Nove milioni di italiani oltre i 70 anni. Il geriatra Roberto Bernabei spiega l’importanza dei legami, del lavoro, della cura di sé
MARIAROSARIA MARCHESANO 14 NOV 2022 ilfoglio-it lettura3’
1-Riformare la Pubblica amministrazione serve al Pnrr. Uno studio della Cattolica
Basta seguire un qualsiasi dibattito sul Pnrr perché la prospettiva di dover restituire all’Europa una parte dei soldi emerga come un fatto inevitabile. Perché una riforma della Pa non è più rimandabile
Mentre il governo avvia una ricognizione sui fondi europei inutilizzati per verificare se si possono trasferire sul caro energia e mentre si comincia a parlare apertamente di Pnrr “fuori tempo”, il tema della riforma della Pubblica amministrazione, fondamentale per la realizzazione del Piano di ripresa e resilienza, sembra scomparso dal radar dell’esecutivo. Ma non dal dibattito pubblico. L’Università Cattolica di Milano ci ricorda – in uno studio sulla “Buona amministrazione” realizzato da Barbara Boschetti e Benedetta Celati – come il Recovery plan europeo consideri la riforma “un investimento nel futuro del paese” e come la maggioranza dei cittadini, in base a un sondaggio Ipsos-Istituto Tonioli, mostri fiducia (77 per cento del totale) nella possibilità che questa venga effettivamente attuata. Per la verità, lo stesso sondaggio dice anche che il 50 per cento degli intervistati non conosce le riforme contenute nel Pnrr. In soldoni, esiste la consapevolezza che occorrono delle azioni per mettere regioni e comuni nelle condizioni di utilizzare nei tempi previsti i circa 200 miliardi del Pnrr – il più grande e massiccio piano finanziario dal dopoguerra – ma metà della popolazione ignora nel concreto di cosa si tratti.
2-Come affrontare l'età dei tempi supplementari. Nove milioni di italiani oltre i 70 anni. Il geriatra Roberto Bernabei spiega l’importanza dei legami, del lavoro, della cura di sé
CHICCO TESTA 14 NOV 2022
Nove milioni di italiani oltre i 70 anni. Il geriatra Roberto Bernabei spiega l’importanza dei legami, del lavoro, della cura di sé
"Atutti noi è stato dato, rispetto a mezzo secolo fa, un extratime di circa vent’anni. Potremmo chiamarli anche tempi o anni supplementari rispetto a un ciclo di vita che qualche decennio fa coincideva più o meno con la vita lavorativa e si concludeva poco dopo i 60 anni”. Chi pronuncia queste parole è Roberto Bernabei, medico, che ha diretto per vent’anni il dipartimento Scienze dell’invecchiamento presso la Fondazione Policlinico Gemelli. Presiede “Italia Longeva”, associazione del ministero della Salute, ed è un geriatra riconosciuto a livello internazionale. Il padre, Ettore, è stato il direttore più celebre dell’intera storia della Rai, che ha traghettato verso la modernità. E’ stato medico del Papa, proviene da un famiglia cattolica, numerosa e longeva. “Mio padre è morto in pochi minuti ultranovantacinquenne dopo aver preparato e servito il pranzo domenicale per figli e nipoti e mia madre anche lei è morta ultranovantenne”. Ma questi tempi supplementari, una vera novità nella storia dell’umanità, cosa sono? Un’opportunità o un problema? “Cominciamo con qualche numero per capire la grandezza della cosa. Stiamo parlando oggi di quasi 14 milioni di italiani oltre i 65 anni e di 9 milioni oltre i 70. Oltre i 90 anni ci sono 800.000 persone e di queste 600.000 sono donne, spesso sole e spesso con problemi di demenza. Abbiamo anche 17.000 ultracentenari (erano 42 all’inizio del 1900). Le proiezioni dell’Istat ci dicono che se continuiamo con la bassa natalità in qualche decennio gli ultrasessantenni diventeranno la maggioranza assoluta della popolazione”.