Va subito respinto chi non si fa identificare

Categoria: Italia

L'ondata migratoria che l'Italia sta subendo non sembra affrontata con la dovuta maturità. È sorprendente

 di Carlo Valentini , Italia Oggi 9.9.2016

L'ondata migratoria che l'Italia sta subendo non sembra affrontata con la dovuta maturità. È sorprendente che, di fronte a un evento di simile portata ci si fermi alle semplicistiche, opposte posizioni: ricacciare indietro gli immigrati oppure accoglierli ad ogni costo. Io, italiano, non ho diritto di andare ad abitare negli Stati Uniti o, poniamo, in Australia. Così come un extracomunitario non ha diritto di venire ad abitare in Italia. Ma se io italiano dimostro di avere voglia di integrarmi, dò esempio di buona condotta, riesco a ottenere un lavoro, posso chiedere alle autorità americane, o australiane, di essere accolto. Nessuno ha il diritto aprioristico di essere accettato in un paese che non sia quello di nascita. Sarebbe il caso di rompere la dicotomia respingimento-accoglienza ed entrare nel merito: a quali condizioni aprire le porte?

Non è concepibile che tra chi sbarca sulle nostre coste, purtroppo spesso sfidando la morte, ci sia chi si comporta non come un aspirante ospite che chiede asilo ma come chi ha la pretesa che molto gli sia dovuto. Sollevare la questione è il contrario del razzismo poiché aiuta a impostare una reciproca, rispettosa convivenza. Non è ammissibile quanto sta accadendo in Italia, con una parte degli immigrati che si volatilizza: evita il fotoriconoscimento, fugge dai centri di prima accoglienza, scompare nel nulla. A Cagliari vi è stata una marcia (con strade bloccate) di 70 stranieri che hanno rifiutato di farsi identificare e per di più chiedevano mezzi per lasciare l'isola. Un grido d'allarme è arrivato dal sindacato di polizia Cosip: «Spuntano documenti falsi ovunque e la non collaborazione a farsi identificare fa da tappo a una situazione ai limiti della sostenibilità». Sempre in Sardegna, un dirigente di polizia dice: «Sono sbarcati 700 profughi, solo nove hanno accettato di farsi prendere le impronte digitali, gli altri si sono rifiutati. E il giudice ha liberato i tre scafisti arrestati».

Non si può continuare così. Chi non si fa identificare non ha diritto di restare. E chi guida le carrette del mare va punito. Se non vogliamo un'Europa governata dall'estrema destra sarà meglio superare il falso antagonismo razzismo-buonismo e filtrare seriamente chi arriva e collabora da chi rifiuta addirittura di farsi identificare. Il ministro dell'interno non può continuare a tenere la testa sotto la sabbia.