ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI BETTINI PEPPINIELLO SI PRESENTA "PERVESTITO" DA ESISTENZIALISTA FRANCESE. PER LUI LA SINISTRA È IL GOLFINO A COLLO ALTO CHE SAREBBE PIACIUTO A SARTRE
11.11.2022 dagospia.com lettura2’
"UN FALSO AUTENTICO CHE PERO’ PER BETTINI, GIÀ TEORICO DELLA VOCAZIONE MAGGIORITARIA DI VELTRONI E SOSTENITORE DI RENZI, STIMOLA TALI E TANTI CAMBIAMENTI DA POTER MODIFICARE PER SEMPRE LA SINISTRA ITALIANA..." - LE FOTO BY LUCIANO DI BACCO DELLA SERATA ALL’AUDITORIUM
Estratto dell'articolo di Salvatore Merlo per il Foglio
Giuseppe Conte arriva all’Auditorium, nella roccaforte romana del veltronismo e dei friccichi de luna, e lo fa “pervestito” da esistenzialista francese, come avrebbe detto Camilla Cederna. Niente camicia, niente cravatta, niente pochette a quattro punte. Abbandonati i simboli della borghesia, il capo del governo che approvò i decreti sicurezza di Matteo Salvini indossa uno di quei golfini scuri a collo alto che sarebbero piaciuti a Jean-paul Sartre. In un lampo si capisce che in questa serata, per lui, tutto deve corrispondere proprio alla singolare idea che il fu avvocato del popolo ha dell’essere di sinistra. “E’ lì che batte il mio cuore”, assicura. Sotto un golfino di sinistra.
D’altra parte è proprio d’un libro di Goffredo Bettini che s’intitola A sinistra. Da capo, che l’avvocato di Volturara Appula deve parlare con l’autore e con Andrea Orlando, in una serata (frase totemica contiana: “Lo si voglia o no, nel campo del centrosinistra c’è anche il M5s”) che per Bettini corrisponde al sogno d’una seconda giovinezza da educatore di leader e per Conte, invece, è pressappoco una presentazione in società, un passaggio di quella che lui crede possa essere la sua ascesa alla guida della sinistra.
In sala c’è Loredana De Petris seduta accanto a Paola Taverna, non lontano da Francesco Boccia, Enrico Gasbarra, Brando Benifei... Mancano i pezzi grossi della sinistra italiana. Non c’è nemmeno Massimo D’Alema, che di Conte, assieme a Bettini, è il secondo pigmalione. Così persino questa platea, pur ben disposta, è timida di fronte al vecchio golfino del professor Sartre, e sembra quasi provare il disagio che sempre suscita il falso, la patacca, il surrogato, l’orzo che non è caffè, la similpelle o il vero finto cachemire cinese.
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Come l’agilulfo di Calvino, sa di non essere un cavaliere ma una lucida armatura vuota. Per questo stasera all’auditorium s’è messo il golfino di Sartre e critica “il vetero capitalismo”, “il turbo capitalismo”, “la logica consumistica” e “la corsa al riarmo”. Un falso autentico che per Bettini tuttavia stimola tali e tanti cambiamenti da poter modificare per sempre – ohibò – la sinistra italiana. E il socialismo rivoluzionario, sul non più giovane Bettini, che fu il teorico della vocazione maggioritaria di Walter Veltroni e vide in Matteo Renzi l’eredità di quel riformismo democratico, ha le stesse conseguenze grottesche di chi prende gli orecchioni a sessant’anni. Pensava fosse il Conte Marx, e invece era un calesse.