Con il sovranismo non si vince e non si governa. L'appello di Mara Carfagna
di Mara Carfagna 30.8. 2019 www.ilfoglio.it
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La nuova alleanza tra Cinque Stelle e sinistre segna molto di più dell’avvio di una nuova formula di governo. Segna un passaggio politico che va capito in tutta la sua ampiezza, soprattutto a destra. Le scelte della Lega, e specialmente la sua rincorsa al M5s negli ultimi giorni prima dell’incarico a Giuseppe Conte, contengono un messaggio inequivocabile. La formula che ha garantito al centrodestra un ruolo nella politica nazionale dal ’94 a oggi è finita. Sopravvive sui territori, ma per un motivo molto semplice. Negli enti locali e nelle Regioni esiste una Lega diversa, più pragmatica e realista di quella che abbiamo visto a livello nazionale. Quella Lega che, se fosse prevalsa anche a livello nazionale, non avrebbe mandato in frantumi l’alleanza storica, consegnando il Paese alla sinistra.
La domanda “E ora, che facciamo?” ha costellato gli ultimi dodici mesi di vita della destra non-sovranista. Una parte della classe dirigente ha risposto nel modo più semplice, producendosi in un rosario di appelli a Matteo Salvini perché tornasse indietro. Tutti respinti senza eccezioni, talvolta in modo urticante e sgradevole. Compresi gli ultimi, quelli pronunciati a crisi già aperta, quando la ricomposizione del centrodestra sembrava a portata di mano. Non lo era e non lo è, se non si cambia paradigma, come ha dimostrato tra l'altro la "rivelazione" dell'offerta di premiership rivolta da Salvini a Di Maio. La destra sovranista ha fatto scelte di campo che costituiscono una rottura radicale con il modello di centrodestra liberale maggioritario nel Paese fino al 2018. Si è collocata contro l’Europa. In posizione ambigua rispetto agli Usa e all’alleanza occidentale. In politica economica ha avallato scelte assistenzialiste e improduttive e coltivato nicchie elettorali (vedi Quota 100) piuttosto che una visione di sviluppo all’altezza delle sfide del momento. Ha spaccato la società italiana con messaggi d’odio. Ha sdoganato sentimenti xenofobi che confinano col razzismo. Ha diffuso messaggi destabilizzanti e paure, trasformando in emergenza ansiogena il problema dell’immigrazione anziché affrontarlo in sede europea per cambiare le regole e mettere in sicurezza il Paese.
La destra repubblicana e liberale ha pagato un prezzo altissimo al tentativo di restare politicamente collegata a questa narrazione. Prezzo elettorale: una costante emorragia di voti. Prezzo politico: l’irrilevanza nelle scelte per il governo del Paese sia quando “comandava” il sovranismo sia dopo la crisi, con le sinistre di nuovo protagoniste. Prezzo reputazionale: l’elettorato ci vede come ruote di scorta di decisioni prese da altri. Prezzo negli equilibri interni: due terzi degli eletti e dei dirigenti si stanno guardando intorno per cercare altri riferimenti.
Per queste ragioni sono convinta che sia il momento di trovare una risposta nuova alla vecchia domanda “E adesso che facciamo?”. Mi ha confortato ascoltare le parole di Silvio Berlusconi al termine delle consultazioni, con la sua decisa apertura a una nuova linea politica.
Con il sovranismo si conquistano voti, ma non si vince e soprattutto non si governa.
Il sovranismo è un’illusione perché la battaglia per l’Italia si combatte stringendo alleanze, non distruggendole: cominciamo a dirlo. Il populismo non offre soluzioni ma solo sfogo alla rabbia delle persone. Lo scontro settario con gli avversari, la perenne ricerca di un nemico, di ciò che divide anziché di ciò che unisce, la dicotomia tra buonismo e cattivismo sono l’esatto contrario della politica, che è l’arte di rendere armonica, sicura, felice, la Polis.
Liberiamoci dai complessi di inferiorità. Usciamo dalla gabbia che ci hanno costruito intorno i nostri alleati con la collaborazione – spiace dirlo – dei filo-sovranisti a oltranza di casa nostra che, persino davanti al tracollo dei sondaggi (dal 14 per cento di un anno e mezzo fa all’attuale 6 per cento), hanno ostinatamente rifiutato di riconsiderare la linea del vassallaggio alla Lega. Recuperiamo una visione autonoma, riprendiamo a fare politica e a raccontare l’Italia che vorremmo: un Paese libero dalle ansie dell’impoverimento e dall’incertezza del futuro che dilagano nel ceto medio, un Paese europeo nel senso migliore – buoni salari, meno tasse, servizi all’altezza delle tasse che si pagano – e amico delle categorie dimenticate dalla narrazione dell’“uomo forte”, il Sud, le competenze, le donne, i moltissimi italiani che hanno ancora l’ottimismo e la forza di investire e intraprendere. Ma, soprattutto, prendiamo atto della realtà.
