GIUSTIZIA Il destino incerto della riforma Cartabia, tra forca e garanzia

Categoria: Italia

Conte a Cortina è solo l'ultima scena del cinepanettone a cinque stelle

3.1.2023 Antonucci e Gurrado ilfoglio.it lettura2’

GIUSTIZIA Il destino incerto della riforma Cartabia, tra forca e garanzia

La riforma del processo penale è entrata in vigore il 30 dicembre, ma tutti la vogliono già cambiare, a partire da Fratelli d'Italia. Resta da vedere se in senso garantista o giustizialista

La riforma Cartabia del processo penale, entrata pienamente in vigore il 30 dicembre, già rischia di essere cambiata. Resta da vedere se in senso garantista o giustizialista. Nella prima direzione si potrebbe andare se il governo decidesse di cancellare definitivamente la legge, voluta nel 2019 dall’allora Guardasigilli Alfonso Bonafede, che interrompe il decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, rendendo i processi potenzialmente eterni. La ministra Cartabia ha messo una toppa a questo obbrobrio giuridico, inducendo i grillini ad accettare il meccanismo della cosiddetta improcedibilità, cioè l’estinzione del processo se supera la durata di due anni in appello (tre per i reati più gravi) e uno in Cassazione (o 18 mesi). Ne è comunque venuto fuori un iter processuale schizofrenico…

- BANDIERA BIANCA Conte a Cortina è solo l'ultima scena del cinepanettone a cinque stelle

ANTONIO GURRADO 03 GEN 2023

 La parabola politica del M5S, dalle mire eversive anti-scatoletta di tonno alla completa ma un po’ goffa inoculazione negli alti ruoli istituzionali, è solo un interminabile film dei fratelli Vanzina

C’è un’intrinseca coerenza nella scelta di Giuseppe Conte di trascorrere le ferie invernali a Cortina, e va oltre l’automatica associazione fra le cinque stelle del Movimento e quelle dell’hotel. Tutta la storia del suo partito, a ben guardare, altro non è che un lungo Natale a Cortina, uno di quei film vacanzieri che alleggeriscono il cuore del popolo e lo illudono, per immedesimazione, di poter incunearsi nel riccume, mescolandosi ai ceti alti pur mantenendo una schietta distanza grazie a una certa dose di dileggio un po’ cafone.

La parabola politica del M5S, dalle mire eversive anti-scatoletta di tonno alla completa ma un po’ goffa inoculazione negli alti ruoli istituzionali, è solo un interminabile cinepanettone. Solo in un film dei fratelli Vanzina sarebbe stato possibile vedere Di Maio ministro degli Esteri, il neomelodico Fico presidente della Camera, Dj Fofò ministro della giustizia, oltre che scovare un caratterista sensazionale come Danilo Toninelli.

Conte a Cortina, perfettamente integrato in un establishment cui appartiene di natura per legittimi guadagni e prestigio professionale, è solo l’ultima scena del cinepanettone a cinque stelle, quella che chiude il cerchio mostrando al popolo che i lussi per vip vilipesi e bramati da un Boldi o da un De Sica sono davvero a portata di mano e possono essere afferrati come la promettente natica dell’attricetta di turno. E il pubblico in sala si immedesima, ride, batte le mani e vota per loro…