L’Italia di Giggino e del Truce è pronta a fare senza l’Europa, così sembra, ma l’Europa non è pronta né a imbrigliare l’Italia né a farne a meno. Sarà un bel caos
di Giuliano Ferrara 30 Settembre 2018 www.ilfoglio.it
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Lucia Annunziata si è data della deficiente. E non ha torto. Dice di non avere visto il botto del 2,4 per cento, e il festeggiamento che ha reso anche grottesca la pretesa tragicomica di trasformare promesse popolareggianti in moneta sonante pubblica, spesa improduttiva e demagogica, elettoralistica e assistenzialistica, che alla fine sarà pagata da quelli che dovrebbero incassare la pensione facile e il reddito di bazza, di manna, di cuccagna. Lucia mi è sempre stata simpatica per le sue infatuazioni e resipiscenze, che si rincorrono da tanti anni generosamente, e non è sola. Ora è il momento resipiscenza. Questi, dice, hanno messo in moto un meccanismo perfetto di comunicazione infida e puntano a disfare l’Europa o a piegarla, ma non hanno fatto i conti, nonostante Macron e Merkel periclitanti, con la reazione dura, possibile, dell’Europa e dei mercati. Avete visto che problemaccio per la May e i conservatori inglesi salvare capra e cavoli, tenersi il mercato unico e prendere il volo solitario? Proprio dalla debolezza dell’Unione viene una tendenza, già parzialmente in atto, a fare a meno degli autarchici, a scegliere cooperazioni a due o tre velocità, e olandesi, francesi e tedeschi a un certo punto, stanchi di pestare l’acqua nel mortaio paragreco degli italiani, potrebbero dire infine: volete la sovranità nazionale? Bè, tenetevela, e rifate tutti i conti, ma nelle vostre tasche.
Non si sa come andrà a finire, ovvio. Tutti sappiamo che il nostro problema non è solo o tanto l’altezza vertiginosa del debito pubblico, ma il suo rapporto con la crescita economica, che per i francesi, modello propagandistico della Gigginoeconomics per via del loro 2,8 per cento di deficit, è sostenibile pagando un interesse dello 0,8 per cento (i tedeschi 0,4), mentre a noi, con la nota vitalità produttiva del nostro pil e gli indici decennali di crescita inferiori agli altri europei, costa ora 3,8. Dovrebbe essere semplice, no? Ci dovrebbero obiettare, i famosi mercati e le famose tecnocrazie sovranazionali e intergovernative: state fuori con l’accuso, violate regole sottoscritte, siete dei bari, fuori dai coglioni se non cambiate registro, noi rispettiamo la sovranità italiana, ma non le promesse da magia nera elargite al popolo e divenute piano triennale di sballo dei conti.
Ma qui nasce un problema, cara Lucia, che può essere alla fine un’attenuante alla nostra comune idiozia. Non è che non abbiamo capito quanto sono famelici di consenso a gratis e ignari di tecniche di buongoverno con le cifre a posto i grillini e i leghisti, in questo almeno alcuni deficienti sono come i maiali di Orwell, meno deficienti degli altri, è che tutti non abbiamo capito quanto sia illusorio contare sulla famosa “dittatura impersonale dei mercati”. I mercati faranno casino e metteranno in difficoltà gli italiani, quelli affluenti e quelli vulnerabili, più i vulnerabili of course, ma il vero problema è che l’impersonale dittatore, anche nella politica di nuovo conio, quella della globalizzazione, non esiste. La lettera della Bce che chiedeva riforme e le elencava fu l’ultima prova di forza delle élite europee, con il suo contorno di Schäuble, Monti, Fornero, Draghi e altri salvatori dell’euro e della patria comune, whatever it takes. Ora viviamo in un altro mondo, la democrazia depoliticizzata, il liberalismo non democratico se preferite, è in ritirata. E’ il momento della democrazia illiberale. Ora si porta l’allegra disponibilità verso le mattane della rabbia, della frustrazione, della nostalgia e del risentimento postindustriale. Non ci sono più operai, contadini, impiegati, conflitti di classe, come osservano i migliori sociologi ed economisti, siamo alla “No society”, a una dialettica tra erogatori di servizi installati nelle zone urbane ad alto coefficiente di ricchezza e una folla infragilita, in recessione reddituale e di status, una folla pulviscolare, dispersa e senza altra testa che quella dei demagoghi. L’Italia di Giggino e del Truce è pronta a fare senza l’Europa, così sembra, ma l’Europa non è pronta né a imbrigliare l’Italia né a farne a meno. I mercati faranno il loro downgrading del nostro debito, gli investimenti se ne andranno altrove, la Bce non sarà più epistolografa, al massimo smetterà di comprare la nostra carta straccia, e quello che verrà, a due o tre velocità, sarà un bel caos per adesso senza soluzioni alle viste. Avremo tempo per giudicarci più stupidi ancora di quel che riusciamo a fare oggi.
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lupimor01 Ottobre 2018 - 15:03
Nella naturale, fisiologica la foga del valutare e personalizzare il presente, perdiamo di vista che gli “ingredienti” a disposizione sono sempre gli stessi: quelli per fare il minestrone. Che riesca più o meno bene dipende dai “variabili gusti”. Basta mettersi in testa che con quelli ingredienti è impossibile fare la torta “Paradiso”. Ok? Il Pd in piazza, bene: a Milano quello che resta del cattocomunismo lombardo, a Roma tra i presenti c’erano anche quelli con la valigia in mano, pronti ad emigrare. Verso quali lidi?, seraficamente, dove li porterà il cuore. Sentir voci sull’unirà della sinistra, fa cadere le braccia. Ma rientra negli ingredienti per allegre mattane. Propedeutiche ad un allegro suicidio?, macché. Ottimismo la trionferà.
