-PROBLEMI DI CASTING È finita la pacchia (per Giorgia). Perché c'è già un guaio tra Meloni e il mondo finanziario
CERASA, VALERIO VALENTINI 07.10. 2022 ilfoglio.it lett2’
Da un lato il cofondatore del partito, dall'altro il capogruppo alla Camera. Cingolani ha toccato con mano le divergenze nel partito dei patrioti. Che intanto si vedono commissariati dal governo anche in Abruzzo: il meloniano Marsilio, dopo aver a lungo tentennato, accetta che sia Draghi a intervenire per sbloccare un gasdotto strategico
Piombino o non Piombino? Siccome continuano a essere sia a favore sia contro, Roberto Cingolani ha provato a fare chiarezza. Pensando, lui che è “digiuno di politica” per sua stessa ammissione, che in quel persistere dell’ambiguità, in quel dire sì ma anche no, ci fosse in realtà un calcolo studiato, una furbizia ancora non svelata. E invece quando, martedì scorso, ha accennato all’argomento, ha capito che semplicemente una posizione non c’è, al riguardo, dentro Fratelli d’Italia. Fosse per Guido Crosetto, infatti, “certo che il rigassificatore va installato, e subito”. Troppo strategica, quell’infrastruttura, per affrontare la crisi energetica. E troppo alto il rischio di pagare un prezzo anche politico: perché va bene, certo, i risentimenti locali, “ma se bloccassimo quel progetto nel resto d’Italia non verremmo capiti da nessuno”. Peccato, però, che per Francesco Lollobrigida, la questione di principio sia più importante di quella economica: e nella città di Piombino, che FdI amministra col suo sindaco Francesco Ferrari, “non possiamo rimangiarci la promessa che abbiamo fatto alla nostra gente”. Di più, “non possiamo esordire al governo con un cedimento”. E insomma tra il cofondnatore e consigliere storico, e il suo capogruppo nonché cognato, la Meloni sta lì, nel mezzo, che tentenna e prova una mediazione, ma perlopiù rimanda. Così deve essere apparsa martedì scorso a Cingolani, recatosi a Montecitorio per illustrarle la complessità della trattativa europea sul gas, se è vero che poi il ministro della Transizione, che sul rigassificatore di Piombino non tollererebbe ritardi di sorta, ha confidato ai suoi collaboratori le preoccupazioni per il futuro dell’impianto. Che sono aumentate, peraltro, quando al Mite è arrivata la notizia, mercoledì pomeriggio, del voto con cui FdI, insieme a Lega e Forza Italia, ha appoggiato un atto d’indirizzo nel Consiglio regionale della Toscana, con l’obiettivo dichiarato di sospendere i lavori per l’installazione del rigassificatore…
-PROBLEMI DI CASTING È finita la pacchia (per Giorgia). Perché c'è già un guaio tra Meloni e il mondo finanziario
CLAUDIO CERASA 07 OTT 2022
I Btp a 10 anni ai massimi dal 2020. Le agenzie di rating borbottano. Mps non trova investitori disposti a scommettere sul futuro. I super tecnici rifiutano le avance sul Mef
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Il governo Meloni non è ancora nato, lo sappiamo, ma già da oggi è chiaro che la sua luna di miele con il mondo finanziario potrebbe essere ancora più difficile del previsto. La notizia più importante è quella che avete letto ieri sui giornali di ieri ed è relativa a un duro monito arrivato da una delle agenzie di rating più famose del mondo: Moody’s. Cosa ha detto Moody’s? Semplice: se il prossimo governo dovesse rallentare il percorso di attuazione delle riforme per rafforzare la crescita, a partire da quello del Pnrr, l’Italia rischierebbe di essere declassata.