Perché la destra su moneta e Bilancio è prigioniera di vecchie teorie sovraniste
7.12.2022 Ferrara, Giannino e Cerasa da ilfoglio.it lettura2’
IL SEGRETO DEI NOSTRI MIRACOLI
Quello che Bankitalia non dice sull'economia italiana
GIULIANO FERRARA 07 DIC 2022
Via Nazionale sulla manovra ha ragione, ma tenga conto delle tante economie e della stabilità, pur vongolistica e ineguale, del paese in cui viviamo
Meloni raddrizza la versione del governo (e FdI) su Bankitalia: "Nessuna critica sostanziale sulla manovra"
Palazzo Chigi sragiona sulla Banca d'Italia pur di difendere l'evasione
Due affermazioni. Uno. I rilievi di Bankitalia alla manovra di Meloni sono pertinenti e giusti. Due. I rilievi di Bankitalia alla manovra di Meloni non tengono conto delle sfumature di sistema che da sempre consentono all’economia italiana di superare in modo sorprendente le sue difficoltà e i suoi vizi strutturali. Quale delle due è affermazione vera. Direi entrambe. E cerco di spiegarmi balbettando rapidamente il poco che si capisce di questo paese- Perché la destra su moneta e Bilancio è prigioniera di vecchie teorie sovraniste
OSCAR GIANNINO 07 DIC 2022
Non si tratta di conservatorismo liberale, i partiti del centrodestra italiano hanno coltivato per anni una politica monetaria che ora si riversa contro quella di Meloni e Giorgetti, che considerano come indebita scimmiottatura di DraghiPerché è ora che Meloni dica addio alla Giorgia leader d'opposizione (vale pure su Bankitalia)
Meloni raddrizza la versione del governo (e FdI) su Bankitalia: "Nessuna critica sostanziale sulla manovra"
Ci sono due modi per interpretare il fastidio con cui la destra ha accolto l’audizione della Banca d’Italia sulla manovra di Bilancio. Il primo è catalogarlo come l’ennesimo incidente in cui incorre una compagine ancora disavvezza alla cultura istituzionale e che perciò s’infligge autogol. Ma c’è un altro criterio: quello storico-antropologico. La destra italiana non ha nulla a che vedere con il conservatorismo liberale che salutò come un presidio di rigore l’autonomia e indipendenza delle banche centrali dalla politica, perché solo così si poneva un freno di serietà alla monetizzazione del debito pubblico e a tassi d’interesse manipolati dai partiti. Che è esattamente ciò per cui Beniamino Andreatta avviò nel 1981 il “divorzio” Bankitalia-Tesoro.
- Un Pd a vocazione minoritaria
CLAUDIO CERASA 07 DIC 2022
Un partito che sceglie di rimuovere tutto ciò gli ha permesso di avvicinarsi alla vittoria è un partito che sceglie di trasformare le primarie in concorsi di bellezza. Perché prendere sul serio la magnifica sfida tra Bonaccini e Schlein
Ci sono buone ragioni per osservare con un pizzico di diffidenza, di noia e di scetticismo il dibattito che si è aperto nel Pd rispetto al suo futuro. Ci sono buone ragioni per chiedersi se il Pd, oggi, in una stagione dominata dalle identità forti e dalle leadership carismatiche, possa avere una qualche prospettiva, non avendo al momento, a sua disposizione, né identità forti né leadership carismatiche. E ci sono buone ragioni, infine, per chiedersi se il futuro del Pd, come capita spesso da dieci anni a questa parte ogni qualvolta il Pd cerca di riprendersi da una sconfitta, e a volte anche da una vittoria, non sia ormai definitivamente segnato e se la sua esperienza, in altre parole, non sia a un passo dall’imboccare la poco gloriosa strada in cui si è ritrovato il poco fortunato Partito socialista francese (disastro, che in francese, ironia della sorte, si scrive così: “Un sinistre”).