CRITICHE MIOPI Quello che Conte sbaglia è la predica, non Cortina

Categoria: Italia

Conte a Cortina è solo l'ultima scena del cinepanettone a cinque stelle

GIULIANO Ferrara , Gurrado 4.1.2023 ilfoglio.it lettura2’

Razzolare male è di tutti, cari moralisti. Il problema invece è il populismo senza idee. Dal Reddito di cittadinanza, al carcere usato per indagare. Il peccato mortale resta la demagogia

Questione semantica: Conte the miserable o Conte le misérable?

Conte a Cortina è solo l'ultima scena del cinepanettone a cinque stelle

La storia di Giuseppe Conte a Cortina, e il contorno di polemiche seguito, è un po’ ridicola. Conte non razzola particolarmente male. L’avvocato del popolo, permettendosi una settimana bianca alle Dolomiti, non fa niente di particolarmente scandaloso, è evidente. Razzola come può, e non è che razzoli male. La predica è il problema. E invece tutti lo accusano di razzolare male e di predicare bene. No. Al capo dei Cinque stelle riconvertiti al mélenchonismo va semmai rimproverato il tono demagogico con il quale difende, legittimo, il Reddito di cittadinanza, compresa l’idea che sia in atto una crociata contro i poveri, i deboli, i socialmente vulnerabili. In tanti smontano quel tipo di predica con argomenti, giusti o sbagliati, ma argomenti di una certa tempra razionale. E Conte predica invece male.

-BANDIERA BIANCA Conte a Cortina è solo l'ultima scena del cinepanettone a cinque stelle

ANTONIO GURRADO 03 GEN 2023

    

La parabola politica del M5S, dalle mire eversive anti-scatoletta di tonno alla completa ma un po’ goffa inoculazione negli alti ruoli istituzionali, è solo un interminabile film dei fratelli Vanzina

C’è un’intrinseca coerenza nella scelta di Giuseppe Conte di trascorrere le ferie invernali a Cortina, e va oltre l’automatica associazione fra le cinque stelle del Movimento e quelle dell’hotel. Tutta la storia del suo partito, a ben guardare, altro non è che un lungo Natale a Cortina, uno di quei film vacanzieri che alleggeriscono il cuore del popolo e lo illudono, per immedesimazione, di poter incunearsi nel riccume, mescolandosi ai ceti alti pur mantenendo una schietta distanza grazie a una certa dose di dileggio un po’ cafone.

La parabola politica del M5S, dalle mire eversive anti-scatoletta di tonno alla completa ma un po’ goffa inoculazione negli alti ruoli istituzionali, è solo un interminabile cinepanettone. Solo in un film dei fratelli Vanzina sarebbe stato possibile vedere Di Maio ministro degli Esteri, il neomelodico Fico presidente della Camera, Dj Fofò ministro della giustizia, oltre che scovare un caratterista sensazionale come Danilo Toninelli.

Conte a Cortina, perfettamente integrato in un establishment cui appartiene di natura per legittimi guadagni e prestigio professionale, è solo l’ultima scena del cinepanettone a cinque stelle, quella che chiude il cerchio mostrando al popolo che i lussi per vip vilipesi e bramati da un Boldi o da un De Sica sono davvero a portata di mano e possono essere afferrati come la promettente natica dell’attricetta di turno. E il pubblico in sala si immedesima, ride, batte le mani e vota per loro.