-I sovranisti italiani e gli interessi ungheresi. FdI e Lega contro il blocco del Recovery di Budapest, “autocrazia elettorale”
VALERIO VALENTINI, Redazione 15 SET 2022 ilfoglio.it
Ad aprile si voterà per la regione: e il governatore leghista non vuole arrivarci come liquidatore del salvinismo. Ma in tanto lo pressano. La mappa del malcontento: dal Piemonte che guarda al Terzo polo, all'Emilia che implora il soccorso della Meloni, fino al Veneto e Lombardia dove ormai si muovono anche i colonnelli. Ed è allarme per Pontida
Il vento viene da nord est, ma forse con tempismo non perfetto. E allora prima la scossa dovrà prodursi dal basso. E’ la morsa nella quale Matteo Salvini rischia di finire schiacciato. La minaccia principale ha un nome e un cognome: Massimiliano Fedriga. Che coi parlamentari a lui più fidati ha smesso di schermirsi. Certo che lo sa, che così le cose non vanno. Certo che lo vede anche lui, il tracollo imminente della Lega. E però prima di esporsi, prima di lanciare la sfida al segretario periclitante, il presidente del Friuli deve mettere in sicurezza la sua ricandidatura: fino alla primavera del 2023 dovrà muoversi sul filo. E allora, prima che la battaglia congressuale deflagri, servirà mobilitare le truppe sul territorio. E c’è chi ci sta già lavorando… VALERIO VALENTINI 15 SET 2022
-I sovranisti italiani e gli interessi ungheresiFdI e Lega contro il blocco del Recovery di Budapest, “autocrazia elettorale”
Non cediamo al ricatto di Orbán
Il Parlamento europeo ieri ha detto che l’Ungheria di Viktor Orbán è diventata una “autocrazia elettorale” e una minaccia sistemica ai valori europei, in una durissima risoluzione per chiedere alla Commissione di bloccare le risorse del Recovery fund e gli altri fondi comunitari fino a quando Budapest non rispetterà gli standard dell’Ue sullo stato di diritto.
Secondo il Parlamento europeo, l’inazione degli altri stati membri ha aggravato la deriva di Orbán. L’elenco delle contestazioni è lungo: carenze del sistema costituzionale ed elettorale, controllo politico della magistratura, corruzione, conflitti di interesse, mancanza di libertà di espressione e pluralismo dei media. A ciò si aggiungono le preoccupazioni per i limiti alle libertà accademica, di religione e di associazione, e ai diritti delle persone Lgbt, delle minoranze, dei migranti e dei richiedenti asilo. Nella guerra ucraina, Orbán funge da cavallo di Troia di Vladimir Putin dentro l’Ue con il suo veto su alcune sanzioni e i suoi acquisti da Gazprom. REDAZIONE 15 SET 2022 ilfoglio.it