LIVE BLOGGING “Dobbiamo evitare che la difesa della posizione del Pd diventi la sacralizzazione di Conte”, dice Orlando

Casini al Foglio: "Bisognerà tornare a confrontarsi con Renzi". Faraone (Iv): "Se Conte scioglie alcuni nodi Italia viva c'è". Il terzo giorno di crisi di governo in diretta, con tutti gli aggiornamenti ora per ora

REDAZIONE 15.1. 2021 ilfoglio.it lettura6’

Casini al Foglio: "Bisognerà tornare a confrontarsi con Renzi". Faraone (Iv): "Se Conte scioglie alcuni nodi Italia viva c'è". Il terzo giorno di crisi di governo in diretta, con tutti gli aggiornamenti ora per ora

Il terzo giorno di crisi di governo s'è aperto con l'intervista che Matteo Renzi ha rilasciato alla Stampa. E da cui si è cercato di decrittare qualcosa in più in mezzo alla coltre nebulosa che avvolge queste ultime ore della politica italiana. Interrogato sulla sostituzione di Italia viva con una pattuglia di responsabili, Renzi ha detto, a proposito di Conte: "Non mi pare che abbia i numeri. Ma se li avrà, auguri. È la democrazia. E la democrazia è sacra. Resta un fatto, però: se non prende 161 voti, tocca a un governo senza Conte". Che è poi il suo obiettivo dall'inizio della crisi: forzare la mano al punto da costringere i partiti dell'attuale maggioranza a convergere su un nome altro rispetto al professore di Diritto privato all'Università di Firenze.

Perché si parla di 161 voti?

Anche senza l'apporto di Italia viva, il Conte bis sostenuto da una maggioranza composta da Pd, M5s e Leu non avrebbe problemi a ottenere la fiducia alla Camera, dove ha un margine di sicurezza piuttosto ampio. I problemi sorgono al Senato, dove anche grazie al gruppo renziano il margine rispetto alla maggioranza di 161 voti cui fa riferimento Renzi era di 4 senatori (in totale la maggioranza arruolava 165 senatori). Con il venire meno dei 18 esponenti di Italia viva si torna a 147: servirebbero quindi almeno 14 voti di cosiddetti "responsabili" per raggiungere una maggioranza assoluta in grado di votare la fiducia al governo, e verso cui è già partito un discreto recruitment. Molti si sono chiesti se una parte degli stessi esponenti di Italia viva non sia disposta a concedere il sostegno a Conte. "Forse qualcuno lascerà, ma se fossi nel governo, almeno per scaramanzia, aspetterei martedì per vedere come va a finire", ha ribadito a riguardo Renzi nell'intervista di oggi.

Inoltre Renzi ha anche cercato di gettare una luce sinistra sulla solidità con cui il Partito democratico sta portando avanti una difesa indefessa nei confronti di Conte, raccontando che "ho utilizzato verso Conte parole molto più gentili di quelle che usava Zingaretti su di lui nei nostri colloqui privati. Evidentemente ha cambiato idea". Anche il capogruppo al Senato del Pd Andrea Marcucci, sempre alla Stampa, ha detto di ritenere l'ipotesi di un Conte ter con Italia viva ancora la preferibile e che non sarebbe disposto a immolarsi sull'altare di Conte, aprendo alla possibilità che a Palazzo Chigi possa finirci un esponente dei dem.

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Faraone (Iv): "Se Conte scioglie alcuni nodi, Italia viva c'è"

Il capogruppo di Italia viva al Senato Davide Faraone ha rilasciato un'intervista a Fanpage. "Noi abbiamo chiesto al presidente del Consiglio finalmente di occuparsi di sciogliere alcuni nodi che sono irrisolti all'interno della maggioranza di governo. Se il presidente del Consiglio pratica questa strada noi ci siamo, se invece si vogliono evitare questi problemi, per tenere insieme una maggioranza raccogliticcia che non risolve i problemi del paese, pazienza", ha detto.

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Orlando: “Dobbiamo evitare che la difesa della posizione del Pd diventi la sacralizzazione di Conte”

"Non saranno i numeri di lunedì quelli a cui guardare per il proseguo della legislatura", dice Andrea Orlando nel corso dell'assemblea dei deputati del Pd, alla presenza del segretario Zingaretti. "Il nuovo patto di legislatura andrà comunque scritto. Lunedì respingiamo l’iniziativa di Renzi. Poi dovremo rilanciare, ponendo al centro le nostre istanze". Il vicesegretario del Pd ha criticato duramente le mosse di Matteo Renzi. "L'inizitiva Renzi ha, come effetto inevitabile, quello di rafforzare la centralità di Conte. Purtroppo, aggiungo, perché ora diventa più difficile per noi rinegoziare il ruolo del premier. Noi - ha proseguito Orlando - difendendo Conte difendiamo l'acquisizione politica dell’asse con il M55s. Non è un accidente, certo, ma è al momento l'unica ipotesi di alternativa al centrodestra. Dobbiamo però evitare che questa difesa diventi la sacralizzazione di Conte", ha concluso Orlando

