Miracolo Lega: “I trattori entrano in autostrada”. Ed è subito sberleffo dei militanti

Categoria: Italia

- Il Pd rinvia la costituente a dopo il congresso per evitare scissioni

23.12.2022 Caruso e De Rosa ilfoglio.it lettura 3’

Miracolo Lega: “I trattori entrano in autostrada”. Ed è subito sberleffo dei militanti

CARMELO CARUSO 23 DIC 2022

   

Nelle chat dei parlamentari del Carroccio si rivendica una misura a favore dei mezzi agricoli. Ma il risultato è lo sfottò. Ennesima gaffe di Salvini dopo quella dell’auto a sette posti

La Lega di Matteo Salvini fa miracoli. Vi è mai capitato di vedere un trattore in autostrada? Ci vuole fantasia e la chat della Lega , quella dei parlamentari, il cavanserraglio dove si diffonde il verbo del leader. C’è la manovra in Aula, il governo sta cercando di approvarla prima della vigilia di Natale, ed ecco che la Lega cerca di rivendersi una misura. Si tratta di un emendamento che ha dello stravagante. I creativi di Salvini diffondono infatti questo messaggio: “Convogli agricoli. Ridotto del 70 per cento il pedaggio stradale. Emendamento approvato”. Peccato che in autostrada i trattori non siano mai entrati e che non si capisca quale siano questi pedaggi. I parlamentari della Lega cominciano a rilanciare la misura e subito arriva lo sberleffo dei militanti: “È da quando i trattori entrano nelle autostrade?”. Finisce a cinepanettone. Non solo. Qualcuno ricorda Salvini dire che “non aveva tempo” di parlare con Umberto Bossi, il fondatore del Comitato Nord, che chiede il “riconoscimento” della corrente?

  

Salvini: “Ho troppo da fare per occuparmi di queste cose”. È il 20 dicembre e Salvini si fa fotografare con Riccardo Pase, consigliere regionale lombardo, a una festa sicuramente irrinunciabile, una di quelle feste dov’è bisognerebbe andare davvero con i trattori. La foto è di Paese con tanto di commento: “E poi ci sono serate come queste che danno la carica”.  

  

Dopo la gaffe sull’auto a sette posti su cui Salvini si era gettato polemicamente dopo una tragedia di pochi giorni fa: “Non si va su un auto a sette posti” (ma l’auto era Omologata per sette) abbiamo adesso il trattore autostradale. Il Ponte sullo stretto è difficile ma non è da escludere che con Salvini anche i monopattini possono entrare sulla Salerno-Reggio Calabria.

- Il Pd rinvia la costituente a dopo il congresso per evitare scissioni

GIANLUCA DE ROSA 23 DIC 2022

    

Durante un incontro organizzato da alcuni dirigenti al Nazareno i tre candidati alla segreteria danno il loro via libera al rinvio della costituente dopo le primarie per la scelta della nuova leadership. Sulla nuova carta dei valori però la resa dei conti è solo rinviata

Anticipare le primarie del Pd (per non soccombere). Parlano Orfini e Ricci

"Separare congresso e fase costituente". Bonaccini e Schlein dicono sì alla proposta

C’è solo un modo per evitare che il Pd imploda, per scongiurare scissioni o settari ritorni al passato: ritardare il più tardi possibile il momento in cui i dirigenti dem dovranno dire che cos’è oggi il partito. Sembra un po’ questa la morale di quanto è accaduto ieri: la nuova identità del Pd si deciderà dopo il congresso. Eppure Enrico Letta dopo la batosta elettorale dello scorso 25 settembre aveva deciso che era giunto il momento di definirsi di nuovo. Aveva lanciato il congresso, ma con tempi lunghi. Non prima di aver celebrato una nuova fase costituente, un grande momento di ragionamento collettivo per “redigere il Manifesto dei principi e dei valori fondanti del partito, a partire dalle positive intuizioni del manifesto della fondazione”. Per farlo la direzione dem ha nominato un comitato di saggi composto “da personalità iscritte e non iscritte al Pd”. La questione però è diventata più esplosiva della contesa per la segreteria. Superare il Lingotto o no? Abiurare “una carta ordoliberista” o aggiornarla senza troppe modifiche sostanziali? Queste domande hanno messo in crisi una comunità, l’hanno spaccata in due. Prima la riunione dei popolari del partito, capeggiati da Pierluigi Castagnetti, “pronti a trarre le dovute conseguenze” qualora “dovesse cambiare la natura del partito”. Poi, le dimissioni di Luigi Zanda dal comitato dei saggi. Ancora ieri, la dura intervista rilasciata a Repubblica da uno degli ideatori dell’Ulivo, Arturo Parisi, contro due ex dc, come Dario Franceschini ed Enrico Letta, che starebbero riportando “il Pd alla Livorno del 1921”, in riferimento al congresso del Psi che terminò con la scissione e la nascita del Pci