Sul rifiuto di dialogare col M5s Matteo Renzi ha ragione

Categoria: Italia

Sperare che i grillini rompano con la Lega di Salvini e creino qualcosa di nuovo a sinistra è fantasioso. Questa stagione non finirà per una trama politica ma con una lotta senza quartiere.

PEPPINO CALDAROLA 26.5.2018 www.lettera43.it

Perché dire che il Pd va archiviato è sbagliato

A Matteo Renzi non sta bene Nicola Zingaretti e non lo voterà. Era ed è scontato. Zingaretti rappresenta tutto ciò che Renzi detesta, soprattutto per la biografia del governatore. Pur essendosi applicato, a Renzi non è riuscito di cacciare dal Pd tutti gli ex comunisti. Esistiamo. Dovrà farsene una ragione, prima o poi. Ma il tema della ripulsa è di stretta attualità perché riguarda la questione del rapporto con i 5 stelle. Renzi ha scelto di diventare l’argine contro il dialogo con il Movimento. Zingaretti con i grillini dialoga e forse cercherà di farlo meglio da segretario del Pd. Non è una piccola questione perché investe problemi di tipo culturale, politico e di costume.

LA CHIMERA DELL'ELETTORATO DA RECUPERARE

L’area della sinistra che cerca il dialogo con i 5 stelle sostiene che lì si è rifugiato un elettorato che va recuperato, ignorando il fatto che l’elettorato che scappa si modifica e modifica le proprie idee e persino le proprie biografie politiche. Questa area dialogante crede, lo dice Massimo D’Alema, che dopo questo governo potrà essercene uno peggiore, interamente di destra con Matteo Salvini premier, e si augura che i 5 stelle si ribellino al leader leghista e cerchino il dialogo a sinistra. Non c’è finora alcun sintomo di questa posizione, tranne nell’andare e venire di Roberto Fico nelle feste del Pd, di LeU o di Fratelli d‘Italia. L’elemento strategico dell’alleanza con i 5 stelle sta nella convinzione che la sinistra sia talmente cambiata in rapporto a un mondo sopraffatto dalla rivoluzione populista per cui deve dialogare assumendo alcune parole d’ordine della nuova era, fra cui il sovranismo (temperato) e il populismo che è nell’album di famiglia della sinistra antica.

vedere Di Maio come un Buttiglione che, assieme a un piddino benevolente, possa creare un nuovo scenario politico è fantasioso

Renzi pensa che invece questo mondo vada contrastato. Che la possibilità di un successo dell’area progressista stia nel fatto di intestarsi la battaglia anti-populista e anti-sovranista. In pratica, e banalizzando, possiamo dire che c’è un ‘area liberale che è molto radicale di fronte alla svolta a destra e un’area di sinistra che invece vorrebbe contenere il danno e sogna di invertire la tendenza. Potrebbe accadere che Luigi Di Maio rompa con Salvini. Io non lo penso perché credo che la sua carriera finirebbe in quel momento. Ma può accadere. Quello che intuisco è che vedere Di Maio come un Buttiglione che, assieme a un piddino benevolente, possa creare un nuovo scenario politico è fantasioso.

CHE ERRORE LASCIARE A RENZI LA BANDIERA DELL'ANTI-POPULISMO

Questa stagione non finirà per una trama politica ma, temo, sarà piena di battaglie anche democraticamente difficili. Se la sinistra, che comprensibilmente non vuole chiudere tutte le porte al grillismo, finisse per aspettare la grande svolta di Fico lasciando a Renzi la bandiera della lotta al sovranismo e al populismo sarebbe un errore clamoroso. Realismo vuole che il tentativo di spaccare il fronte del governo si accompagni a una lotta senza quartiere al medesimo. È per questo che, pur augurandomi che Renzi si faccia da parte, penso che abbia ragione