La sanatoria per i migranti? Ecco perché conviene solo ai professionisti dell'accoglienza

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Secondo gli esperti la sanatoria al vaglio del governo non risolve il problema del lavoro nei campi e rischia di aumentare povertà e disoccupazione, anche tra gli immigrati regolari. La Lega: "Così si alimentano schiavismo e nuove partenze"

Alessandra Benignetti.6.5.2020 ilgiornale.it  lettura 3'

Dal Papa alle Ong: ecco chi vuole la sanatoria degli irregolari

Ma l’ipotesi di dare permessi di soggiorno ad oltre mezzo milione di immigrati fa discutere, anche all'interno della maggioranza….. Tra loro anche l’ex presidente dell’Inps, Tito Boeri, che dal portale Lavoce.it chiede al governo di concedere il rilascio del permesso di soggiorno, funzionale all’impiego in qualsiasi settore, "sulla base della semplice richiesta dello straniero". Stessa posizione della Cgil che vuole estendere il provvedimento ai clandestini impiegati in altri settori lavorativi.

Poi ci sono le Ong che invocano la regolarizzazione di tutti gli stranieri irregolari presenti in Italia.

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Perché la sanatoria non risolve il problema del lavoro

Ma qual è la reale portata economica e sociale di un provvedimento di questo tipo? Secondo le stime della Confederazione Italiana Agricoltori la regolarizzazione potrebbe portare nelle casse dello Stato 1,2 miliardi di euro, tra Irpef e contributi previdenziali. Non tutti però sono d’accordo. "Guardiamo a quello che è successo con la sanatoria del 2012, vennero pagate soltanto le prime rate degli arretrati contributivi, indispensabili per effettuare la regolarizzazione, e il resto finì tra i crediti inesigibili dell'Inps, senza contare le decine di inchieste della guardia di finanza sui rapporti di lavoro simulati per favorire nuovi ingressi di persone dai Paesi di origine", ci spiega Natale Forlani, segretario confederale della Cisl negli anni '90 ed ex capo della direzione dell’Immigrazione al ministero del Lavoro. Il problema, per lui, è innanzitutto lo strumento scelto dal governo: "La sanatoria non serve a regolarizzare i rapporti di lavoro ma i permessi di soggiorno, e poi, dal punto di vista procedurale, richiede tempi che non sono adatti ad affrontare i problemi di un settore, quello agricolo, che vanno risolti nel giro di qualche mese".

Lo scenario che si potrebbe verificare, insomma, è simile a quello del 2012, quando il 76% delle domande di impiego come colf e badanti fu presentato da maschi provenienti da Bangladesh, Marocco, India, Pakistan, Egitto, Cina, Senegal, Tunisia, Albania, contro tutte le statistiche sull’incidenza dei lavoratori maschi iscritti al fondo del lavoro domestico dell’Inps. "Tutta gente che ha fatto domanda per ottenere il permesso di soggiorno e trovare impiego in altri settori", spiega Forlani. Oggi però, secondo l’esperto, una situazione di questo tipo non sarebbe sostenibile. "Il nostro mercato del lavoro non può permettersi di inglobare un’ulteriore quota di lavoratori a bassa qualificazione, visto che il tasso di disoccupazione tra gli immigrati regolarmente presenti è già altissimo", continua Forlani.

Uno "schiaffo" agli immigrati regolari

La maggior parte di loro, spiega l’ex sindacalista è costretto a convivere con precarietà e lavoro nero. Una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente per effetto dell’emergenza sanitaria in corso. "Basta guardare quali sono i settori più colpiti dalla crisi provocata dal Covid-19: manifatturiero, servizi alla persona, alberghiero – nota Forlani - proprio quelli in cui sono maggiormente occupati i migranti regolari". Saranno proprio gli stranieri con un regolare permesso di soggiorno, secondo l’esperto, "i primi ad essere danneggiati da un provvedimento di questo tipo, senza contare che il 30 per cento di loro è in condizioni di povertà assoluta". "Questa sanatoria è una misura da irresponsabili – taglia corto – conviene soltanto ai professionisti dell’accoglienza: per loro l’immigrazione è quella che deve ancora arrivare".

Di "schiaffo" agli immigrati regolarmente presenti nel nostro Paese parla anche Toni Iwobi, responsabile immigrazione della Lega e primo parlamentare di origine africana ad essere eletto in Senato. Il leader del suo partito, Matteo Salvini, nei giorni scorsi ha promesso le barricate contro l’approvazione del provvedimento. "Non vogliamo essere complici di questo schiavismo moderno e di chi lo incentiva", ci spiega Iwobi al telefono. "Una misura come questa - incalza - dimentica il Paese reale, dove le stime parlano di una disoccupazione che toccherà l’11,6% rispetto al 9,8% dello scorso anno, circa mezzo milione di italiani e immigrati regolari dimenticati dalla sinistra si troveranno a dover fare i conti con la ricerca di un lavoro.