Giorgio Mulè: spiega che per Giorgia Meloni "andare al vertice sarebbe una sgrammaticatura istituzionale". Infatti non sarà premier prima del 22/23 ottobre- - Belgorod, "ecco dove si trova": la posizione del "sottomarino della morte"
06 ottobre 2022 liberoquotidiano.it lettura3’
Ospite di Andrea Pancani a Coffee Break, su La7, nella puntata del 6 ottobre, il sottosegretario alla Difesa deputato di Forza Italia Giorgio Mulè: spiega che per Giorgia Meloni "andare al vertice sarebbe una sgrammaticatura istituzionale". Perché, ragiona, "il 20 e 21 ottobre non sarà presidente del Consiglio, per un motivo cronologico. Le Camere si riuniranno il 13 ottobre, eleggeranno il presidente, saranno composti i gruppi e la Camera non ha un regolamento che allinea il numero dei 400 parlamentari al parlamento attuale, Ci dovrà essere un ridimensionamento". Quindi, "tra le consultazioni, il più velocemente possibile l'affidamento dell'incarico, vorrà passare almeno dieci giorni - una settimana da quando si riuniscono le camere? E siamo già al 22-23 ottobre".
Qui l'intervento di Giorgio Mulè a Coffee Break, su La7
Quindi, sul Pnrr, si chiede Mulè: "In che veste Giorgia Meloni dovrebbe andare a Bruxelles con Draghi, come aspirante premier? Come auditrice? O per correggere Mario Draghi che magari presenta una posizione diversa?".
"Nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, il governo dichiara che entro la fine dell'anno riusciremo a spendere circa 21 miliardi di euro. Abbiamo un arretrato di 10 miliardi che non sono stati impiegati per una serie di motivi. Intanto, da quando viene varato un progetto all'avvio della realizzazione trascorrono in media 770 giorni nel nord ovest dell'Italia e 1442 giorni nel sud e nelle isole. A ciò si aggiunge: l'aumento delle materie prime che comporta una necessaria rivisitazione dei capitolati degli appalti e la cronica deficienza, in termini di competenze e professionalità, delle amministrazioni periferiche nel far fronte a progetti innovativi come quelli contenuti nel Pnrr", conclude Mulè. "Questo combinato disposto porta forse Giorgia Meloni da un lato a prendere atto che a fronte di 29,4 miliardi di euro ne abbiamo spesi 21 miliardi e dall'altro, senza dare la colpa a nessuno, dire che è tempo di lavorare per rimettere in pari i conti".
- Belgorod, "ecco dove si trova": la posizione del "sottomarino della morte"
05 ottobre 2022 liberoquotidiano
Allarme per il sottomarino russo Belgorod, che sembra essere scomparso dai radar. Appena tre giorni fa la Nato aveva diffuso una informativa con cui metteva tutti in allerta perché il sommergibile si stava muovendo. Le preoccupazioni sono dovute al fatto che questa imbarcazione può lanciare i missili a testata nucleare Poseidon. Il rischio, insomma, è che Putin la utilizzi per un'azione dimostrativa, ma anche distruttiva.
Il nome per esteso è K-329 Belgorod, è stato varato nel 2019 ed è lungo 178 metri, come si legge sul Messaggero. Si tratta del più grande in circolazione. Visto che il sottomarino in questione è in grado di restare sott'acqua per molti giorni, si teme che possa sfuggire ai controlli. Anche se secondo il sito Navalnews, la posizione del sommergibile sarebbe nota. L'analista esperto di sottomarini H I Sutton ha scritto su Twitter: "Per il Belgorod questo è uno dei suoi primi viaggi a lungo raggio. Ma è ancora molto vicino a casa, nel cortile della Marina russa. Abbiamo notato il sottomarino in partenza da Severodvinsk nel Mar Bianco alcune settimane fa, ed era nel Mare di Barents il 22 settembre. Era ancora lì il 27 settembre. In entrambe le date è stata osservata in superficie. Questo non è insolito per nuovi sottomarini come questo".
Secondo Sutton, Belgorod al momento si trova a nord della penisola di Kola, quindi non lontano dalla Scandinavia. "Le previsioni sono pericolose in questi casi - ha proseguito l'analista -. Tuttavia, riteniamo che un lancio di prova di Poseidon non sia da escludere. Potrebbe essere una routine, per testare un nuovo sistema d'arma. Oppure potrebbe essere principalmente per una ragione politica, come dimostrazione. Testare armi nucleari, anche senza testate, potrebbe far parte della scala di escalation nucleare scelta dalla Russia".