2 hours ago

Zingaretti: "Pd non accetterà lentezze, ha già dato"

"In questo anno di governo sono stati commessi molti errori e ci sono state molte lentezze. La fatica del lavoro parlamentare la conoscete meglio di me, le ore di mediazione e anche di contrapposizione, il non rispetto dei punti fondativi dell'alleanza, il ritardo con cui altri sono stati rispettati, la vicenda del pacchetto istituzionale proposto in agosto 2019 perché accettammo il taglio dei parlamentari in cambio di impegni che non ci sono stati. Per questo dico che oggi non possiamo accettare tutto, abbiamo già dato da questo punto di vista". Sempre Nicola Zingaretti ai deputati dem riuniti a Montecitorio. "Io quindi dico che partendo dalla lettura di questi limiti il Pd è stato il primo a porre il tema di una ripartenza. Anche su questo la ricostruzione storica deve essere chiara", ha aggiunto il segretario.

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Boldrini (Pd): "Le elezioni sarebbero un clamoroso errore politico"

La deputata del Pd ed ex presidente della Camera Laura Boldrini nel corso dell'assemblea degli eletti alla Camera, ha detto che "le elezioni sarebbero un clamoroso errore politico", aggiungendo che "le stigmate degli inaffadibili ricadrebbe a quel punto su di noi".

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Lotti (Pd): "Dobbiamo costruire una nuova agenda, non comprare sentori"

Durante l'assemblea dei deputati del Pd, tuttora in corso, ha parlato Luca Lotti, esponente della corrente Base riformista. "Vogliamo aggregare i costruttori, non comprare i senatori. E dobbiamo farlo su una agenda politica nuova, che guardi al 2023, con contenuti forti che rilancino il governo fino alla fine della legislatura e che vedano il Pd come protagonista", ha detto Lotti, che ha ribadito la necessità di garantire l'unità del Pd nella gestione della crisi, con un percorso che preveda la necessaria parlamentarizzazione in tempi rapidi per la messa in sicurezza del governo. Quanto al rischio di elezioni anticipate, Lotti ha ricordato che l'eventuale ritorno alle urne lo stabilirebbe Sergio Mattarella, e che è dunque "inutile minacciare la possibilità di un voto" nei prossimi mesi.

 

 

2 hours ago

Fassino (Pd): "Non bisogna bruciarci il rapporto con Italia viva"

L'ex sindaco di Torino e presidente della commissione Esteri della Camera Stefano Fassino ha invitato il suo partito a non sottovalutare l'opportunità di tenere un canale di dialogo e di collaborazione con Italia viva. Nel suo intervento, tenuto nel corso dell'assemblea dei deputati del Pd alla presenza del segretario Nicola Zingaretti, Fassino ha ribadito l'importanza di lavorare per un consolidamento della maggioranza parlamentare a sostegno del governo, elogiando anche quegli esponenti di Forza Italia che, come Renato Brunetta, offrono contributi costruttivi.

Zingaretti: "Conte dovrà onorare gli impegni presi anche con noi. Serve una maggioranza di progetto"

"Chiederemo a Conte di onorare gli impegni presi anche con noi. La verifica resta aperta anche dopo aver scongiurato la crisi". È il senso del ragionamento che Nicola Zingaretti ha condiviso coi deputati del Pd, in apertura dell'assemblea. "Non siamo finiti in questa situazione per causa nostra, ma con senso di responsabilità dobbiamo farci carico del dovere di non permettere che l'Italia scivoli in una crisi politica in una fase così delicata". Quanto al ricorso ai responsabili, il segretario dem ha spiegato che serve una maggioranza non solo numerica, ma anche di progetto.

Casini al Foglio: "Dopo gli insulti, bisognerà tornare a confrontarsi costruttivamente con Renzi"

"Oggi è il giorno della bile, il giorno in cui in tanti si sfogano nell'insulto a Matteo Renzi per soddisfare i loro palati, in un'ordalia di improperi che va ben oltre le colpe che pure al leader di Iv possono essere attribuite", dice al Foglio il senatore Pier Ferdinando Casini. "Ma da domani - prosegue l'ex presidente della Camera - si dovrà tornare a fare politica: e allora si capirà che è un atto scriteriato pensare di uscire da questa crisi restringendo il perimetro della maggioranza, confidando sul sostegno dei cosiddetti responsabili. Con Italia viva bisognerà tornare a confrontarsi in modo costruttivo".

4 hours ago

Sempre Orlando: "È chiaro che si può evitare una crisi avendo anche un numero in più, ma non governare avendo un voto in più"

Sempre Andrea Orlando a SkyTg24: "Quella dei numeri è una questione seria. È chiaro che si può evitare una crisi avendo anche un numero in più, ma non governare avendo un voto in più. Il tema si pone, ma un conto è farlo in una condizione in cui il governo continua a lavorare puntando a rafforzarsi, un conto è farlo senza un governo".

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