Il problema è la quantità. Presidente La Russa, si contenga!

Categoria: Italia

LIBERALI O NO? Sulle nomine scopriremo l'idea di Meloni su destra e potere. Meloni nega la realtà, ma un condono è un condono (ed è un condono)

30-12-2022 Redazione e Giannino ilfoglio.it lettura2’

EDITORIALI Il problema è la quantità. Presidente La Russa, si contenga!

REDAZIONE 30 DIC 2022    

Il problema non è il Msi, ma il fatto che le esternazioni politiche poco super partes della seconda carica dello stato siano continue. Da Fanfafi a Spadolini, ci sono dei predecessori. Eppure, anche Fontana riesce a essere più equilibrato

La Russa "se ne frega della liturgia" e tiene fede alle sue idee politiche. E al Msi

Ignazio La Russa è stato aspramente criticato per aver commemorato il Movimento sociale, partito nel quale ha militato fin da ragazzo. Si è detto che come presidente del Senato non poteva esprimere posizioni politiche così divisive, ma questa è un’osservazione impropria, visto che altri suoi predecessori, da Amintore Fanfani a Giovanni Spadolini, per citare solo i casi più memorabili, avevano da quello stesso scranno espresso pareri politici assai pesanti.

LIBERALI O NO? Sulle nomine scopriremo l'idea di Meloni su destra e potere

OSCAR GIANNINO 30 DIC 2022

    

Da che parte andrà il governo conservatore italiano? Le scelte della premier ci diranno se sarà verso i criteri di scetticismo, competenza tecnica ed equilibrio tra poteri dello stato di diritto. Oppure verso un cambiamento delle amministrazioni calato dall'alto

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Il machete di Crosetto su Piombino

Èpartita la grande caccia dei media ai nuovi candidati che da gennaio a giugno saranno indicati dalla destra in 70 posizioni apicali tra ministeri, agenzie di stato, Cdp, e tutte le maggiori società controllate di stato cioè un pezzo rilevantissimo del pil e dell’economia italiana. L’attenzione è tutta sui diversi gradi di prossimità dei candidati rispetto a questo o quel leader della destra. La frase di Guido Crosetto sul “machete” riservato nelle nomine ai signornò alimenta l’immediata reazione di chi è pronto a comportarsi come se lo spoil system in Italia fosse cosa nuova. Bisognerebbe invece fermarsi. Non solo perché i nominandi andrebbero ovviamente solo giudicati dalle competenze mostrate negli incarichi precedenti, privati e pubblici….

- EDITORIALI Meloni nega la realtà, ma un condono è un condono (è un condono)

REDAZIONE 30 DIC 2022

    

La premier può fornire valide ragioni per spiegare perché sia giusto o necessario, ma non ha il diritto di stravolgere le parole e i concetti. Dovrebbe chiamare le cose con il loro nome

"Una rosa è una rosa è una rosa”, recita un celebre verso della poetessa americana Gertrude Stein. Le cose sono come sono, e non c’è molto da girarci intorno. Anche perché è proprio il loro nome a identificarle e a suscitare le qualità che incarnano. Il concetto riguarda un tema molto poco poetico come quello dell’accertamento, del contenzioso e e della riscossione fiscale. Nella conferenza stampa di fine anno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato: “I condoni nella nostra legge di bilancio non ci sono: chiediamo a tutti di pagare il dovuto, con una maggiorazione, consentendo una rateizzazione. Abbiamo stralciato solo le cartelle inferiori ai mille euro con più di sette anni perché costa più la riscossione che lo stralcio”. Le cose non stanno affatto così. Perché la legge di Bilancio riduce le sanzioni, in alcuni casi anche le imposte dovute, e consente la rateizzazione pluriennale dei versamenti.