La Lega di ieri e di oggi. Su queste colonne per amicizia e complicità. Grazie Bobo

Categoria: Italia

Si alza il Mose, Venezia ringrazia. Sventata acqua alta eccezionale Nelle aspirazioni di tanti, il progetto liberaldemocratico e riformista del Terzo polo non può che maturare attraverso un incessante slancio programmatico, innovativo e di rottura

23 NOV 2022 lettere Direttore ilfoglio.it lettura3’

Al direttore - Per dieci anni ho lavorato al Mose e, in qualche modo, ne ho la paternità. Può quindi capire quanto mi renda felice vedere Venezia finalmente protetta dalle acque alte eccezionali. A consuntivo possiamo dire che, nonostante siano passati quasi 30 anni dalla sua progettazione di massima, il Mose resta tuttora il più importante progetto di ingegneria idraulica del mondo. L’Italia e Venezia debbono esserne fiere. Cari saluti.

Luigi Zanda

“Occorre purtroppo continuare a parlare del Mose poiché si tratta del più grande scandalo mondiale in tema di lavori pubblici nell’intera storia del secondo dopoguerra. E di una vergognosa devastazione di risorse del nostro Paese che dura ormai da un trentennio” (Massimo Cacciari).

Al direttore - Non sono un leghista, ma ho sempre apprezzato Roberto Maroni e ho sempre apprezzato anche le sue rubriche sul Foglio. Ci mancherà. Condoglianze alla sua famiglia. Anche a quella allargata dei giornali e del vostro giornale.

Mara Martoni

Siamo diventati amici e complici di Roberto Maroni nel 2018, quando l’allora governatore uscente della Lombardia offrì al Foglio delle parole molto interessanti sul futuro della Lega. Disse Maroni: “Se fossi stato un cittadino francese avrei fatto la stessa scelta che ha fatto la maggioranza dei francesi e avrei votato Macron. Per la Lega aveva un senso stare tatticamente con la Le Pen, non ci piove. Ma strategicamente no. E quando si parla di strategia bisogna guardare al cuore dei problemi: il lepenismo è morto e sepolto e chi non lo capisce è destinato inevitabilmente a fare una brutta fine”. Quattro anni dopo la sfida della Lega è ancora la stessa.

Maroni, negli ultimi anni, ha cercato di indicare alla Lega di Salvini una direzione diversa. Più moderata, meno nazionalista, più europeista. Trovare un altro Maroni non sarà semplice, ma trovare qualcuno che nella Lega abbia il coraggio di far vivere ancora a lungo le sue idee, più che una speranza è una necessità per tutti coloro che sognano, un giorno, di fare i conti con una destra meno truce, decisa cioè ad alzare l’asticella della competizione anche all’interno della stessa coalizione. Grazie Bobo.

Al direttore - Caro Carlo Calenda, caro Matteo Renzi. È trascorso un mese dalla nascita del governo Meloni, e l’avvio non è stato di quelli memorabili: molte concessioni alle platee di appartenenza, prime misure abborracciate e confuse, e un quotidiano conflitto intestino alla maggioranza – tra Meloni e Salvini – che non autorizza a sperare che in futuro le cose vadano meglio. Ma le opposizioni, come è evidente, non godono di migliore salute. I Cinque stelle soffiano irresponsabilmente sul fuoco di tutti i No, ricevendo in cambio continue profferte di collaborazione da parte del Pd: una invidiabile rendita di posizione che certo non costruisce prospettive per il futuro. Il Partito democratico è in preda alle sue imperscrutabili convulsioni precongressuali, combattuto tra gli animal spirits della componente postcomunista e la perenne vocazione dorotea delle correnti postdemocristiane. Mentre i vostri partiti sono al momento impegnati in appuntamenti interni, che speriamo non diventino solo l’occasione per la nascita di altri apparati e nuove piccole nomenklature. Nelle aspirazioni di tanti, il progetto liberaldemocratico e riformista del Terzo polo non può che maturare attraverso un incessante slancio programmatico, innovativo e di rottura, con una leadership chiara, univoca e riconosciuta, e un continuo, strutturale apporto di competenze e professionalità esterne. Questo non vuol dire rinunciare all’ambizione di costruire una solida struttura di partito. Ma che il partito sia uno, e si faccia al più presto, valorizzando nuove risorse sui territori e promuovendo dal basso gruppi dirigenti coesi e unitari. Questo è quanto vi chiediamo. Non c’è tempo da perdere. Non perché l’alternativa all’attuale stato di cose sia dietro l’angolo. Al contrario, è auspicabile che il paese goda di una fase di stabilità che permetta al governo scelto dagli elettori di affrontare le tante emergenze che abbiamo di fronte. Ma, allo stesso tempo, gli italiani devono sapere da subito che si sta costruendo il cantiere di un’alternativa di governo credibile e matura. Questo è il compito che spetta a voi. Non ci deludete. E sbrigatevi!

Ernesto Auci, Simona Benedettini, Giuseppe Benedetto,

Umberto Contarello, Alberto De Bernardi,

Biagio de Giovanni, Oscar Giannino, Paolo Macry, Claudia Mancina,

Alessandro Maran, Claudio Petruccioli, Sergio Scalpelli,

Andrée Ruth Shammah, Chicco Testa, Claudio Velardi