1. LA FATINA BOSCHI SI ALLARGA ANCHE DI POTERE:

Categoria: Italia

 OLTRE AI RAPPORTI COL PARLAMENTO E LE DELEGHE ALLE PARI OPPORTUNITÀ

VERRA' INCORONATA SEGRETARIO DEL PD

DAGOREPORT 12.5.2016

2. SE INVECE IL DESTINO SI RIVELASSE CINICO E CRUDELE, RENZI, COME STRAPROMESSO, TORNEREBBE A GIOCARE A FLIPPER NEL BARETTO DI RIGNANO MENTRE LA SANTA ELENA PRENDEREBBE IL SUO POSTO A PALAZZO CHIGI. SEMPLICE, NO? PER NIENTE: PITTIBULLO NON HA FATTO I CONTI CON LA MUMMIA SICULA. ESSÌ, MATTARELLA APRIREBBE IN CASO DI VITTORIA DEI 'NO' SUBITO LE URNE. A MENO CHE NON INTERVENGA COME AL SOLITO RE GIORGIO NAPOLITANO…

Novità per il Giglio Magico: messo in naftalina dalla Cia l’”israeliano” Marcolino Carrai, in panchina la Manzione, Renzi ha cooptato Carlo Calenda per i rapporti economici ed industriali, Luca Lotti rimane alle prese con la cucina delle nomine e la fatina Boschi si allarga, non solo di fianchi, anche di potere: oltre ai rapporti col Parlamento, l’etrusca di Banca Etruria ha preso in carico anche le deleghe alle pari opportunità e alle adozioni internazionali.

Ma per il futuro il Ducetto di Rignano sull’Arno “vede” la Boschi a capo del partito Democratico, nel caso in cui si vinca il referendum. Non a caso Maria Etruria è intervenuta per la prima volta all’assemblea dei democratici sparando subito una tosta gaffe.: “Chi vota no al referendum sulla costituzione  vota come Casa Pound”, facendo incazzare sinistra e dintorni. Infatti, in caso di vittoria, Renzi ha promesso un congresso straordinario dove la Boschi sarà incoronata.

Se invece il destino cinico e crudele dovesse girarli le spalle, Renzi, come promesso, tornerebbe a giocare a flipper nel baretto di Rignano mentre per la Santa Elena prenderebbe il suo posto. Semplice, no? Per niente: Pittibullo non ha fatto i conti con la mummia sicula. Essì, Mattarella aprirebbe in caso di vittoria dei No subito le urne (gli ultimi tre presidenti del Consiglio non sono stati eletti dal popolo sovrano). A meno che non intervenga il solito Giorgio Napolitano che ha una grossa influenza sulle decisioni di Mattarella (ha sempre limato le ripetute crisi tra il capo dello Stato e Renzi).

I motivi di gelo sono continui: Mattarella, ad esempio, non era propenso per niente al voto di fiducia sulle unioni civili; ancora: non è mai stato d’accordo con la linea tenuta dal suo vice al Csm, il renzianissimo Legnini, da sempre contrario alla libertà di esprimere giudizi dei magistrati sulla riforma della Costituzione.

Re Giorgio, da parte sua, continua indefesso a dar consigli: ad esempio ha suggerito a Matteuccio di aspettare l’esito del sondaggio prima delle vacanze per tarare bene la comunicazione sul referendum: se sono negativi, evitare di dire “se perdo vado a casa…”

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