Mattarella ha dato ragione a tutti

Categoria: Italia

Gli elementi di dissenso e le correzioni di rotta erano così tenui e felpate da sfuggire a chi non è un lettore smagato delle sottigliezze della politica da Prima repubblica

di Domenico Cacopardo, 3.1.2019 www.italiaoggi.it

Il cerimoniale di fine anno affida al presidente della repubblica la lettura di un messaggio agli italiani. Per vari motivi, un ruolo, quello di capo dello Stato, più spesso affidato a personaggi scialbi, incapaci di andare oltre i luoghi comuni di cui tutti noi, cittadini, siamo totalmente stufi. Accantonando le simpatie politiche, hanno avuto qualcosa da dire e l'hanno detta personaggi come De Nicola, Einaudi, Saragat, Cossiga, Scalfaro e Napolitano. Osserverete che ho dimenticato Pertini. Non s'è trattato di dimenticanza, ma di scelta; considero quel presidente un demagogo senza ritegno, alla cui demagogia abboccarono tanti italiani –non tanti collaboratori, investiti dal suo egotismo.

Tutta gente, anche Pertini quindi, dotata di un naturale carisma, ben o mal speso, ovviamente. Ora veniamo al messaggio di Mattarella. All'evidenza letto da un «gobbo» (e qui, caro Daniele Cabras, dovresti imporre più prove, correggendo i vizi che mostra la lettura) con un tono monocorde e soporifero.

Magnificato da tutti i tg e, soprattutto, dagli esponenti del centro-sinistra, il testo ha un solo elemento qualificante: un buonismo rivolto a 360° che comprende tutti, proprio tutti, gli esponenti della politica italiana, talché se, a casa Casaleggio, a casa Grillo o a casa Salvini ci fosse un esperto, molto esperto, di comunicazioni di massa, egli intesterebbe all'attuale governo e all'attuale maggioranza tutto il discorso di Sergio Mattarella.

Gli elementi di dissenso e le correzioni di rotta erano così tenui e felpate da sfuggire a chi non è un lettore smagato delle sottigliezze della politica da Prima repubblica, nella quale contavano le mezze parole di Moro o le alzate di spalla di Fanfani. Certo, Mattarella s'è prodigato dietro le quinte per evitare l'avvio della procedura europea di infrazione e s'è spinto a sostenere (varie sedute di respirazione bocca a bocca, absit iniuria verbis) il ministro Tria e quel volteggiatore del palcoscenico romano che è il presidente Conte.

Ma se le contraddizioni e le impossibilità della Finanziaria esploderanno, sarà difficile che gli italiani assolvano Mattarella che, in qualche modo, di questo Stato patrigno è il capo.

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