E’ finita una stagione, e non è più possibile cullarsi nella nostalgia dei bei tempi andati, coltivando l'idea impossibile di restaurarli. Dobbiamo cominciare a immaginare uno schieramento capace di competere e vincere nel quadro di un nuovo bipolarismo, che vedrà Pd e Cinquestelle uniti sul “fronte sinistro” della politica italiana. Re-inventare il centrodestra deve essere la nostra priorità: possiamo farlo se sapremo aprirci e presentare alle forze moderate, popolari e liberali e ai settori più responsabili e “adulti” della Lega un progetto nuovo e di lungo periodo. Passata l’ubriacatura sovranista che ha consegnato il Paese alle sinistre, penso che ci sia spazio per ricostruire l’unico centrodestra che può governare il Paese: riformatore, alternativo alle burocrazie parassitarie, capace di parlare al Nord e al Sud con la stessa efficacia e di valorizzare i territori senza lasciare nessuno indietro, forte in Europa e in grado di orientare le scelte dell’Unione. Un centrodestra popolare, liberale, europeista, garantista, che non aspiri solo a cavalcare i sondaggi, ma sappia trovare la strada per tornare al governo e determinare il futuro italiano.
Commenti
joepelikan
30 Agosto 2019 - 13:01
Non riesco a capire di che Destra parla la Carfagna. Il suo è un discorso da Sinistra postmoderna.Il concetto di Destra nasce con la Rivoluzione Francese. prima non c'era bisogno di un simile concetto. La Destra non può essere che Dio, Patria e Famiglia. Poi è chiaro che in ogni momento storico questi valori si manifestano in una modalità diversa. Ma dal discorso della Carfagna non si evince niente di tutto ciò.
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Rispondileless1960
30 Agosto 2019 - 13:01
Belle parole. Quasi quasi, anzi tanto, mi dispiace che sia solo utopistico pensare che un vero partito serio debba andare da Zingaretti (non più in là) a Carfagna: non vedo proprio cosa ci divida realmente. Detto questo, però, vorrei esprimere il dubbio sulla attualità e sulla popolarità di posizioni tanto raffinate. Come sapete io ho una sorella più grande che appartiene da sempre allo zoccolo duro di FI. E' una borghese abbastanza acculturata ma abbastanza ignorante e deficiente da rappresentare l'elettore medio italiano di qualsiasi schieramento. Bene, lei ora non credo che voti più FI e che sia di quelli traghettati nel partito dell'odio. Contro gli immigrati, i comunisti (non intesi come comunisti ma come ipocriti), contro qualsiasi cosa che puzzi di riflessione, analisi, compromesso. E' l'italiano medio che ha sete di odio e di vendetta. Che sia sete indotta può darsi, fatto sta che non vedo come le parole sagge della bella onorevole possano fare breccia in questa gente.
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RispondiVanettic@gmail.comVanettic
30 Agosto 2019 - 11:11
Interessante spunto. Converrebbe partire dalle TV di Mediaset nelle quali credo sia ora di far terminare facinorosi programmi incentrati sull'odio... in resto è una conseguenza del nostro amato paese.
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RispondiGiovanni
30 Agosto 2019 - 10:10
Mi appare tutto alquanto utopistico. In questo momento la destra è Salvini e Fratelli d'Italia. Forza Italia è, diciamolo francamente, l'immagine sgualcita e ingrigita di un anziano signore che fu grande ma che a forza di centinaia di accuse penali e condanne assurde ha perso il suo smalto e purtroppo anche il senso della realtà. Vedasi ad esempio l'immane errore di sabotare la riforma costituzionale di Renzi che avrebbe invece cambiato l'Italia in un paese finalmente europeo. Infine diciamolo chiaramente: il fattore immigrazione scoordinata e scoordinante non l'ha inventato Salvini. Lui ha solo approfittato di un fenomeno che da tempo disturbava e intimoriva gli italiani e di cui PD e sinistre non si curavano o addirittura incoraggiavano. Solo nell'ultimo governo Gentiloni grazie ad alcuni sondaggi che rivelavano quanto gli italiani si fossero rotte le balle fu messo al Viminale Minniti il quale fece fra insulti e lamentele dei suoi "compagni" pressapoco qualcosa di simile al Truce.
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Rispondistef.boselli
30 Agosto 2019 - 10:10
Tutto perfetto, solo dubito che ci sia la possibilità che lo si possa fare all'interno dell'attuale Forza Italia, dove mi sembra che la stessa Carfagna goda purtroppo di un sostegno piuttosto limitato.
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RispondiGiovanni Attinà
30 Agosto 2019 - 10:10
Tutto bene quello che scrive la Carfagna, ma dubito che si arrivi a quanto lei sogna sino a quando si guarda ad alleanze con la Lega. Quanto agli accordi nel cosiddetto territorio funzionano, quando la Lega non è egemone e poi diciamolo: l'eccellenza che sboccia da tutti i pori, vedi Veneto e Lombardia, non è che poi sia il massimo per il bene dei cittadini, riferimento tasse e servizi vari.
