Fino a 30 anni fa, agosto era il momento in cui le varie correnti della Dc si riunivano
di Goffredo Pistelli, 30.8.2018 da www.italiaoggi.it
Fino a 30 anni fa, agosto era il momento in cui le varie correnti della Dc si riunivano. Le tante anime del partito dei cattolici, dalla Base ai dorotei, si ritrovavano a Lavarone (Tn), piuttosto che a Camaldoli (Ar). In tempi più recenti, s'era aggiunta Rimini, dove il movimento cattolico di Comunione e liberazione aveva cominciato trasversalmente ad accogliere un po' tutti, anche se inizialmente il cuore batteva per il DivoGiulio(Andreotti) e i suoi epigoni, daRoberto FormigoniaVittorio Sbardella, ma non si esitava a invitare gli «avversari» comeCiriaco De Mita. Oggi c'è ancora il Meeting, si è conclusa la 39ma edizione, ma quel movimento, con la politica, non c'entra più nulla, con tanto diautodafédei propri dirigenti.
La scomparsa di questi appuntamenti ricorda l'evaporazione dei cattolici nella vita politica italiana. Sparizione che certamente ha influito nel consolidamento del populismo, abbracciato da molti credenti, la maggioranza secondo un sondaggio pubblicato daLiberoma anche secondo il vaticanistaSandro Magister, la cui intervista è stata pubblicata ieri da ItaliaOggi. Cattolici che pensano così di spostare all'indietro le lancette della storia, e tornare una società in cui si nasca cristiani. Pia illusione, perché di quel laicismo (dicevaAugusto Del Noce), che sperano di rifuggire, sono intrise la storia e il pensiero dei leader e dei movimenti cui si affidano.
Come ha ricordatoErnesto Galli Della Loggiain una recente conversazione sulla crisi della democrazia, a Castel del Piano (Gr), «l'assenza dei cattolici dalla vita pubblica ha determinato un'accentuazione di incanaglimento dello spirito pubblico italiano, una accentuazione di mancanza di naturale senso di moderazione, oltre un'idea di politica, di spazio politico di centro. L'assenza completa di un centro», ha proseguito, «è sicuramente riferibile a questa autocancellazione di cattolici. Una delle più forti responsabilità che la Chiesa ha preso verso l'Italia è stata cioè di decidere che i cattolici non dovessero fare più politica ma solo accoglienza».
Dopo Tangentopoli e la fine della Dc, le gerarchie hanno infatti deciso che il volto dei cattolici nella società fosse la Caritas. Occuparsi degli ultimi e, da lì, dare gli uomini migliori alla politica. Non potevano immaginare, quei vescovi, che un giorno, anche fare il bene, sarebbe stato stigmatizzato proprio da quanti hanno occupato lo spazio politico lasciato libero dai cattolici stessi, come dimostra l'invettiva contro «il business dei migranti», divenuta refrain della comunicazione politica gialloverde.
© Riproduzione riservata