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01 Ottobre 2018 - 12:12
Nella naturale, fisiologica la foga del valutare e personalizzare il presente, perdiamo di vista che gli “ingredienti” a disposizione sono sempre gli stessi: quelli per fare il minestrone. Che riesca più o meno bene dipende dai “variabili gusti”. Basta mettersi in testa che con quelli ingredienti è impossibile fare la torta “Paradiso”. Ok? Il Pd in piazza, bene: a Milano quello che resta del cattocomunismo lombardo, a Roma tra i presenti c’erano anche quelli con la valigia in mano, pronti ad emigrare. Verso quali lidi?, seraficamente, dove li porterà il cuore. Sentir voci sull'unità della sinistra, fa cadere le braccia. Ma rientra negli ingredienti per allegre mattane. Propedeutiche ad un allegro suicidio?, macché. Ottimismo la trionferà.
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Rispondiverypeoplistaverypeoplista
01 Ottobre 2018 - 10:10
TRUCE: new acronimo per TRU(mp) + (du)CE ? Come a dire "alla fame ci conduce": birbante, UNA ne pensa e 100 ne scrive.
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Rispondistearm
30 Settembre 2018 - 17:05
Ma allora, dalla Annunziata fino anche a Ferrara, mi spiegate perchè non avete appoggiato l'unico partito italiano che negli ultimi anni ha provato a mettere a posto i conti? Lo avete gettato in pasto all'accozzaglia pulviscolare, con altre motivazioni. Era evidente che c'erano solo due strade: o si appoggiava Renzi abbandonando 'amici e parenti' oppure si aprivano le porte per il piano B. E' un fallimento purtroppo anche vostro. Comprensibile umanamente perchè non è facile rompere con 'amici e parenti'. Ma se non allora, quando? Adesso è tardi. L'Italia non è il Giappone e lo scopriremo presto. Perchè il problema è proprio il debito pubblico, non la crescita, o meglio è da trent'anni che la crescita è misera perchè, a parte il PD che adesso ne paga il prezzo politico, tutte le altre forze politiche -dalla Lega a Forza Italia, alle sinistra anti-PD, ai grillini- si sono presentati agli elettori con la promessa: tranquilli, non vi facciamo pagare nulla.
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RispondiBeresinaBeresina
30 Settembre 2018 - 15:03
tutto giusto, tutto bello. Ma allora vuol dire che è tutta giusta anche la globalizzazione quale è stata realizzata e che è criticata con approfondite analisi non solo dal Truce e da Gigetto? C'è un punto in paticolare che vorrei sollevare. giustamente si osserbva che l'Italia non cresce da 20-25 anni, cioè da quando è cominciata l'era dell'euro. E' quello che dicono anche quelli che vorrebbero uscire dall'auro. D'accordo che non si può uscire dall'euro ma questo significa allora che dobbiamo restare tranquilli nella trappola senza cercare almeno di limitarne le restrizioni vincolanti? Forse la strada del truce è sbagliata ma restare supini in Europa significa accettare una situazione che ci penalizza, anche se non sarà vero quello che dice Bannon di una volontà precisa dei nostri adorabili "amici" europei di tenerci volutamente in posizione subalterna.
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RispondiChichibio
30 Settembre 2018 - 15:03
Soldi a pioggia per chi li vuole. Per farlo occorre ovviamente prendere i soldi a debito. La BCE a fine anno non comprerà più il debito italiano. Occorrerà convincere gli italiani a sottoscriverlo (tranne il Borghi che lui, l'ha già detto, di BOT e BTP non ne vuole sapere e investe in solidi titoli tedeschi). Se gli italiani non sottoscrivono bisognerà imporglielo per legge. Se non lo fanno bisognerà proibire loro di investire in titoli esteri (ovviamente tranne che al Borghi padano). Se il debito diverrà insostenibile arriverà la Troika (addio sovranità dei sovranisti) e, per ridurlo, ammannire una bella patrimoniale. Oppure, se tutto questo non piacerà a giggino e al truce, si abbandonerà all'euro (o si farà in modo di esserne estromessi) stampando lirette e svalutandole ogni sei mesi. Ricomincerà l'esportazione clandestina di valuta (déja vu). Amen.
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30 Settembre 2018 - 15:03
Corollario realistico: nella recita in corso siamo troppo piccoli per fare i primi attori, ma troppo grandi per essere eliminati dalla recita. La soluzione, tattica, mugugnare reciproco e, sopportarci e supportarci a vicenda. Se e come e quando, arriverà il tempo della strategia, vedremo.
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30 Settembre 2018 - 15:03
Dall'età del’oro a quella dei Lumi, su su, faticando e esaltandoci, siamo arrivati all'età dell’ignoranza, della mediocrità assoluta e della rabbia incontinente. La triade, Libertà, Diritti, Uguaglianza, si dà di gomito e osserva compiaciuta. Diagnosi medica, asettica: “Le masse italiche e non solo, sono affette da sindrome autoimmune. Quella complessa condizione che porta i diversi organi dello stesso corpo a combattersi e danneggiarsi reciprocamente.” La attestazione scientifica, dopo 2.516 anni, della validità dell’apologo di Menenio Agrippa.