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Rispondipipage1
30 Agosto 2019 - 10:10
Mi scusi, va bene il libro dei sogni, ma se tutte le regioni d'Italia fossero, "gestite" come Lombardia e Veneto, dove sarebbe l'Italia?
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RispondiGiovanni Attinà
30 Agosto 2019 - 11:11
Una sola considerazione: non si tratta del libro dei sogni, ma tutte le "eccellenze" che ci vengono propagandate- vivo in Lombardia- non sempre corrispondono al vero.
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RispondiSkybolt
30 Agosto 2019 - 15:03
Vuole trasferirsi in qualche altro paradiso?
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RispondiGiovanni Attinà
30 Agosto 2019 - 16:04
Ma il "paradiso" dovrebbe essere lo Stato non le regioni, la cui nascita ha segnato la decadenza dell'Italia.
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Rispondifulviogentili
30 Agosto 2019 - 10:10
brava, coraggio!
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Rispondifiorevalter
30 Agosto 2019 - 09:09
ben venga un centro destra come l'ha delineato lei, lo dico da sinistra. Sinceri auguri
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RispondiIn77rn
30 Agosto 2019 - 09:09
Tutto giusto, ma è ora di essere pratici. Manca un leader, anzi un Leader, capace di essere forte, convincente e vincente alle elezioni, di recuperare milioni di astenuti, di dettare i tempi e definire costantemente il progetto. E soprattutto di dimostrarsi capace di attrarre, costruire, rappresentare al meglio un nuovo corso. E ancora di dimostrarsi dopo tanti anni di vuoto un vero statista, non una meteora. Temo però che se anche esistesse un uomo del genere, si scatenerebbe subito la corsa a impallinarlo, come al solito dal fuoco amico.
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Rispondinike13
30 Agosto 2019 - 08:08
L'uscita della Carfagna è la dimostrazione che tutto il quadro politico eredidato dal secolo scorso è in profondo cambiamento. Lo abbiamo visto in maniera plateale da Renzi. L'avversione che riscontra nel PD è frutto della sua visione che va oltre gli steccati della sinistra. La sua mossa politica che ha favorito, direi meglio ha imposto la forma di governo giallorosso, è una evoluzione del nuovo che avanza. La pesante sconfitta imposta a Salvini ha chiuso definitivamente la fase populista. La Carfagna, Forza Italia in sostanza, dispiega con la Carfagna il nuovo orientamento politico che è tutta un'altra cosa rispetto alla destra ed al centrodestra fino ad ora conosciuti. Toti rapidamente si adeguerà, la Meloni soffrirà molto ma o si adegua o è destinata a sparire. La battaglia dura sarà nel PD. Calenda ha già aperto la strada, Renzi è in attesa dei tempi necessari. Quello che resterà della sinistra e di tutti i suoi gruppuscoli si chiuderà in una enclave di resistenza.
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Rispondiwillon
30 Agosto 2019 - 08:08
apprezzabile, ma donchisciottesco. la destra in italia, anche grazie a Berlusconi, è questa roba qua, punto. Salvini ha scoperchiato un vaso di pandora, da cui sono usciti tutti quegli italiani che non vedevano l'ora di votare questa destra e poter dire in giro le cose che dicono, senza remore. Alternative a destra a questa destra non ce ne sono più da un pezzo, tra i votanti e i votabili.
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Rispondivalentinab
30 Agosto 2019 - 08:08
Articolo che apprezzo, pur avendo posizioni politiche diverse dalla Carfagna. Mi chiedo, però, perché Forza Italia non abbia appoggiato un nuovo governo invece di invocare le elezioni subito e fare, appunto, da ruota di scorta alla Lega di Salvini.
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Rispondivalentinab
30 Agosto 2019 - 08:08
Articolo che apprezzo, pur avendo posizioni politiche diverse dalla Carfagna. Mi chiedo, però, perché Forza Italia non abbia appoggiato un nuovo governo invece di invocare le elezioni subito.
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Rispondieleonid
30 Agosto 2019 - 07:07
Riflessioni di tutto rispetto, che dovrebbero costituire la base politica di ogni neofita che vuole dedicarsi ad una politica moderna e realistica. La scelta di campo nei valori del centrodestra dipende da tanti fattori che si distinguono da quelli del centrosinistra , ma non tali da essere assunti per demonizzare l'avversario. L'Europa è la casa degli italiani e mi sembra che i due tradizionali schieramenti non la mettano in dubbio. Auguri all'onorevole di continuare a battersi per i suoi ideali politici e contribuire a far rinascere quel centrodestra che con la Lega , secessionista prima dell'Italia ed ora dell'Europa, non abbia nulla a che fare.