Troppi hanno fatto delle cose di cui dovrebbero vergognarsi. Ma con le crudeltà gratuite, sono emerse anche gentilezze sconosciute
Max Del Papa 28.2.2020 www.italiaoggi.it –lettura3’
Io ho visto. Ho visto cose che voi umani potete benissimo immaginarvi, perché a farle siete stati proprio voi. Io ho visto gente picchiarsi per un flacone di Amuchina, prendersi a calci in nome della solidarietà. Ho visto squilibrati convinti di essere stati infettati dal cane di casa, sordi ad ogni spiegazione del veterinario. Ho visto alienati non uscire più di casa e anche in casa girare praticamente col nihab. Ho visto idioti cercare su internet come costruirsi un rifugio antiatomico. Ho visto brutte persone girare con la mascherina cinese, uno scampolo di stoffa da tendaggio. Ho visto alienati fumare dal buco attraverso la mascherina. Ho visto presuntuosi farseli da sola, la mascherina. Ho visto danze della pioggia, filastrocche magiche, preoccupanti rituali. Ho visto esaltati convinti di prendere il coronavirus dal computer.
Ne ho visti altri, del tutto fuori controllo, dare la colpa, nell'ordine: a Salvini, alla Lega, alle regioni del Nord, al razzismo, al fascismo, al sovranismo, al riscaldamento globale che sciogliendo i ghiacciai ha risvegliato focolai addormentati da millenni, ai russi, agli americani, agli israeliani, ai cinesi, ai maiali, ai cani, ai mercati all'aperto, ai carnivori, ai vegetariani, ai vegani, agli ambientalisti, a Soros, alla Trilateral, al Club Bilderberg, a Trump, alla Brexit, a Chernobyl, a Fukushima, alle scorie, alle scie chimiche, alle coincidenze esoteriche, all'oroscopo e alla Cabala.
Ho visto influencer proporre rimedi demenziali a base di bacche, di ortiche, però griffate. Ho visto maniaci consigliare di trombare ossessivamente per debellare il morbo. Ne ho visti altri sicurissimi che trombare è il modo migliore per contagiarsi in tempo reale. Ho visto scuole chiuse perché meglio prevenire che curare, col risultato che gli alunni si sparpagliavano in giro nei posti più affollati e meno controllati. Ho visto sospendere, annullare, rimandare, bloccare, congelare di tutto e di più, manco fossimo alla peste nera. Ho visto scienziati bacchettarsi a vicenda, scrivere instant book su come salvarsi, gridare al complotto degli altri. Ho visto gente ubriacarsi a scopo profilattico. Ho visto notori puzzoni di colpo lavarsi le mani sessanta volte in un'ora. Ho visto quelli che ripetono ossessivamente che «la razza umana deve scomparire», finire inghiottiti in un imbuto di terrore.
Ho visto pronto soccorsi presi d'assalto da gente che non aveva di meglio da fare, corsie invase da popolo bue che mentre aspettava il mitico tampone teneva tra le fauci focaccione cipollate, per la disperazione dei sanitari. Ho visto file da medici di base che pensavano al suicidio. Ho visto imbecilli «antirazzisti» gioire perché gli italiani sono ormai banditi in mezzo mondo in fama di untori.
Ne ho visti altri convinti che gli unici veicoli di infezione sarebbero gli italiani, giammai i migranti. Ho visto un papa che anche di fronte a una possibile epidemia non rinuncia a paragonare certi politici (i soliti due a caso: Trump e Salvini) a Hitler e tirare in ballo l'anticapitalismo di stampo realsocialista; l'ho anche visto stringere mani a caso, lui che fino a ieri sgusciava via da ogni contatto e, se gli girava, mollava pure uno sganassone ai cinesi più insistenti.
Ho visto il nostro presidente del Consiglio, l'ho visto un po' troppo: Barbara d'Urso, Jene, Fabio Fazio, telegiornali, quartier generale di Protezione Civile, mancavano solo le previsioni del tempo. Ho visto, anzi non ho visto affatto, il nostro presidente della repubblica, Mattarella: cos'ha, forse è malato? Ho visto aule di tribunali stipate di avvocati, di giudici, di imputati, di testimoni tenuti, non si sa come, a «restare a una distanza di metri 2» come avvisava demenziale cartello; li ho poi visti, tutti insieme appassionatamente, in un bar monolocale, tipo il residence di Renato Pozzetto, «taaac!». Ho visto giornalisti deficienti, tutti eccitati alla notizia di un ricovero, «potrebbe essere un altro coronavirus!». Ho visto terrorismo mediatico e social, bufale, bugie cattive, invenzioni maligne, e mi sono chiesto quale strano impulso porti sempre gli umani a comportarsi da sciacalli.
Ho visto crudeltà gratuite e gentilezze sconosciute, altruismi clamorosi, premure piene di pudore. Ho visto l'eroismo spicciolo dei sanitari che non guardano l'orario, lo straordinario, il pericolo di contagio e si prodigano. Ho visto l'egoismo di chi sta benissimo ma pretende su di sé ogni attenzione. Ho visto carrozze della metro completamente disertate ed altre superaffollate, a conferma di quello che diceva Aristotele: l'uomo è un animale sociale e anche nel pericoloso, soprattutto nel pericolo, solo non ci vuole stare, meglio morire in compagnia che salvarsi senza nessuno. Ho visto la follia quella sì contagiosa, per la quale non esiste vaccino. Ho visto l'Italia, che sorprende sempre perché non cambia mai.
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