

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Meglio tardi che mai. Dopo anni di stand-by

 il federalismo demaniale inizia a produrre i primi frutti con circa 4.700 immobili pronti a passare dallo stato a regioni, province, comuni e città metropolitane e 732 già trasferiti. Nel complesso sono stati 5.497 i pareri positivi dati dall’Agenzia del demanio alle domande degli enti che ora sono chiamati con delibera consiliare a confermare l’interesse per gli immobili richiesti e ad acquisirli al proprio patrimonio. A fare il punto sui risultati dell’operazione di rilancio del federalismo demaniale avviata dal governo Letta col cosiddetto «decreto del Fare» (art. 56-bis del dl n. 69/2013) è stata la stessa Agenzia al cui timone sta per insediarsi l’ex sottosegretario all’istruzione Roberto Reggi. Il dl 69, dopo anni di naftalina, ha riportato in auge uno dei cavalli di battaglia del federalismo fiscale e ha assegnato agli enti locali una finestra temporale di tre mesi (dal 1° settembre al 30° novembre 2013) per inviare le richieste, specificando le finalità di utilizzo e le eventuali risorse finanziarie da destinare. Per agevolare le domande di trasferimento da parte degli enti locali, dal 1° settembre 2013, l’Agenzia del demanio ha messo a disposizione sul proprio sito internet un applicativo per effettuare in via telematica tutte le attività necessarie a richiedere il trasferimento dei beni.

Complessivamente, al 26 settembre 2014, le istanze giunte dai territori sono state 9.367 a cui il Demanio ha risposto sì in 5.497 casi. Le domande respinte sono state invece 3.540. E le ragioni sono state molteplici. L’art. 56-bis esclude infatti dal trasferimento gli immobili ancora in uso da parte delle pubbliche amministrazioni o quelli per cui sia già in corso un’operazione di valorizzazione o dismissione.

Di Francesco Cerisano Italia Oggi 1.10.2014