-La giustizia meloniana è un manifesto del pensiero illiberale -LA PACCHIA È FINITA? Tutti gli imbarazzi su cui Meloni non potrà tacere a Bruxelles
3.11.2022 Valentini, Fiandaca e Canattieri ifoglio.it lettura3’
Dopo la norma sui rave Nordio è in trincea: "Faccio il ministro per realizzare le mie idee"Il mezzo pastrocchio lo ha indispettito: da Piantedosi neppure un consulto. Le critiche degli amici giuristi non lo hanno lasciato indifferente: ad alcuni ha anche risposto in privato. La Meloni lo marca stretto e critica le sue nomine a Via Arenula, Forza Italia promette di stanarlo a suon di emendamenti. Perché, dopo dieci giorni, il Guardasigilli già sbuffa
Agli amici veneziani che gli facevano gli auguri, ha detto che “se ho accettato di fare il ministro, è perché credo che alcune cose che ho sempre detto si possano realizzare davvero”. E forse sembrava una frase di circostanza. Invece sono passati dieci giorni, e già Carlo Nordio sbuffa. Le critiche degli amici giuristi lo hanno colpito. Ad alcuni ha pure risposto, privatamente, confidando insofferenza. Del resto il mezzo pastrocchio sulla norma anti rave lo ha colto di sorpresa. Dal collega Matteo Piantedosi si aspettava quantomeno un consulto. E invece, siccome secondo Giorgia Meloni già troppo si era discusso sull’ergastolo ostativo, in Cdm, quando si è arrivati alla trattazione del decreto legge illustrato dal ministro dell’Interno, Nordio s’è limitato a condividere lo scetticismo di chi, come Antonio Tajani, aveva odorato subito puzza di bruciato. Solo che poi il testo è stato licenziato con sbrigatività. E più col piglio e la vaghezza giuridica di un prefetto, viene notato a Via Arenula, che non con l’accortezza pignola di un giurista… VALERIO VALENTINI 03 NOV 2022
-La giustizia meloniana è un manifesto del pensiero illiberale
I primi atti del governo illuminano il finto garantismo, repressivo e carcerocentrico. Tipologie di reato discrezionali, segni di derive securitarie, rinvio delle pene sostitutive, citazioni a sproposito di Falcone e Borsellino. Caro Nordio, che delusione
Confesso la delusione, peraltro non solo mia. Rientro tra quanti si erano illusi di poter prendere sul serio alcune dichiarazioni programmatiche del nuovo ministro della Giustizia, in linea del resto con precedenti prese di posizione dello stesso Nordio sempre di segno tendenzialmente liberale. Sintetizzabili all’incirca così: la quantità dei reati va sfoltita, anche perché l’inflazione penalistica è causa delle lungaggini processuali; occorre sfatare il pregiudizio che sicurezza e buona amministrazione dipendano dalle leggi penali; lo spazio della pena carceraria va ridotto; il sistema penitenziario attuale è criminogeno. .. GIOVANNI FIANDACA 03 NOV 2022
-LA PACCHIA È FINITA? Tutti gli imbarazzi su cui Meloni non potrà tacere a Bruxelles
Il passato scomodo da antieuro. I nodi su gas e blocco navale. La trasferta della premier è un’incognita: che fare coi giornalisti? I primi passi sono molto attesi, a cominciare da un'eventuale scena muta davanti alla stampa
Non vorrebbe parlare. Niente conferenze con la stampa italiana ed estera. Nemmeno brevi punti con i cronisti che la seguiranno fino a Bruxelles. E neanche una dichiarazione a margine degli incontri. Tuttavia in queste ore c’è chi sta spiegando a Giorgia Meloni che invece sarebbe il caso di fermarsi, di raccontare e di dare ragguagli sul debutto internazionale che la vedrà protagonista nel cuore di quelle istituzioni che non ha mai particolarmente amato (sentimento contraccambiato). La premier, e presidente dei Conservatori europei, si ritrova oggi a Bruxelles, città considerata fino a pochi anni fa una sorta di grande rave di burocrati da sgomberare. Contro la quale ha manifestato (“La Ue deve guardare più a Visegrád”) arrivando a chiedere nel 2014 l’uscita dall’euro, in compagnia certo di Matteo Salvini… SIMONE CANETTIERI 03 NOV 2022