Il tribunale civile di Genova ha respinto il ricorso presentato contro il sindaco Bucci nel tentativo di farlo decadere dalla carica di primo cittadino.. Elly Schlein e PD
07 DIC 2022 lttere Direttore ilfoglio.it lettura2’
Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa
Al direttore - Elly Schlein ha promesso che si metterà in viaggio con zaino e taccuino per ascoltare la gente. “Moriremo prendendo appunti” (Ennio Flaiano).
Michele Magno
Al direttore - Il tribunale civile di Genova ha respinto il ricorso presentato contro il sindaco Bucci nel tentativo di farlo decadere dalla carica di primo cittadino: il ruolo di commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi e di sindaco sono quindi compatibili. La buona notizia viene però oscurata da un fatto politico evidente: il vizio di una certa sinistra, non solo genovese, di utilizzare ancora una volta gli argomenti giudiziari come arma di opposizione. Sì, perché i ricorsi sono legittimi. Ma ciò che non è legittimo è che una parte politica usi l’argomento giudiziario con finalità politiche. Incapaci di battere gli avversari nelle urne, tentano di farlo usando gli argomenti delle aule dei tribunali. Ricordo bene quelli utilizzati contro di me durante la vicenda dell’alluvione che colpì Genova nel 2014: l’aggressione mediatica subita, il giustizialismo imperante. Ovviamente, fui prosciolta da tutte le accuse. Una strategia, fra l’altro, quella del populismo giudiziario militante, che si è rivelata spesso un boomerang, avendo ridato fiato agli avversari ma che è soprattutto inaccettabile in una democrazia la cui Costituzione sancisce in modo inequivocabile la separazione fra i poteri. Questa sinistra che fa del giustizialismo e della decrescita i suoi nuovi vessilli è una sinistra sempre più lontana dagli elettori e priva di quella sensibilità necessaria a comprendere cosa abbia rappresentato per Genova e per i genovesi avere un commissario che fosse allo stesso tempo sindaco. La ferita del crollo del ponte è ancora aperta: la sua ricostruzione non può sanarla ma può rappresentare una sorta di ripartenza, di nuovo inizio. Che la sinistra non abbia compreso tutto ciò dimostra lo stato di difficoltà in cui versa. La scelta di adottare la strategia politica del rancore è ancora più fallimentare sul piano del consenso se si pensa poi che, con il Pnrr, occorrerà sburocratizzare i processi per realizzare nuove opere, essenziali per il paese, ma ancor di più per la Liguria. Contrastare il modello dei commissari è nei fatti una dichiarazione di guerra al modello Genova, al contrasto della burocrazia soffocante, a tutti quei paletti e lacci che per troppo tempo hanno frenato la crescita della Liguria. Genova aveva un tempo una sinistra capace di amministrare di cui mi onoro di aver fatto parte. Oggi ha una sinistra capace solo di attuare politiche rancorose, contro l’avversario, lontane dal bene della comunità. E’ un po’ lo specchio di ciò che avviene a livello nazionale con il Pd: lo schiacciamento su posizioni massimaliste, il rinnegare la stagione del riformismo, stanno portando il Partito democratico all’autodistruzione. Noi del Terzo polo, a maggior ragione ci candidiamo a essere quel centro responsabile, liberale, riformista che agisce per il bene comune, per rendere l’Italia competitiva e forte in Europa e nel mondo: di fronte al vuoto del sovranismo e a quello del populismo, c’è sempre più bisogno di un liberal-riformismo radicale. Genova ne è la prova. Il sindaco Bucci, come tutti, non fa solo scelte giuste, commette errori e non siamo sempre d’accordo su tutto. Ma un avversario in democrazia si critica con gli strumenti della politica, non del diritto. Ad esserne capaci, si intende.