E poi ci si lamenta degli effetti della paura della gente
di Domenico Cacopardo www.italiaoggi.it
L'altro giorno la Polizia di Stato, a Rimini, ha arrestato per stupro in danno di una giovane danese un extracomunitario che esercitava il mestiere di fioraio. La donna stava rientrando in albergo verso l'alba, quando è stata avvistata dal tipo che l'ha raggiunta e violentata. Nel giro di poche ore, è stato individuato e arrestato. Era la quarta volta. Negli ultimi anni, per altre tre volte, il criminale aveva soddisfatto la sua malattia contre ragazze una delle quali minorenni.
L'episodio è di quelli che lasciano il segno, come ha lasciato il segno l'assassinio operato da nigeriani a Macerata, con successiva scomposizione del corpo della vittima e scomparsa del cuore. Servito, probabilmente, per un antico e permanente (tra le bande esistenti anche in Italia) rito tribale consistente nel mangiare organi delle vittime.
Questo macabro ed efferato aspetto, prima confermato, è stato poi smentito: una marcia indietro che non convince nessuno.
Ora, bastano pochi fatti criminali del genere per suscitare l'esecrazione e il rifiuto degli italiani. Razzismo? Sì. Probabilmente sì, ma nel condannarlo e nel prendere le distanze, occorre che tutti si rendano conto che è il «sistema Italia» che non va.
Mi spiego. Ancora una volta la Polizia di Stato (e diciamo Polizia di Stato, non forze dell'ordine in genere, tutte meritorie, ma tuttavia alle prese con irrisolti problemi di assetto interno) manifesta un'efficienza inconsueta rispetto agli standard nazionali. Non è un caso. E, come siamo usi a criticare senza peli sulla lingua, riteniamo etico «apprezzare» quando, raramente, c'è qualcosa da apprezzare.
Perciò diamo atto al capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli di essere alla testa di un corpo dello Stato che normalmente risponde con tempestività ed efficienza alla domanda di ordine pubblico e di tutela del cittadino che è giusto porre. E questo risultato è sicuramente merito suo e del corpo dirigente da lui selezionato.
Allora, dov'è il problema? Perché i cittadini non si sentono tutelati e attribuiscono, a torto o a ragione, agli extracomunitari la responsabilità di aggressioni, rapine, stupri, insomma il coacervo di reati di grande impatto sociale.
Ebbene, da quando la responsabilità delle indagini è stata trasferita ai pubblici ministeri, le capacità investigative e operative sono sensibilmente scemate. E poi, l'obbligatorietà dell'azione penale è soltanto una grande ipocrisia. L'azione penale viene esercitata in modo preferenziale (e non potrebbe essere altrimenti), come casi del genere di quello del fioraio extracomunitario di Rimini dimostrano. In un paese normale, il tizio sarebbe in prigione (dopo tre reati di stupro) o nella propria nazione di origine.
Se è ancora in Italia, la responsabilità ricade su coloro, che avendone il potere-dovere, non hanno applicato la legge penale con il rigore minimo necessario.
Del resto, chiunque abbia subito un furto o una rapina a domicilio può verificare come, uscita dalle stanze del commissariato, l'indagine (al processo non si giunge quasi mai) si arena negli uffici giudiziari. Del resto, conosciamo tutti casi di persone colte in flagranza di reato che nella medesima giornata dell'arresto, rimessi in libertà tornano sui luoghi del loro reato a sbeffeggiare o minacciare le vittime.
L'insensibilità politica (e la paura che nutrono i politici, dediti a inappropriate manifestazioni di ossequio) e della corporazione rispetto alle gravi conseguenze dell'inefficienza del «Pianeta Giustizia» ci lasciano in uno stato di minorità che incide sull'attrattività della Nazione per gli investimenti internazionali o, più semplicemente, per il turismo.
È di ieri la notizia che le grandi compagnie internazionali di turismo «vendono Roma» in pacchetti con il Cairo, Amman e Istanbul. Non come accadeva sino qualche anno fa, in cui i «pacchetti» vedevano Roma, insieme a Parigi e Londra.
È quindi chiaro che Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Vigili urbani (i numeri sono imbarazzanti: abbiamo di gran lunga più poliziotti per mille abitanti di tutte le altre nazione europee) non bastano e che è l'imbuto che è troppo stretto per le nostre esigenze. Chi ha tentato di mettere le mani sul problema è stato brutalmente bruciato.
Nient'altro da dire.
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