1-Come ha vinto Bonaccini Una mobilitazione simmetrica dei due campi avversi. Mentre i 5Stelle vanno a sinistra

Categoria: Italia

2-Dispetto grillino a Salvini: per fare perdere la Lega votano (in massa) il Pd

Da IstitutoCatteneo.org e ilgiornale.it – lettura 3’

1- ISTITUTO CATTANEO www.cattaneo.org. Come ha vinto Bonaccini Una mobilitazione simmetrica dei due campi avversi. Mentre i 5Stelle vanno a sinistra

Il voto regionale in Emilia-Romagna si presentava – per la prima volta in questa che un

tempo era una tradizione “regione rossa” – come una sfida molto accesa tra i due principali schieramenti, guidati da Stefano Bonaccini per il centrosinistra e da Lucia Borgonzoni per il centrodestra. Tutti i sondaggi pre-elettorali confermavano un distacco ridotto

tra le due coalizioni, con una eguale possibilità di vittoria per Bonaccini e Borgonzoni.

In realtà, l’esito del voto ha non solo confermato la posizione del presidente regionale

uscente, ma ha mostrato anche un distacco più netto (superiore ai 7 punti percentuali) a

favore dello schieramento di centrosinistra. Alla luce dei sondaggi della vigilia, questo

risultato si è rilevato ancor più sorprendente perché, nelle scorse elezioni Europee, il centrodestra aveva raccolto nel suo insieme il 44,3% dei voti, superando il centrosinistra di

7 punti percentuali.

Da dove deriva dunque il successo, superiore rispetto alle aspettative, per Bonaccini e

per il centrosinistra? L’analisi dei flussi elettorali che abbiamo condotto su 4 città (Forlì,

Ferrara, Parma, Ravenna) mette in rilievo il ruolo determinante dei cinquestelle

sull’esito del voto. I due candidati hanno fatto quasi il pieno dei rispettivi elettorati (Figure 2 e 3), quindi le scelte degli elettori delle terze forze – in particolar modo del M5s –

si sono rivelate decisive.

Come mostra il Grafico 1, molti elettori pentastellati (il 71,5% a Forlì, il 62,7% a Parma,

il 48,1% a Ferrara) hanno scelto la candidatura di Bonaccini e solo una minoranza ha

deciso di optare per il candidato del M5s (Simone Benini) o per il centrodestra di Borgonzoni. Nello specifico, gli elettori del M5s alle Europee 2019 che hanno scelto Benini

sono stati il 23,4% a Ferrara, il 16,6% a Parma, il 12,6% a Forlì.

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L’espansione elettorale dell’area di centrosinistra guidata da Bonaccini è dovuta dunque

alla maggiore capacità di attrazione degli elettori pentastellati, che di fronte all’alternativa tra destra e sinistra hanno optato in modo netto per lo schieramento del presidente

regionale uscente.

Oltre a questo fattore (il più rilevante come peso negli scambi elettorali osservati in questa tornata), va evidenziata anche la capacità di Bonaccini di conquistare voti tra gli elettori delle liste di “sinistra”. Nel caso di Ferrara, ad esempio, il 61,4% di chi nel 2019 aveva

votato per un partito a sinistra del PD ha scelto Bonaccini, e in misura superiore lo stesso

fenomeno si è osservato anche a Forlì (71,4%).

Schede nel sito Istituto Cattaneo

2-Alberto Giorgi - , 27/01/2020 – ilgiornale.it Gli elettori emiliani e romagnoli del Movimento 5 Stelle hanno votato per il Pd e il governatore uscente pur di far perdere il Carroccio

Disposti a tutto, anche all'estinzione (riducendosi a un partitino del 3%), pur di far perdere Matteo Salvini e la Lega.

Il Movimento 5 Stelle – o meglio i suoi elettori – è arrivato a tanto in Emilia-Romagna.

Già, perché l'elettorato pentastellato che è andato a votare domenica 26 gennaio è andato in larghissima parte per tracciare una "X" sul nome e il cognome di Stefano Bonaccini, governatore uscente e ri-candidato per il centrosinistra. Il dem ce l'ha fatta e l'ha spuntata su Lucia Borgonzoni – la candidata leghista per la coalizione di centrodestra – grazie all'aiuto dei voti di tanti-tantissimi ex grillini.

L'uomo del M5s per l'Emilia-Romagna, Simone Benini, è stato votato appena da 80.823 persone, pari al 3,48% del totale. Una debacle assoluta, nonostante i tentativi i maquillage che tanti esponenti di governo e non del MoVimento stanno portando avanti in queste ore.

L'analisi dell'Istituto Cattaneo sul voto di emiliani e romagnoli è chiara: analizzando i flussi elettorali rispetto alle Europee del 2019, "gli elettori del M5S si sono spostati in blocco, votando per il Pd e per Bonaccini".

Nel focus d'approfondimento, scritto da Marta Regalia, Marco Valbruzzi e Salvatore Vassallo, si legge: "L'analisi che abbiamo condotto su 4 città (Forlì, Ferrara, Parma, Ravenna) mette in rilievo il ruolo determinante dei cinquestelle sull'esito del voto. I due candidati hanno fatto quasi il pieno dei rispettivi elettorati, quindi le scelte degli elettori delle terze forze – in particolar modo del M5s – si sono rivelate decisive".

In soldoni, la metà – in alcuni casi anche il 60 e il 70% - del bacino elettorale dei 5 stelle nelle suddette città ha scelto di turarsi il naso e di votare il dem; invece, solo una risicata minoranza ha deciso di optare per Benini, oppure per lo schieramento a sostegno della Borgonzoni.

Inoltre, l'espansione elettorale dell'area di centrosinistra capitanata da Stefano Bonaccini si deve perciò "alla maggiore capacità di attrazione degli elettori pentastellati, che di fronte all'alternativa tra destra e sinistra hanno optato in modo netto per lo schieramento del presidente regionale uscente". In ultimo, oltre al "fattore M5s" secondo lo studio dei ricercatori, va sottolineata infine anche la capacità del governatore di "conquistare voti tra gli elettori delle liste di sinistra".