Le parole del ministro dello Sviluppo economico contro lo scostamento di bilancio sono un colpo di teatro, ma solo parzialmente riuscito. Perché il segretario della Lega nemmeno lo ascolta, tutto preso dal Ponte sullo Stretto
SALVATORE MERLO 23 NOV 2022 ulfoglio.it lettura2’
Soldi e dossier. Cosa c'entra Salvini con le prossime sfide del Mose
La scena è improntata a una notevole efficacia rappresentativa, si consuma in un lampo e racconta meglio di mille editoriali quali siano i rapporti dentro il governo e quale sia la considerazione che gran parte del gruppo dirigente leghista ha ormai del suo leader sgarzolino, Matteo Salvini. Insomma di quel tizio che guida il partito con una mano sola, tipo Gassmann nel “Sorpasso”, e che adesso li ha portati naturalmente tutti sotto la soglia di guardia del 7 per cento. Almeno stando ai sondaggi. La scena è questa: Giancarlo Giorgetti è seduto accanto a Giorgia Meloni, a meno di un metro da Salvini, e sta presentando la manovra economica in conferenza stampa. Dopo aver ripetuto in maniera persino eccessiva e insistita le parole “prudenza” e “coraggio”, ecco che il ministro dell’Economia (“in quota tecnici”, ha voluto precisare Salvini al momento della formazione del governo) lascia cadere con noncuranza la seguente frase: “In tanti invocavano sforamenti di bilancio di qua, e sfondamenti di là. Si aspettavano che facessimo un po’ di follie. Mi dispiace non aver assecondato questo tipo di aspettative”. E mentre Giorgetti pronuncia queste esatte parole il suo sguardo si poggia per un attimo su Salvini. E’ un istante. Ecco. Chi mai aveva invocato sfondamenti, sforamenti e scostamenti? Chissà chi. Uno a caso, oltre a Giuseppe Conte. Lui, ovviamente. Salvini Matteo dal Giambellino. Eccolo iniziare il 12 luglio scorso, col governo Draghi dimissionario e le elezioni imminenti: “A Draghi dico che ci vuole lo scostamento”. Rieccolo il 18 luglio (“non sono d’accordo con Meloni, ci vuole lo scostamento”). Arieccolo il 20 luglio (“la soluzione è lo scostamento”). E poi di nuovo, instancabile, pure sotto l’ombrellone, in spiaggia, incurante dei diritti del calendario, il 28 agosto: “Le bollette non possono attendere: subito lo scostamento”.