LA VERSIONE DI MUGHINI – VEDO CHE IL MOSE HA FUNZIONATO. PER LA PRIMA VOLTA.

Categoria: Italia

L’ACQUA ALTA SI È AVVENTATA A ROVINARE VENEZIA, E INVECE LE PARATIE DEL MOSE L’HANNO STOPPATA. GIANNI DE MICHELIS.

3.10.2020 Giampiero Mughini per Dagospia

ERA STATA UN’IMPRESA AZZARDATISSIMA E RISCHIOSISSIMA E COSTOSISSIMA IN CUI AVEVA CREDUTO GIANNI DE MICHELIS, UN LEADER POLITICO SOCIALISTA DI CUI NESSUNO PIÙ SI RICORDA O SEMMAI SI RICORDA PERCHÉ AVEVA LASCIATO UNA MONTAGNA DI DEBITI ALL’HOTEL PLAZA DI ROMA. E NON SOLO QUELLO…

Caro Dago, mi permetti qualcosa di dirti qualcosa di piccolo che mi sta a cuore? Vedo che il Mose a Venezia ha funzionato. Per la prima volta. L’acqua alta si è avventata a rovinare Venezia, e invece le paratie del Mose l’hanno stoppata.

Era stata un’impresa azzardatissima e rischiosissima e costosissima in cui aveva creduto Gianni De Michelis, un leader politico socialista di cui nessuno più si ricorda o semmai si ricorda perché aveva lasciato una montagna di debiti all’Hotel Plaza di Roma. E non solo quello, era uno che amava la vita e gli piaceva far tardi nelle discoteche avvitato a fanciulle belle e disponibili. Io l’ho solo sfiorato, frequentato solo un tantino, non è che gli fossi particolarmente amico.

Solo che glielo leggevi in fronte che era di una razza superiore, uno che da ministro se ne mangiava tre o quattro. Uno che sapeva quando un politico deve prendersi il rischio di decidere. Uno di quella generazione dell’Ugi che aveva mangiato pane e politica sin dai vent’anni - nei tardi anni Cinquanta - e oggi non ce n’è uno solo nella politica che gli stia a petto. (Ovviamente a parte Matteo Renzi, e so di poterlo scrivere qui anche se tu, Dago, non sei d’accordo.)

Erano una famiglia i De Michelis. Cinque fratelli. L’altro gran talento era Cesare De Michelis, il fondatore della Marsilio. Quando Gianni De Michelis cadde in disgrazia, la Guardia di Finanza andava a frugare nella casa editrice un giorno sì e l’altro pure nell’idea si trovare chissà quali imbrogli. Pensavano che la casa editrice fosse come contaminata da quel fratello spavaldo e impudente. Anche Cesare l’ho conosciuto poco, io che oggi pubblico alcuni miei libri dalla Marsilio.

Una volta che ero a Venezia e che avevo incontrato la mia amica Laura, amicissima di Cesare De Michelis e sua ospite a Venezia, lei mi portò mi potrò a casa di Cesare a fare un giro della sua immane biblioteca personale. Immane. Stanze e stanze piene di libri da terra al soffitto. Mi intendo di libri. So quello di cui sto dicendo. Mi intendo di persone. So di che pasta erano fatti Cesare e Gianni De Michelis. Una razza di cui ce n’è pochi nel mondo di oggi. Anzi pochissimi.