Altro che chip e semiconduttori: la pandemia ci ha fatto riscoprire l’importanza dell’agroalimentare e il gioco geopolitico delle sementi. Al punto per cui anche Eni e Intesa ora investono sui nostri campioni nazionali
STEFANO CINGOLANI 03 GEN 2022 ilfoglio.it lett2’
Vittorio Merighi, intraprendente maggiore dell’esercito, dopo aver combattuto agli ordini di Vittorio Emanuele II e salutata l’unità d’Italia, decide di pensare agli affari suoi, cioè fare affari grazie ai grandi progetti che il nuovo Regno mette in cantiere con capitali italiani (pochi), capitali stranieri (molti) e debiti (ancora di più). Nel 1863 convince il conte Francesco Aventi, cultore dell’idromeccanica, e l’ingegner Francesco Magnoni a mettersi insieme per prosciugare le due grandi paludi ferraresi, il Polesine di San Giovanni e il Polesine di San Giorgio. Si tratta di ben centomila ettari da recuperare all’agricoltura che rappresenta sia al nord sia al sud del Po il settore economico prevalente.
La vicenda si fa ancor più intrigante quando entrano in scena la contessa Teresa Gatteschi, gentildonna fiorentina tutta pepe, e un gentleman inglese con amicizie a Westminster, il maggiore John Standley, il quale vanta di poter coinvolgere niente meno che Richard Bethell, primo barone di Westbury e cancelliere dello Scacchiere per la regina Vittoria. Bugie, bufale, fake news: lo Standley si rivela un volgare affarista acchiappa-gonzi, la contessa si ritrae (forse complice o forse anche lei ingannata), Lord Westbury non si materializza e soprattutto non scuce una sterlina, Merighi si ritrova senza un quattrino ed esce di scena sbuffante e riluttante. Passano nove lunghi anni, ma il conte Aventi non dimentica il progetto originario e tenta di rilanciarlo con nuovi soci e alleati, sempre inglesi, però timorati se non di Dio quanto meno del mercato. L’11 aprile 1871 firma a Firenze, con i mandatari della Public Works Construction Company Limited, una convenzione dalla quale nasce, il 20 luglio, in un ufficio della City, The Ferrarese Land Reclamation Company Ltd., la cui versione italiana si chiama Società per la bonifica dei terreni ferraresi e ha come oggetto sociale “la bonifica di laghi, nell’acquisto di paludi e terreni nelle vicinanze di Ferrara e in altre località del Regno d’Italia e nella costruzione o la compera di canali, corsi d’acqua, lavori d’irrigazione, moli, scali, ferrovie, strade, fabbricati e macchine locomotive.