- EMIRO BIFRONTE Con una mano il Qatar seduce l'occidente, con l'altra fa da bancomat ai nostri nemici. Bankitalia, Mes e Bce. Gli sbotti del governo e il deficit di credibilità della destra
17.12.2022 Canettieri, Meotti,m Capone da ilfoglio.it lettura 3’
TRA BRUXELLES E PALAZZO CHIGI
Il Qatar gate avvicina i Conservatori ai Popolari. Meloni: ora cambierà tutto
SIMONE CANETTIERI 17 DIC 2022
Lo scandalo delle mazzette che sta squassando un pezzo di Parlamento europeo interessa anche Meloni. Il patto fra Ppe e Socialisti vacilla
Bruxelles, dal nostro inviato. “Informatemi passo passo su tutti gli sviluppi del Qatar gate”. Giorgia Meloni l’altro giorno prima di debuttare al Consiglio europeo si è fatta mandare una “nota” dalla pattuglia di Fratelli d’Italia di stanza a Strasburgo, chiedendo di ricevere sempre aggiornamenti. In pubblico la premier ha usato un tono inflessibile e non di parte. Ha parlato dunque di “scenario preoccupante” e di “reazione decisa senza fare sconti” davanti a una situazione dai contorni “devastanti”. E però lo scandalo delle mazzette che sta squassando un pezzo di Parlamento europeo interessa anche Meloni in versione presidente dei Conservatori, e tanto. La cronaca di queste ore sembra far vacillare il patto fra Ppe e Socialisti. Di sicuro smentisce qualsiasi accordo di non belligeranza. “A quasi una settimana dall’inizio dello scandalo i socialisti non hanno riconosciuto il vero problema: una rete corrotta di politici e assistenti all’interno della propria famiglia politica insabbiata da dubbie Ong”, è stata la nota durissima del Ppe. Questo non vuole dire che salti la maggioranza Ursula che governa l’eurocamera, ma di sicuro in questo tritacarne tra chi osserva interessato ci sono sicuramente i Conservatori. In marcia di avvicinamento verso il Ppe. Un modo per entrare nell’odiato mainstream, lasciando la Lega di Salvini e il Rassemblement national di Le Pen al loro destino.
- EMIRO BIFRONTE Con una mano il Qatar seduce l'occidente, con l'altra fa da bancomat ai nostri nemici
GIULIO MEOTTI 17 DIC 2022
Germania, Francia e Inghilterra: l’emiro di Doha sta acquistando pezzi strategici delle principali economie europee. Ovunque finanzia moschee, anche a Poitiers, per riscattare la sconfitta di Abdul al Rahman nel 732 da parte di Carlo Martello
Le dittature arabe hanno capito che il linguaggio sportivo è il più potente mezzo per sedurre il pubblico occidentale. Il Newcastle (il cui presidente è anche il capo della Saudi Aramco, che con 2.430 miliardi di dollari è l’azienda pubblica di maggior valore al mondo) e lo Sheffield sono di proprietà dell’Arabia Saudita. Il Paris Saint Germain è del Qatar. Il Manchester City è degli Emirati Arabi. E così via. Emirates, Etihad Airways e Qatar Airways hanno tutte importanti accordi con le squadre di calcio europee del valore di centinaia di milioni di dollari. Il Bayern di Monaco ama il denaro del Qatar, ma Thomas Müller e Manuel Neuer, le stelle del calcio tedesche provvide di fasce arcobaleno durante i Mondiali a Doha, non hanno pronunciato pubblicamente una sola parola contro la sponsorizzazione di Qatar Airways. I qatarini stanno immettendo una enorme quantità di denaro nel mercato del Regno Unito. Tra gli investimenti più importanti figurano Harrods, Canary Wharf e la Borsa di Londra. Abdulhadi Mana Al Hajri, cognato dell’emiro del Qatar, ha acquistato l’Hotel Ritz per 700 milioni di sterline.
- Bankitalia, Mes e Bce. Gli sbotti del governo e il deficit di credibilità della destra
LUCIANO CAPONE 17 DIC 2022
Fazzolari contro la Banca d'Italia, Giorgetti contro il Mes, Crosetto e Salvini conrto la Bce. In pochi giorni tre attacchi mostrano perché una personalità come Fabio Panetta abbia evitato di fare il ministro dell'Economia di Giorgia Meloni
Non è una notizia che Giorgia Meloni, dopo la vittoria elettorale, abbia a lungo “corteggiato” Fabio Panetta proponendogli di diventare ministro dell’Economia. Se il membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea avesse accettato quell’offerta si sarebbe trovato a vivere un mese di dicembre estremamente imbarazzante. Nel pieno della discussione della legge di Bilancio, avrebbe ad esempio sentito Giovanbattista Fazzolari – non un passante, ma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio – attaccare la Banca d’Italia, di cui Panetta era direttore generale fino a poco tempo fa, per le critiche alla manovra su contanti e Pos dicendo che “Bankitalia è partecipata da banche private” e pertanto si esprime a favore della “moneta privata del circuito bancario”. A seguire, dopo l’uscita avventata di Fazzolari, Panetta avrebbe assistito al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, braccio destro della premier Meloni, che richiama all’ordine la Banca d’Italia dicendo che deve “rappresentare a pieno l’interesse nazionale” e i suoi vertici devono “estraniarsi dall’appartenenza politica”. In pratica, un’accusa di essere politicizzata o un invito ad allinearsi al governo o entrambe le cose.