Riforma delle tax expenditures. Riduzione della soglia per i pagamenti in contanti (attualmente pari a 3.000 euro). Stop a sanatorie e condoni ripetuti nel tempo. Potenziamento dei programmi di emersione spontanea. Migliore coordinamento dell’amministrazione finanziaria.
di Valerio Stroppa, 2.4.2019 www.italiaoggi.it
Dall'Ocse una ricetta fiscale per l'Italia con cinque ingredienti. Riforma delle tax expenditures, con eliminazione delle deduzioni e detrazioni obsolete o comunque poco mirate. Riduzione della soglia per i pagamenti in contanti (attualmente pari a 3 mila euro). Stop a sanatorie e condoni ripetuti nel tempo. Potenziamento dei programmi di emersione spontanea, come la voluntary disclosure. Migliore coordinamento tra i diversi enti dell'amministrazione finanziaria. Queste le raccomandazioni in ambito tributario che l'organizzazione parigina ha diffuso ieri, presentando a Roma il rapporto economico «Survey Italia 2019». Oltre alle critiche su reddito di cittadinanza e Quota 100, l'Ocse non ha risparmiato il sistema fiscale del Belpaese. Nonostante i recenti progressi, infatti, «l'evasione rimane elevata e la percentuale di pagamenti cash è più alta che in qualsiasi altro paese», spiega lo studio presentato dal segretario generale Angel Gurrìa. Come già evidenziato nel 2016, l'amministrazione finanziaria rimane «altamente frammentata». L'Ocse commenta positivamente il processo di accorpamento dei diversi enti avviato nel 2012 (fusioni Entrate-Territorio, poi Dogane-Monopoli, da ultimo Entrate-Equitalia), ma rileva la necessità di un «migliore coordinamento», sia in termini di responsabilità sia di attività vere e proprie.
Giudizio favorevole sull'introduzione della fattura elettronica tra privati, scattata nel 2019, come sulla digitalizzazione del processo tributario, obbligatoria per tutti a partire dal prossimo 1° luglio. La e-fattura «è un elemento chiave per aumentare la compliance» e il governo «dovrebbe adottare tutte le misure necessarie a far sì che la fatturazione elettronica sia diffusa, anche prevedendo un sistema di controlli e di sanzioni a carico degli operatori che non si sono adeguati». Per la valutazione dell'effettivo impatto degli incentivi fiscali previsti dal piano Industria 4.0, quali super e iper-ammortamento e bonus ricerca e sviluppo, nonché dei vantaggi tributari riservati a start-up e pmi innovative, gli studiosi parigini stanno portando avanti un'ampia raccolta di dati, che saranno successivamente analizzati e commentati in un prossimo report.
Italia al palo, infine, sul fronte della tassazione ambientale. Nel 2017 l'Ocse aveva raccomandato al governo alcuni interventi per rendere il sistema impositivo più eco-friendly. Primo, modificare il sistema di accise che rende il diesel, maggiormente inquinante in termini di emissioni di particolato, più conveniente rispetto alla benzina. Secondo, spostare il prelievo dal consumo di energia elettrica alle fonti combustibili utilizzate per generarla, privilegiando così la produzione da fonti rinnovabili. Il giudizio dell'Ocse su queste tematiche rispetto a quanto indicato due anni fa è lapidario: «nessun progresso».