DAGO ANALIZZA I PRIMI PASSI (FALSI) DEL GOVERNO: “GIORGIA MELONI HA TROPPA GENTE INTORNO, INCAPACE E INADEGUATA.
10.11.2022 dagospia.com lettura2’
IL SUO ATTEGGIAMENTO CI PORTA IN SITUAZIONI COME GLI SCONTRI CON LA FRANCIA SULLE ONG. LA SITUAZIONE È GRAVISSIMA. CON L’EUROPA CHE TI GUARDA STORTO, NON È IL CASO DI FARE LA 'DUCETTA'” – "IL POLITICALLY CORRECT? WOKE DE LÀ, WOKE DE QUA: TUTTE VICENDE CHE RIGUARDANO UNA RISTRETTA CERCHIA CHE NON CONTA NIENTE. INFATTI POI HA VINTO LA MELONI. IL RESTO SONO PIPPE...” – “DAGOSPIA È UN RULLO DI CARTA IGIENICA CHE MISCHIA VARI SETTORI. PERCHÈ LA VITA È FATTA COSÌ: UN GIORNO VUOI DIRE QUALCOSA DI IMPEGNATO, L’ALTRO UNA BARZELLETTA…”
D’AGOSTINO SU MELONI: “NON È IL CASO DI FARE LA “DUCETTA”
D’AGOSTINO: “ALLA CULTURA AVREI PREFERITO GIORDANO BRUNO GUERRI, LUCA RICOLFI E ALESSANDRO CAMPI”
Luigi Lupo per www.true-news.itGià, Giorgia Meloni. Che per Dagospia è semplicemente “la ducetta“. “E’ un governo che si è insediato per la prima volta. Ha troppa gente intorno, incapace e inadeguata. Questo accadeva anche per i governi di Conte e Salvini. Ma l’atteggiamento di Meloni ci porta in situazioni come gli scontri sulla Francia sulle Ong. La situazione è gravissima.
Perchè se Meloni ha chiesto un aiuto a Macron per far sbarcare gli immigrati a Marsiglia, e poi Palazzo Chigi ha twittato contro la Francia, è naturale che a Parigi abbiano storto il naso. Con un governo, appena insediato, con l’Europa che lo guarda storto, non è il caso di fare “la ducetta”. E’ solo l’inizio.
La gente vuole “parlà de bollette, invece hanno fatto provvedimenti su argomenti – i rave o il tetto al contante – per piazzare la bandierina. Che poi gli è ritornata nel culo”. Mentre dall’alto lato, D’Agostino vede una sinistra completamente “priva di una testa”. “E’ spaccata – aggiunge – così come lo sono tutti gli altri partiti eccetto Fdi e M5S. Anche il Terzo Polo è diviso tra Renzi e Calenda”.
D’AGOSTINO: “ALLA CULTURA AVREI PREFERITO GIORDANO BRUNO GUERRI, LUCA RICOLFI E ALESSANDRO CAMPI”
Tensioni e divisioni che D’Agostino poi scioglie in una colta lettura del panorama musicale. Del resto – tiene a chiarirlo – sono “nato come giornalista musicale“. La Trap? “La musica e l’arte sono fatti di cicli. Ma ciò che rimane immortale è sempre contemporaneo. Pensiamo a un brano di Springsteen, ai dischi della Motown, ai Beatles, ai Doors. I trapper escono fuori di testa: ma della loro musica cosa resta?”.
La riflessione musicale ci porta direttamente a una considerazione sul ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano, e sul sottosegretario, Vittorio Sgarbi, “uno di quelli che gridano per sentirsi vivi”. “Andare in un ministero non vuole dire organizzare una mostra, è molto difficile muoversi nella burocrazia delle istituzioni. Sgarbi se lo mangiano. Ecco perchè ci vuole un politico: perchè conosce il deep state, la macchina politica. Avrei preferito Giordano Bruno Guerri, Luca Ricolfi e Alessandro Campi“. Il tono di D’Agostino è tra il polemico e l’amareggiato: “Sono figure che hanno esperienza nella cultura e nella politica”. E che, siamo sicuri, leggono Dagospia. Non solo “il miglior sito di gossip italiano”.