La Lega si spacca: applaude Draghi e volta le spalle agli spot di Salvini

Categoria: Italia

1-..se è un gioco delle parti, essere di lotta e di governo per tenere testa ai consensi in crescita di Fratelli d’Italia, rischia di diventare controproducente; se invece Salvini è convinto di quello che fa, è urgente che si chiarisca le idee con i suoi.2- Giorgetti,se insistiamo bisogna uscire dal Governo

Claudia Fusani — 27 .4 2021 ilriformista.it lettura2’

Basterebbe il colpo d’occhio finale per capire che quello che viene detto e rilanciato fuori da qui, dall’aula della Camera, è solo propaganda. La scena finale, infatti, fotografa Mario Draghi in piedi al banco del governo, con gli occhi attenti sull’aula che gli sta tributando una standing ovation, da destra a sinistra, dai banchi della Lega a quelli del Pd e Leu. Un applauso che scatta, pur con le limitazioni alle presenze in aula causa Covid, sulla forza delle ultime parole di un discorso che in 44 minuti ha spiegato senza fronzoli, con stile asciutto e senza inutili giri di parole, l’Italia dei prossimi anni.

«Sono certo – ha concluso Draghi – che riusciremo ad attuare questo Piano perché l’onestà, l’intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupidità, gli interessi costituiti». Tutto questo – ha sottolineato – «non è sconsiderato ottimismo ma fiducia negli Italiani, nel mio popolo, nella nostra capacità di lavorare insieme quando l’emergenza ci chiama alla solidarietà, alla responsabilità». È qui che scatta l’applauso, più lungo, più bello e liberatorio. Ma anche quello che impegna tutte le forze politiche che lo hanno tributato a lavorare d’ora in poi a testa bassa in una sola direzione. Resta deluso e a mani vuote chi cercava nella presentazione al Parlamento del Recovery plan italiano firmato Mario Draghi gli indizi di una maggioranza “Ursula” che nel breve periodo avrebbe fatto fuori la Lega e assorbito Forza Italia. La stessa maggioranza Popolari, Socialisti, Verdi e 5 Stelle che nel luglio 2019 ha portato all’elezione della presidente Ursula von der Leyen.

Come dimostra quella standing ovation e come confermano gli interventi di deputati e deputate della Lega in aula, «noi siamo convintamente parte di questa maggioranza e faremo la nostra parte perché fuori da qui c’è un paese che chiede di ripartire». Intanto, fuori da qui, Matteo Salvini continua a raccogliere firme contro il coprifuoco alle 22 e a bombardare la sua stessa maggioranza alzando ogni giorno l’asticella delle richieste, ponendo sempre nuove domande senza mai aspettare le risposte. Delle due l’una: se è un gioco delle parti, essere di lotta e di governo per tenere testa ai consensi in crescita di Fratelli d’Italia, è talmente smaccato che rischia di diventare controproducente; se invece Salvini è convinto di quello che fa, è urgente che si chiarisca le idee con i suoi.

2- Salvini, il leghisti vicini a Giorgetti lo frenano sulla mozione di sfiducia a Speranza: "Se lo facciamo, dobbiamo uscire dal governo"

Si avvicina l'appuntamento a Palazzo Madama, quando - mercoledì 26 aprile - il Senato sarà chiamato a votare la mozione di sfiducia contro Roberto Speranza presentata da Giorgia Meloni. Che la gestione dell'emergenza coronavirus del ministro della Salute non piaccia neppure a Matteo Salvini è cosa ormai certa. Eppure il leader della Lega, ora al governo, preferisce andarci con i piedi di piombo. "Le mozioni di sfiducia rafforzano chi le subisce. Invito le altre forze di centrodestra a chiedere, d`intesa con Renzi, la commissione d`inchiesta sulla pandemia che ci aiuterà a far luce sulle responsabilità, comprese quelle di Speranza. Su questa i numeri ci sono", aveva detto qualche giorno fa. Ma ora c'è la resa dei conti e i tempi stringono. 27 aprile liberoquotidiano