Il governatore centrista sogna di sostituire la Lega con il Pd in maggioranza. Tutti i possibili contraccolpi a livello nazionale.
GIAMPIERO TIMOSSI 05.2. 2022 ilfoglio
Conegliano all'alba
Salvini pensa al proporzionale per isolare
la Meloni.E intanto studia le mosse di Draghi per il 2023
Genova. Cambiamo. Non c’è che dire, la ragione sociale del progetto di Giovanni Toti era esplicita già nel nome del movimento nato nel 2019. Poi ovviamente le cose cambiano e si può anche sostenere che “Ribaltiamo” stia diventando un nome più adeguato. Perché nel libretto delle istruzioni già scritto dal governatore della Liguria ci sarebbero le mosse per costruire un’alternativa di governo. Una coalizione per garantire a Mario Draghi una maggioranza nuova, solida e soprattutto a prova di urne. Come in tutte le istruzioni serve semplificare, il progetto del ribaltone funzionerebbe così: sostituire la Lega con il Pd, far decidere a Matteo Renzi e Carlo Calenda se vogliono restare al centro o a sinistra, bivio piuttosto marginale visto che entrambi desiderano tornare a governare. A quel punto sarebbe più che logico attribuire a Toti un ruolo di assoluto primo piano.