Franco Prodi ha firmato con altri suoi colleghi accademici quella che è già stata battezzata come la contropetizione sul clima
Francesco Storace 15 agosto 2022 lettura2'
Caino e Abele di fronte a Enrico Letta sul clima.
Il primo si chiama Franco Prodi, è un professorone che si occupa di clima;
il secondo - più noto - è Romano, prof anche lui e di questi tempi "mentore" dichiarato del segretario del Pd. Il problema è che i due fratelli non vanno d'accordo su un tema che pare decisivo al Nazareno, che ha stretto un'alleanza persino con i Verdi. In pratica, nella famiglia Prodi si assiste ad un conflitto di quelli raffinati sul riscaldamento globale. E una firma storta - non estorta - può provocare guai alla tenuta elettorale del Pd, perché lo espone al tiro a segno degli avversari. Quello che vuol diventare il più ambientalista tra i partiti europei deve risolvere un problemino.
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Già perché se ci si mette il fratello di Prodi a negare la catastrofe climatica globalecome tema del futuro prossimo venturo, che cosa possono raccontare i piddini agli elettori che hanno spaventato? La querelle è gustosa. Franco Prodi ha firmato con altri suoi colleghi accademici quella che è già stata battezzata come la contropetizione sul clima. Sono quelli che danno torto a Greta e ai suoi seguaci.
Accade che l'Appello per il Clima lanciato su Change.org abbia già superato le duecentomila firme. E i "negazionisti" - scienziati anche loro, Franco Prodi in prima linea - sfidano i promotori ad un pubblico confronto scientifico «in una sede istituzionale, accademica o politica».