Un caso politico, non umanitario

Categoria: Italia

Zingaretti non guida il partito e Delrio si fa propaganda

di Domenico Cacopardo,29.6.2019 www.italiaoggi.it

Non c'è che un ricordo classico (i greci hanno pensato e scritto tutto) per inquadrare correttamente la Questione: «A proclamarmi non fu Zeus né la compagna dell'Inferi Dice fissò mai leggi simili...», proclama Sofocle, per bocca di Antigone, l'eroica figlia di Edipo, che, nonostante la condanna degli dei e il bando da Tebe, non lo abbandona. Ecco, Antigone m'è tornata alla mente nel leggere i rapporti sulla Sea Watch, il natante olandese, noleggiato dall'omonima ong tedesca, al comando della tedesca Carola Rackete. In fondo, è la messa in scena dell'eterno contrasto tra l'umana pietas e la legge (i romani dicevano: «Dura lex, sed lex», benché dura, è la legge, e deve essere rispettata), anche se non è chiaro quali siano le ragioni che può vantare l'ong olandese.

Mi spiego. La Sea Watch bordeggia al limite delle acque territoriali libiche e, improvvisamente, incontra un battello carico di africani. Probabilmente migranti. Non sono naufraghi nel senso tecnico e giuridico del termine. Se non ci fosse il sospetto che la Sea Watch si sia recata sul posto su indicazione di qualche organizzazione dedita al traffico di merce umana, il susseguirsi degli eventi, in questa vicenda, sarebbe incomprensibile.

È il collegamento tra trafficanti e ong che aleggia: molto più un sospetto, meno di una certezza. Ma in via ufficiosa è ciò che si dice. Certo, le intenzioni delle ong sono buone, dato che si tratta di soccorrere persone vittime di vere e proprie gang specializzate nel trasferimento di donne e uomini dal continente africano al continente europeo.

Ma nel momento in cui la Sea Watch raccoglie questi migranti, la comandante della nave e l'organizzazione che rappresenta sanno bene che l'Italia non gradisce né accetta imbarcazioni di ong e il loro carico umano. Si dice che, nel frattempo, singoli natanti, barche più o meno piccole, sbarcano indisturbate in varie spiagge della penisola disperati in piccoli numeri. E qui sta la differenza sostanziale. In passato molte, ora poche, ong s'erano specializzate nel soccorso, diventando di fatto soggetti operanti in appoggio dei mercanti di uomini. Quindi, il rifiuto di accesso alle ong è specifico e rivolto a bloccare per sempre questa forma di soccorso.

La Sea Watch rifiuta l'invito ad attraccare in un porto libico, rifiuta di fare rotta sulla Tunisia, si avvicina a Malta, sapendo che questa repubblica non intende accettarla e si dirige a tutta forza verso l'Italia (Lampedusa). Qualcuno sa che a mezzanotte di un certo giorno entrerà in vigore il nuovo decreto sicurezza che è molto più circostanziato e preciso delle precedenti norme. Il tentativo di arrivare in porto in anticipo sul decreto fallisce: il governo italiano lo pubblica sulla Gazzetta Ufficiale prima che la Sea Watch raggiunga le nostre acque territoriali.

Questa la ricostruzione degli eventi che mette in rilievo: 1) i 42 migranti ospiti della nave sono le vittime di un cinico gioco che passa sopra la loro testa. Coloro che sono interessati (per soldi o per umanità) al trasferimento di gente in Europa contano sulla sfibrante odissea degli ospiti della nave per muovere l'opinione pubblica italiana e mondiale contro il governo del Paese e per costringerlo, quindi, a cedere; 2) il governo italiano si giova della provocazione (perché di una vera e propria provocazione si tratta) per accettare un braccio di ferro (che deve accettare: la legge è legge), le cui vittime sono sempre le persone imbarcate sulla nave.

Anche se sembra imminente una soluzione, si tratta di una storia brutta, inumana. Soprattutto per chi l'ha inventata e messa in piedi. Lo Stato italiano ha, dalla sua, il sostegno della legge (e della Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo). In ogni caso se e quando i migranti scenderanno a terra, l'Italia avrà riaffermato il divieto generale. Le ong, secondo la normativa vigente in Italia, non possono avere ulteriore agibilità. Se il futuro è quello dei corridoi umanitari, il supporto, sia pure di fatto, ai mercanti di uomini diventa inaccettabile, anche sul piano della solidarietà.

Una penosa figura la fanno Olanda e Germania. Se Paketa avesse realmente operato per motivi umanitari a quest'ora sarebbe tranquillamente ormeggiata a Rotterdam e i suoi disgraziatissimi ostaggi sarebbero in qualche centro protetto in attesa di essere imbarcati su un aereo e riportati a casa. E una penosa figura la compiono gli esponenti del Pd che si sono recati a bordo della Sea Watch: il Pd in quanto tale non è coinvolto e Matteo Orfini è presente, secondo me, per marcare il prode Delrio, reduce da tante disfatte politiche da ministro e ora alla ricerca di una notorietà residuale cui si accompagna la marginalizzazione del suo partito. Come dimostra la vittoria della sinistra in Danimarca, il tema migranti è un tema reiettivo e insostenibile, proprio perché le principali vittime sono i ceti popolari delle nazioni investite dal fenomeno. E come dimostra l'Italia, anni di dissennatezze, imputabili in particolare ad Angelino Alfano, hanno aperto la strada alla xenofobia, alla Lega e alla compagnia di ventura (meglio di “sventura”) rappresentata dai 5Stelle.

Senza leadership, vista la modestia dell'attuale segretario, senza politica, senza prospettive, questo Pd si candida per un riassorbimento nella sinistra di governo (allo sbando) di Di Maio a Di Battista. La Storia del Pci e della Dc buttate nella spazzatura per i giochetti di potere di una oligarchia consumata e interessata. Se c'è un uomo, in quell'area, che può riprendere il discorso riformista, restituendo al centro-sinistra una prospettiva di governo e di aggregante più vasto, nonostante le ostilità, questo è Massimo D'Alema. Non lo chiameranno a riparare gli errori e gli orrori di questi anni e si condanneranno alla definitiva insignificanza. Un destino che ha colto tutto i partiti excomunisti d'Europa.

Intanto, la pietas, il più umano dei sentimenti, tuttavia, deve entrare nella mente e nei cuori di tutti impedendo nuovi e dolorosi scontri politici. Già, per la Sea Watch di politica si è trattato e si tratta.

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